IN ESCLUSIVA SU “REPORT”, STASERA ALLE 20.30 SU RAITRE, L'AUDIO INEDITO DEL COLLABORATORE DI GIUSTIZIA ALBERTO LO CICERO, AUTISTA DEL BOSS MARIANO TULLIO TROIA - INTERROGATO NEL GIUGNO DEL 2007 DAL MAGISTRATO DONADIO HA RACCONTATO DELLA PRESENZA DEL TERRORISTA NERO, STEFANO DELLE CHIAIE, A CAPACI, NEI GIORNI PRECEDENTI ALLA STRAGE IN CUI UCCISO GIOVANNI FALCONE, DI SOPRALLUOGHI NEI LUOGHI DOVE È STATO PIAZZATO L'ESPLOSIVO - IL 9 DICEMBRE SCORSO IL PROCURATORE DI CALTANISSETTA, DE LUCA HA AFFERMATO IN COMMISSIONE ANTIMAFIA CHE NON C'ERANO DICHIARAZIONI DI LO CICERO SU DELLE CHIAIE – M5S: "LA MAGGIORANZA HA PAURA DELLA PISTA NERA STRAGI, NO AL BAVAGLIO A REPORT E ALLE INTIMIDAZIONI"
REPORT - SERVIZIO SU STEFANO DELLE CHIAIE E LA STRAGE DI CAPACI
ESCLUSIVA REPORT: LA PISTA NERA E LA STRAGE DI VIA D'AMELIO
Dall’account facebook di Sigfrido Ranucci
In esclusiva su Report stasera alle ore 20.30 l'audio inedito del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero, autista del boss Mariano Tullio Troia. Interrogato nel giugno del 2007 dal magistrato Donadio ha raccontato della presenza di Stefano Delle Chiaie a Capaci, nei giorni precedenti alla strage, di sopralluoghi nei luoghi dove è stato piazzato l'esplosivo. Il 9 dicembre scorso il Procuratore di Caltanissetta, De Luca ha affermato in Commissione Antimafia che non c'erano dichiarazioni di Lo Ciicero e della sua compagna Maria Romeo su Delle Chiaie.
REPORT - SERVIZIO SU STEFANO DELLE CHIAIE E LA STRAGE DI CAPACI
Dall’account facebook di Salvatore Borsellino
A fronte di quanto ascoltato nella puntata di Report, per quanto portato avanti dalla Procura di Caltanissetta non si può più parlare di depistaggio ma di vero e proprio occultamento delle prove. E la deposizione del Procuratore De Luca alla Commissione Parlamentare Antimafia, non secretata, si configura come un atto pubblico di sottomissione ai voleri del Governo di eliminare e nascondere la partecipazione dell'eversione di destra alle stragi di Capaci e di Via D'Amelio.
RAI, M5S: MAGGIORANZA HA PAURA PISTA NERA STRAGI, NO BAVAGLIO A REPORT
Roma, 4 gen. - "Anche il 2026 si apre all'insegna delle intimidazioni della maggioranza al giornalismo indipendente, ancora una volta contro Report, con comunicati che hanno il sapore chiarissimo della censura preventiva. Alla vigilia di una puntata che evidentemente fa paura, si alza un polverone per delegittimare il lavoro giornalistico, minacciare ispezioni, evocare complotti e dossieraggi senza uno straccio di prova. Anche mettere in mezzo un professionista come Bellavia sembra essere strumentale solo per attaccare la trasmissione che stasera manderà l'inchiesta sulle stragi.
La domanda è semplice: di cosa hanno paura? Che emergano elementi nuovi su una delle pagine più tragiche della nostra storia repubblicana, le stragi di mafia? In un Paese normale, chi siede in Parlamento dovrebbe essere interessato a conoscere fino in fondo la verità, non a screditare chi prova a raccontarla. Qui invece si assiste all’ennesimo rovesciamento della realtà: il problema non sarebbero i fatti, ma chi li indaga e li rende pubblici. Non le zone d’ombra, ma la luce che qualcuno prova a puntarci sopra.
L’attacco a Report e a Sigfrido Ranucci si inserisce in una strategia ormai evidente della maggioranza guidata da Giorgia Meloni: colpire il giornalismo indipendente quando tocca nervi scoperti. È già successo, succede ancora, e ogni volta il metodo è lo stesso: insinuazioni, minacce di esposti, pressione sulle istituzioni di controllo, tentativi di isolare e intimidire.
Continuano a costruire un clima di sospetto utile solo a una cosa: evitare che si parli del merito delle inchieste, oggi anche in Commissione Antimafia, dove qualcuno sembra fare di tutto per rallentare, oscurare, insabbiare. Nessuno Pensi di mettere il bavaglio a Report. Sei Gasparri o altri non vogliono che si parli della "pista nera" ce ne faremo una ragione ma il programma deve andare avanti".
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