I MALUMORI DI BELLUMORI - NIENTE SEGGIOLA IN PRIMA FILA PER IL SINDACO PD DI CAPALBIO? E IL PREMIO LETTERARIO RISCHIA DI PASSARE DI MANO - IL PRIMO CITTADINO SFANCULA IL CONSIGLIERE-AMBASCIATORE DI NAPOLITANO E I RADICAL-VIP (“DA QUI IN AVANTI SE LO FACCIANO NEI PARCHI DELLE LORO VILLE”) CHE NON HANNO RISERVATO POLTRONE PER LE AUTORITÀ - DIETRO LO SCAZZO, IMPAZZA IL DUELLO ARINGOLI-ZAGAMI, I DUE ORGANIZZATORI CULTURALI DELLA PICCOLA ATENE...

Dagoreport

L'ultimo atto di irriverenza è stato compiuto sabato scorso dal sindaco Pd di Capalbio, Luigi Bellumori, d'ora in poi chiamato da tutti Malumori. Che addirittura si è permesso di fare uno sgarbo al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Si è rifiutato infatti di presenziare alla cerimonia e di leggere un telegramma di auguri che il presidente della Repubblica aveva inviato allo scrittore Dudù La Capria, vincitore dell'edizione del premio speciale Capalbio per il 150 anni dell'Unità di Italia.

Invitato ripetutamente dagli organizzatori del premio aveva declinato l'invito anche se in contemporanea a La Capria veniva premiato Marcello Sorgi, editorialista ed ex direttore della "Stampa" con il "Grande dandy" (Rizzoli) e pure la Guardia Costiera per i suoi grandi meriti, tra cui i salvataggi a Lampedusa.

All'origine di tanto sdegno di Malumori? Una questione di sedie e di poltrone (nel senso letterale del termine). Durante la premiazione e dibattito organizzato dal consigliere di Napolitano, l'ambasciatore Rocco Cangelosi, a cui partecipavano il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, Giuliano Amato, il presidente della Bocconi Mario Monti, il direttore della Banca d'Italia, Fabrizio Saccomanni, e il ministro belga, Ives Leterme, intervistati dalla sexy-bravissima Sarah Varetto di Skytg24, il Malumori se ne andava sbattendo metaforicamente la porta.

L'oltraggio era consistito nel fatto che i posti in prima fila riservati per le autorità erano stati occupati da altri: lui stesso era finito in terza fila, il vice prefetto vicario messo in seconda fila e il presidente della provincia di Grosseto in seconda ( e non in prima) fila.

Da allora il Malumori ha mandato una lettera di accuse roventi contro la Fondazione Epoké che organizza il premio Capalbio (presieduta dall'avvocato Aringoli) per non aver saputo tenere liberi i posti per le autorità. Accusando persino la figlia dell'ambasciatore Cangelosi di occupare un posto in prima fila mentre la poveretta faceva l'interprete simultanea (gratis).

La piccola Atene è tutta in agitazione anche perché pare che a soffiare sul fuoco della indignazione di Malumori ci sia un ex big dell'editoria, Andrea Zagami, che ha aperto una libreria nella piazzetta Magenta, la Zig Zag, e facendo Zig Zag vorrebbe mettere le mani sul premio prestigioso che a suo tempo ebbe come fondatore Paolo Mieli. Per il momento Malumori ha fatto indignare il presidente della Repubblica, poi si vedrà.

PREMIO CAPALBIO, LITIGI E DIMISSIONI - IL SINDACO BELLUMORI NON HA IL POSTO A SEDERE: «IL COMUNE PAGA MOLTO E NON PUÒ ESSERE TRATTATO COSÌ»
Marco Gasperetti per il "Corriere della Sera"

A volte i divorzi si possono consumare anche per qualche seggiola in meno. Ma quello di Capalbio, la «piccola Atene dei vip» e dell'intellighenzia di sinistra, non è solo uno strappo atipico e a prima vista strampalato, ma è pure clamoroso. Il litigio, infatti, coinvolge istituzioni locali e grandi nomi nazionali, come Rocco Cangelosi, vice presidente del Consiglio italiano del Movimento europeo e consigliere diplomatico di Giorgio Napolitano.

Che, dopo le esternazioni del sindaco Luigi Bellumori (Pd), rimasto senza seggiola insieme a giunta, prefetto e altre autorità locali durante il Premio intitolato al borgo maremmano, ha preso carta e penna criticando aspramente il primo cittadino e annunciando la fine di ogni collaborazione con l'amministrazione comunale. Più che uno schiaffo è un manrovescio per il sindaco Bellumori e un colpo durissimo al Premio organizzato con dedizione della Fondazione Epoké.

Anche perché lo stesso sindaco aveva mandato un preavviso di sfratto al Premio. «Da qui in avanti se lo facciano nei parchi delle loro ville», pare abbia confessato Bellumori agli amici. E in più aveva disertato (insieme alla giunta) la serata speciale dedicata all'Unità d'Italia.

LA VICENDA- -Tutto inizia la scorsa settimana nella minuscola piazza Magenta, la piccola agorà di Capalbio. Clou della kermesse letteraria è una tavola rotonda sulla crisi italiana e internazionale alla quale partecipano Emma Marcegaglia, Giuliano Amato, Mario Monti, Fabrizio Saccomanni, Giuliano Amato. Il sindaco Bellumori arriva in piazza con tanto di fascia tricolore e in compagnia delle altre autorità locali. Ma ben presto si accorge che per lui non c'è neppure una sedia.

