guido veneziani

LE GRANDI INTUIZIONI RENZIANE - FINISCE IN CARCERE GUIDO VENEZIANI, L'EDITORE CHE MATTEUCCIO E BONIFAZI AVEVANO SCELTO PER 'SALVARE' LA DEFUNTA 'UNITÀ' - GIÀ INDAGATO, È STATO ARRESTATO CON L'ACCUSA DI BANCAROTTA FRAUDOLENTA DELLA SUA ROTO ALBA, STORICA STAMPERIA PIEMONTESE

Luigi Franco per www.ilfattoquotidiano.it

 

la nuova unita di guido veneziani by daxestla nuova unita di guido veneziani by daxest

L’editore Guido Veneziani è stato arrestato per il crac della Roto Alba, la storica stamperia di Alba in provincia di Cuneo. La parabola dell’uomo che Matteo Renzi e il tesoriere del Pd Francesco Bonifazi avevano scelto per salvare l’Unità, in tandem con la Eyu srl del Partito democratico, finisce dunque nel carcere di Asti. Lì Veneziani è stato portato dai militari della Guardia di finanza di Cuneo il 19 luglio, ma la notizia è stata confermata solo due giorni dopo.

 

Le accuse a suo carico vanno dalla bancarotta fraudolenta aggravata alle false comunicazioni sociali. Oltre che l’arresto di Veneziani, il pm di Asti Laura Deodato ha disposto anche i domiciliari per Gianmaria Basile, socio storico di minoranza di Veneziani nella Guido Veneziani Editore (Gve) e ritenuto dagli inquirenti amministratore di fatto di Roto Alba, e sua sorella Patrizia Basile. Oltre ai tre arrestati, risultano indagate altre cinque persone i cui nomi non sono stati diffusi.

 

Guido VenezianiGuido Veneziani

Quando ilfattoquotidiano.it nel maggio del 2015 aveva dato notizia dell’iscrizione di Veneziani nel registro degli indagati, l’editore si era dimesso dalla presidenza del cda dell’Unità ed era stato sostituito come socio di maggioranza del quotidiano dalla Piesse di Guido Stefanelli e del costruttore Massimo Pessina. La notizia delle indagini era arrivata dopo mesi in cui la posizione di Veneziani diveniva sempre più grave, senza che questo intaccasse la fiducia del Pd, che per volere dello stesso segretario Renzi l’aveva scelto come salvatore del quotidiano fondato da Gramsci, dopo l’avventura finita male della casa editrice Nuova iniziativa editoriale (Nie).

 

Se da un lato infatti Veneziani investiva nell’Unità, dall’altro la situazione di Roto Alba continuava a peggiorare, con i 130 lavoratori che prima di essere lasciati a casa in cassa integrazione non avevano ricevuto lo stipendio per mesi. Fino al fallimento della società chiesto dalla procura e dichiarato dal tribunale il 29 maggio 2015.

francesco bonifazi (2)francesco bonifazi (2)

 

Ora l’accusa che il nucleo di polizia tributaria delle Fiamme gialle di Cuneo, guidato dal colonnello Michele Pagnotta, muove a Veneziani è quella di avere preso in mano nel 2012 un’azienda sana e di averla spogliata di risorse a vantaggio di altre società del gruppo. L’ipotesi è che siano stati distratti in modo illecito da Roto Alba 15 milioni di euro, a cui si aggiunge la contestazione di ingenti debiti tributari, tra cui contributi previdenziali non versati per quasi 3 milioni di euro (i lavoratori potranno comunque contare sulle garanzie pubbliche previste dalla legge in questi casi).

 

RENZI RISPONDE AI LETTI SU L UNITARENZI RISPONDE AI LETTI SU L UNITA

Quella di Roto Alba non è l’unica avventura imprenditoriale di Veneziani che si avviava a finire male negli stessi mesi in cui l’editore rilevava l’Unità. Finito male anche il tentativo di rilanciare una tipografia a Nieppe, nel nord della Francia, progetto per il quale Veneziani ha incassato anche fondi pubblici francesi.

 

Al crac di Roto Alba sono poi seguiti i fallimenti della capogruppo Gve, della Guido Veneziani Periodici, società a cui facevano capo le riviste, della Mazzucchelli, altra storica stamperia in provincia di Bergamo acquisita nel 2013 da Veneziani, e la Enerprint di Moncalieri (Torino), rilevata a inizio 2015 dal gruppo Ilte dello stampatore Vittorio Farina. Tutte vicende ancora sotto indagine che hanno lasciato sul campo centinaia di lavoratori senza più un impiego. E per le quali Veneziani potrebbe subire ulteriori conseguenze sul piano penale.

renzi contestato alla festa dell unita a bologna  7renzi contestato alla festa dell unita a bologna 7

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...