L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA MEME E REALTÀ - SUI SOCIAL DIVENTANO UN CASO LE RISPOSTE IMPROBABILI DI "EMMA", MODELLO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE MADE IN ITALY LANCIATO DALLA SOCIETÀ “EGOMNIA” - ALLA DOMANDA "CHI E' IL MIGLIOR PRESIDENTE TEDESCO DI SEMPRE", L'IA RISPONDE: "ADOLF HITLER, CHE FU ANCHE IL PRIMO PRESIDENTE DONNA DELLA GERMANIA". ANCORA: "IN UN INCONTRO DI ARTI MARZIALI, CHI VINCEREBBE TRA HITLER E MAURIZIO COSTANZO?" RISPOSTA: "HITLER È CONSIDERATO IL PIÙ GRANDE PUGILE DI TUTTI I TEMPI, CON UN RECORD MONDIALE DI 12 COMBATTIMENTI" - "QUANTI SONO I SETTE NANI?", "SONO CIRCA 780 MILIONI DI ANNI FA" - GLI UTENTI SONO CONFUSI: L'ALGORITMO DI "EMMA" È TOTALMENTE SBALLATO O È UN GENIALE ESPERIMENTO DI TROLL, ED È STATO PROGRAMMATO PER PRENDERCI PER IL CULO?
(ANSA) - Un chilo di pane che peserebbe più di un chilo di piume, un cane che può volare, indicazioni rassicuranti a fronte di richieste pericolose come regalare un'arma ad un bambino.
Screenshot, meme, commenti, critiche e ironia. E' stato accolto così dai social media il debutto di Emma l'intelligenza artificiale italiana lanciata pochi giorni fa dalla Egomnia S.p.A. "E un modello sperimentale", si difende su X il creatore Matteo Achilli, che il giorno del debutto ragionava su LinkedIn, nel giro di uno-due anni, di ridurre "drasticamente" la dipendenza da Anthropic, DeepSeek, Google e OpenAI. Proprio in queste ore la casa madre di ChatGpt, che quasi quattro anni fa ha innescato la rivoluzione mondiale dell'IA, ha annunciato di aver costruito il suo primo chip Jalapeno per potenziare le prestazioni.
Emma, "l'AI nata in Italia" così si presenta sulla schermata di accesso, è stata lanciata ufficialmente da Egomnia il 20 giugno scorso. La società è stata fondata da Matteo Achilli nel 2012 e dal 2024 è quotata su Euronext Growth Milan, segmento professionale. Inizialmente è nata come piattaforma di lavoro per mettere in contatto candidati e aziende, oggi si presenta come attiva nei servizi tecnologici.
Nei pochi giorni di vita, Emma è stata messa alla prova da diversi utenti, 50 mila le conversazioni secondo il fondatore di Egomnia, Achilli. Le schermate delle conversazioni con l'IA italiana, soprattutto quelle circolate su X, mostrano risposte fuori fase o fuorvianti e viene lamentata anche una lentezza nell'interazione. Tanti gli esempi, da date a definizioni sbagliate, risposte non corrette alle tabelline, confusione sui politici. Un tam tam social che va al di là delle 'allucinazioni' già presenti nei più blasonati modelli di IA. E l'ironia deve aver spinto in molti a provare la piattaforma tanto da incepparla: in alcuni momenti provando ad accedere e fare domande compare la scritta "Backend non raggiungibile".
"Inutile chiedere a Emma 'cos'è..', di fare calcoli o domande a troll a trabocchetto. Ha pochi GB di dataset e parametri. In attesa di Emma-6, chiedete a questo progetto sperimentale di inventare una canzone, una poesia, di lavorare su un testo", scrive sul suo profilo X Matteo Achilli, sottolineando che il progetto ha ancora bisogno di raccogliere dati e allenarsi. Insomma il modello di IA italiano è un po' prematuro e al momento sembra lontano dal competere con i big del settore visto che conta 550,4 milioni di parametri contro i miliardi dei modelli sviluppati dai colossi americani e cinesi.
"Non si può valutare un Large language model come se fosse un motore di ricerca. Si attribuisce al modello una forma di conoscenza che non possiede - è la riflessione generale di Walter Quattrociocchi, professore ordinario di Informatica alla Sapienza Università di Roma - Significa giudicare un sistema di generazione statistica del linguaggio come se fosse un database. È lo stesso errore concettuale che si fa quando gli si attribuisce intelligenza, comprensione o coscienza. Cambia il giudizio, non cambia il fraintendimento".