Un affronto. «Ma non a me, ma al mio Comune», si affretta immediatamente a spiegare il sindaco che annuncia poco dopo una sorta di sfratto del Premio. «Il Comune paga molto e non può essere trattato così. La prossima volta si cercheranno un'altra location», dice pubblicamente il primo cittadino. La Fondazione Epoké cerca di minimizzare. «Anche Rutelli e Cipoletta erano in piedi - sottolineano gli organizzatori - non c'è stato alcun affronto e il sindaco ha parlato in pubblico». Ma le parole taglienti di Bellumori indispettiscono i vip che fanno parte del Premio.

LA LETTERA- Così arriva la missiva di Rocco Cangelosi, rappresentante permanente all'Unione europea e consigliere diplomatico di Giorgio Napolitano. Al sindaco Cangelosi prima tira le orecchie per un'assenza alla manifestazione dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia (c'erano Marcello Sorgi e Raffaele La Capria).

Poi va nello specifico: «Dal 2007 contribuisco volontariamente, insieme al presidente Amato, all'organizzazione del premio Capalbio Europa "gratis et amore Capi Albi", coinvolgendo anche la mia famiglia, con mia moglie cittadina capalbiese e iscritta nelle liste elettorali del Comune che cura gli eventi conviviali legati a tali manifestazioni e mia figlia che, insieme al marito, di nazionalità francese, assicura, quando necessario traduzione e interpretariato e in queste occasioni il sindaco ha avuto sempre l'opportunità di intervenire aprendo il dibattito con un suo discorso introduttivo e leggendo il messaggio del Presidente della Repubblica, che immancabilmente ogni anno ha accompagnato la manifestazione».

E sui posti a sedere mancanti? Cangelosi non ha dubbi: «Spettava al Comune provvedere a mantenerli di fronte a una piazza traboccante con numerose persone in cerca di un posto a sedere». Insomma, per il diplomatico il sindaco invece di protestare avrebbe dovuto incarico ai suoi addetti di organizzare al meglio la logistica della manifestazione. E dunque conclude: «La prego di considerare esaurita ogni forma di collaborazione con la presente amministrazione».

 

Emma Marcegaglia e il sindaco di Capalbio BellumoriSaccomanni Marcegaglia Monti Luigi Abete Emma Marcegaglia Mario Monti Sarah Varetto Desiree Petrini Saccomanni Marcegaglia Monti Amato il primo ministro belga Yves Leterme Emma Marcegaglia sul palco di Capalbio Giuliano Amato Yves Leterme Mario Monti Sarah Varetto Emma Marcegaglia Mario Monti Emma Marcegaglia 3a19 andrea zagami mo

Ultimi Dagoreport

trump meloni vance schlein conte

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ALLA CAMERA HA PARLATO COME SE NON CI FOSSE STATO IL REFERENDUM: HA RIFILATO UN COMIZIO AUTO-CELEBRATIVO E VITTIMISTA, NELL’INDIFFERENZA DELL’OPPOSIZIONE - SCHLEIN E CONTE, INVECE CHE INCASTRARLA, HANNO PIGOLATO DISCORSETTI CHE PAREVANO SCRITTI DA CHATGPT: SONO TROPPO IMPEGNATI A FARSI LA GUERRA TRA LORO CHE A OCCUPARSI DELLE SORTI DEL PAESE – EPPURE, SAREBBE STATO FACILISSIMO METTERE ALL’ANGOLO LA TRUMPETTA DELLA GARBATELLA: A BUDAPEST IL VICEPRESIDENTE JD VANCE L’HA CITATA INSIEME A ORBAN TRA I LEADER UE CHE HANNO “AIUTATO” GLI STATI UNITI CON LA GUERRA IN IRAN, ARRIVANDO A DIRE CHE LA PREMIER ITALIANA “È STATA MOLTO UTILE”. A NESSUNO A MONTECITORIO È VENUTO IN MENTE DI CHIEDERE: COME?

donald trump benjamin netanyahu libano iran xi jinping

DAGOREPORT - CON IL CESSATE IL FUOCO NON VINCONO NÉ TRUMP NÉ I PASDARAN, MA PERDE NETANYAHU, CHE VOLEVA LA "GUERRA PERMANENTE" - IL TYCOON CERCAVA DA SETTIMANE UNA EXIT STRATEGY DAL CONFLITTO CON L'IRAN, E ALLA FINE È STATA LA CINA A FORNIRGLIELA (VIA PAKISTAN, TURCHIA, ARABIA SAUDITA), CONVINCENDO GLI AYATOLLAH ALLA TREGUA - ALLA FACCIA DELLA TREGUA, NETANYAHU CONTINUA A BOMBARDARE IL LIBANO E TRUMP LO STRIGLIA: "RIDUCI GLI ATTACCHI" - ED ORA FINALMENTE CAPIREMO CHI COMANDA: NETANYAHU O TRUMP - "BIBI" ANNUNCIA NEGOZIATI DIRETTI CON IL GOVERNO LIBANESE, MA SE NON LA SMETTE DI GETTARE BOMBE SU BEIRUT, ALLORA VUOL DIRE CHE TIENE PER LE PALLE L'UOMO PIÙ POTENTE DEL MONDO (DAVVERO BASTA QUALCHE "EPSTEIN FILES"? 

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)