JUVENTINO RIBELLATI! – UNA SQUADRA CHE NON PERDE DA QUASI 50 PARTITE HA BISOGNO DI QUESTI FAVORI? – BEHA AL VELENO: “PULVIRENTI ADESSO DEVE ESSERE RIFUSO, POSSIBILMENTE AI DANNI DI SQUADRE ANCORA MINORI, DI PESO MINIMO IN LEGA, CHE CONDIZIONA LA FEDERCALCIO, CHE A SUA VOLTA NOMINA SIA PURE INDIRETTAMENTE I VERTICI ARBITRALI, CHE DICONO AI GERVASONI/RIZZOLI/MAGGIANI COME REGOLARSI”…

Oliviero Beha per il "Fatto quotidiano"

Dopo Catania-Juventus siamo tutti catanesi, parafrasando John Kennedy a Berlino spaccata 50 anni fa. Neppure lo sceneggiatore più creativo avrebbe potuto immaginare il copione del Massimino, ex Cibali (vergognoso al Massimino in effetti suona cacofonico...). Dunque il "siamo tutti catanesi" si potrebbe tradurre anche grossolanamente in "siamo tutti anti-juventini", interpretando il sentimento rotondofobico del resto d'Italia. Eppure ci starebbe una lettura anche insolita, del tipo contrario come "siamo tutti juventini", lettura provocatoria che va interpretata da subito.

Se uno tifa Juventus senza avere interessi materiali né coinvolgimenti nel glorioso club della Vecchia Signora quanto mai in spolvero in un Paese così vecchio, dovrebbe offendersi. Dico davvero. Ma non per la reazione catanese o anti-juventina, bensì per quello che è accaduto domenica a Catania al volger del mezzogiorno, dunque in un orario insolito nel quale l'attenzione di un po' tutti i calciofili si poteva concentrare anche di più: con le partite alla stessa ora le nequizie si mescolano meglio, di solito...

Torniamo agli juventini. Dovrebbero offendersi, invece di incamerare così l'ennesimo stratagemma. Una simile sperequazione, un'ingiustizia, una macroscopica difformità di giudizio pro-Juve quando una squadra non perde da 48 partite consecutive in campionato dovrebbe essere vissuta da uno juventino serio come un'offesa, un insulto, un vulnus alla sua juventinità. Ed è ridicolo, proprio per la disparità di risultati, poi accampare un "comunque siamo più forti". E che vuol dire, a maggior ragione non vi pare?

Quello che è accaduto a Catania, e le modalità dell'episodio con quel parlamentino arbitrale che in altre circostanze sarebbe riuscito grottesco se non fosse stato il culmine di una situazione di disagio un po' per tutti, dovrebbe colpire lo spettatore e l'amante del calcio in tv o nelle chiacchiere, quella rotondolalia che costituisce l'indotto favoloso della rotondocrazia: così davvero è tutto finto, e non si può pensare al bello del calcio perché Davide batte Golia (aveva la fionda, è vero, ma nella metafora articolata l'arbitro gli leva la fionda e Golia-Juventus picchia il piccolo Davide senza turbamenti). Insomma, io juventino chiederei regolarità dei campionati.

E invece non sarà così, il tifo prevede la franchigia dell'augurarsi che la propria squadra vinca comunque, anche comprando gli arbitri, caso meraviglioso e di scuola purtroppo temo non riscontrabile in questa circostanza.

Tutta la leggenda degli arbitri in auto della casa torinese, Fiat voluntas loro, e ho scritto leggenda perché fa più figura, sarebbe molto più semplice per spiegare ciò che è avvenuto domenica. E invece si tratta semplicemente di arbitri che sbagliano perché "in carriera", perché da sempre tengono d'occhio le caste calcistiche, perché il Catania ci rimette contro l'Inter l'altra domenica e non succede granché e davvero stavolta Gervasoni e soci la devono far grossissima perché ci sia un moto di rivolta. Subito rientrato.

Quel Rizzoli protagonista della pantomima a Catania come arbitro della porta incriminata (è ovvio che fosse stato dall'altra parte si sarebbe regolato all'opposto...) già stasera viene designato per Palermo-Milan, come se niente fosse. E il presidente del Catania, Pulvirenti, che ha giustamente strepitato come raramente in passato, deve essere rifuso nelle prossime partite, possibilmente ai danni di squadre ancora minori, meno abilitate a protestare perché di peso minimo in Lega, che condiziona la Federcalcio, che nomina i vertici arbitrali sia pure indirettamente, che dicono a Tizio, a Caio e a Sempronio, ai Gervasoni/Rizzoli/Maggiani più gli altri tre della famigerata sestina come regolarsi.

È sempre stato così. Quando la Juve era in disgrazia post Calciopoli, erano mazzate, adesso è tutto tornato come prima, ma per la Juve così come per gli altri. È guasto il Paese, è guasto il calcio, è guasto il tifoso che vuole vincere comunque (anch'io per un momento mi sono congratulato con me stesso per il gol annullato a Mauri, a Firenze, ma devo essere uno sbagliato perché un secondo dopo ho riconosciuto che era buono).

E a chiunque richiami la "franchigia" umorale del calcio, forse va ricordato che il tifo esonda oltre il calcio, nella politica, nell'irrazionalità , nelle contrapposizioni solo di superficie ecc. Un Paese così ha nel pallone la sua cartina di tornasole, e l'eponimo Bergessio è stato prezioso: ci ha detto, urlandocelo, che non è calcio ma catch, è finto (modello il Roland Barthes de I miti d'oggi del 1956 sulla finzione di uno sport recitato), e se facciamo quasi finta (finta?) di niente è perché in fondo ci sta bene così.

Sta bene così alla cittadella calcistica piena di magagne, che ha inventato prima tre, poi quattro, poi sei "decisionisti da campo" che nel vortice delle loro comunicazioni via telefono e palmo davanti alla bocca annullano triturandole le loro responsabilità. Ghigliottinare 6 persone è più difficile e meno immediato che rosolarne una distinta.

Sta bene alla stampa, che specie nelle sue performance televisive ci regala la solita verve "protezionistica" contraria a ogni forma di sia pur lieve giornalismo per sapere e non per confermare con lunghissime domande a preservare le risposte, come un vaccino per la malattia di una discussione seria, hai visto mai. Così al Cibali tutto resta com'è, clamoroso in apparenza, ma stantio e inappetibile nella sostanza, e chi continua a scriverlo si sente un cretino. Quasi meglio sostenere che El Shaarawi è il nipote di Mubarak.

 

A sinistra il fuorigioco inesistente del Catania, a destra quello di Bendtner golpopPULVIRENTIANTONINO PULVIRENTI DI WINDJETCARLO GERVASONI CARLO GERVASONIL'arbitro RizzoliLUCA MAGGIANI PAGINA FB LUCA MAGGIANI andrea agnelli foto mezzelani gmt andrea agnelli foto mezzelani gmt

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…