piero angela

“IO SENATORE A VITA? GRAZIE MA NON FA PER ME” – PIERO ANGELA RACCONTA IL SUO RAPPORTO CON LA POLITICA GIUDICATA “TROPPO LITIGIOSA, UN CONTINUO DISTRUGGERE I PROGETTI ALTRUI” – PER IL VOLTO DI 'SUPERQUARK' IL PERIODO MIGLIORE E’ STATO IL DOPOGUERRA QUANDO SI CERCAVA IL BENESSERE DI TUTTI

Paolo Conti per il Corriere della Sera

 

PIERO ANGELAPIERO ANGELA

Piero Angela, avrà letto Il Foglio ... Un appello (con molte adesioni) al capo dello Stato perché lei venga nominato senatore a vita. «Sì, ho letto. Ma io non c' entro niente. Ho scritto al direttore Claudio Cerasa: grazie, sono lusingatissimo, ma lasciatemi stare, desidero continuare col mio lavoro. In questo momento sono in pausa qui a Cinecittà, stiamo registrando "Speciale Superquark". Faccio un altro mestiere. Non sono fatto per le gerarchie».

 

In che senso?

«Alla Rai ho rifiutato, negli anni, la direzione di un Telegiornale e di una Rete... Non sono fatto per certi ruoli».

 

Ma cosa è la politica per lei? Nel 2011 è uscito da Mondadori il suo «A cosa serve la politica?».

PIERO ANGELA PIERO ANGELA

«Nel libro ho raccontato un fatto molto semplice. La politica, nei secoli e nei millenni, non ha mai concretamente migliorato le condizioni di vita della gente comune. Non ha mai prodotto ricchezza né benessere. La base è rimasta povera, ignorante, malata, analfabeta. Tutto è cambiato quando, sulla scena del mondo, sono apparse le macchine e l' energia che hanno moltiplicato pani e pesci.

 

Quando mio padre era giovane, in Italia i contadini erano il 70% della popolazione, oggi appena il 4%, gli analfabeti erano l' 80%, oggi c' è la scuola di massa. Oggi la politica può essere molto importante solo se favorisce questo processo: cioè gestire e distribuire bene la ricchezza che nasce da tecnologia ed energia. Ma se le maggioranze cambiano continuamente, si litiga e si parla solo di legge elettorale, nessun progetto vero diventa possibile».

 

Lei non vuole diventare senatore a vita, ma qual è oggi un progetto «politico»?

«Un pacchetto per il futuro di un Paese come il nostro dovrebbe essere composto da innovazione, tecnologia, educazione e valori. Può consentire uno sviluppo equilibrato e civile: la storia dimostra che i Paesi che hanno adottato tale formula sono quelli che stanno meglio. Anche l' informazione è importante: ma purtroppo, in Italia, segue troppo le lotte politiche dimenticando che la vera ricchezza è il benessere del Paese».

 

Cosa è che non va nella politica italiana?

PIERO ANGELA  PIERO ANGELA

«Facciamo l' esempio della scuola. Si parla continuamente di precari, di scuola laica o cattolica, di sicurezza degli edifici. Ma rarissimamente del vero problema: cioè come migliorare il livello e la qualità dell' insegnamento. E poi, in generale, in Italia non si premia il merito, il valore, l' autentica capacità. Il risultato? Francesco Giavazzi lo ha spiegato molto bene giorni fa sul Corriere della Sera : se la produttività è l' indice dell' efficienza di un Paese, ebbene l' Italia è ferma da quindici anni.

 

PIERO ANGELAPIERO ANGELA

Altri Paesi, con gli stessi mezzi, hanno saputo fare ben di più e assai meglio. Da cittadino vedo l' incapacità della politica italiana di far emergere le mille potenzialità che ha il nostro Paese, pieno di gente in gamba».

 

Manca un sistema Paese?

«Nel libro dico che l' Italia è ricca di straordinarie intelligenze ma manca del tutto un' intelligenza di sistema».

 

Qual è stato, a suo avviso, il miglior capitolo della politica italiana?

«Indubbiamente il dopoguerra. Lo spirito era diverso e, magari in modi anche rozzi, si cercava di ricostruire puntando sul progresso dell' intero Paese. Anche la classe politica ragionava così. Infatti si arrivò al boom, al benessere. Poi è andata com' è andata».

 

Cosa vede oggi?

«Un quadro in cui domina una distruttiva litigiosità».

 

piero angela (2)piero angela (2)

Più nel centrodestra dominato da Berlusconi o più nel Pd di Renzi e dintorni?

«Non vorrei parlare di questo. Dico che io sono abituato nel mio lavoro a costruire, mettendo insieme le idee e i talenti, arrivando a una sintesi anche dopo aver discusso. Oggi la politica italiana sembra un continuo, direi patologico, gioco al massacro... una costante distruzione dei progetti degli altri. Così è impossibile mettere al centro il benessere del Paese, il futuro delle nuove generazioni. Ma la scuola, la lotta alla corruzione, il merito sono valori di destra o di sinistra? Sono collanti che consentono a una società di stare insieme, di non frantumarsi».

alberto e piero angelaalberto e piero angela

 

Lei cosa vota?

«Quello che mi pare. Lavoro in Rai da decenni ma non ho mai risposto alle lusinghe di tante, diverse sirene politiche. Penso di lavorare, divulgando, nell' interesse del mio Paese, con lo spirito... come si dice?... di un servitore dello Stato».

Ultimi Dagoreport

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...

tajani meloni annarita patriarca

NAPOLISPIA! - FRATELLI D'ITALIA E FORZA ITALIA FIRMANO UN “PATTO DI NON ANNESSIONE”: NESSUNO DEI DUE PARTITI ACCOGLIERÀ PARLAMENTARI FUORIUSCITI DALL’ALTRO IN VISTA DELLE ELEZIONI – UN ACCORDO CHE HA UNA LOGICA INOPPUGNABILE, MA METTE NEI GUAI (POLITICAMENTE) LE MIRE DEI PICCOLI RAS LOCALI E STOPPA IL TRASLOCO DAGLI AZZURRI AI MELONIANI DI ANNARITA PATRIARCA, DEPUTATA DI FI SCHIERATA CON I “RIBELLI” DI GIORGIO MULÈ - LUNEDÌ PROSSIMO A NAPOLI SBARCA ARIANNA MELONI, IN PIENA CAMPAGNA ELETTORALE PER LA SUA CANDIDATURA ALLE POLITICHE…

adriano galliani helga costa

DAGOREPORT - SI ALLUNGANO I SOSPETTI DI CONFLITTO DI INTERESSE SU ADRIANO GALLIANI, CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA FIGC CONTRO MALAGO’: NON C’E’ SOLO LA GRANA DEL FIGLIO GIANLUCA, AZIONISTA DI UNA TECH COMPANY CHE FA CONCORRENZA ALLA LEGA SERIE A SUL FANTACALCIO. C’E’ ANCHE IL NODO DEL FIGLIO DELLA MOGLIE HELGA COSTA, ALAN RODRIGUEZ, CHE FA IL PROCURATORE SPORTIVO NELLA SCUDERIA DI BEPPE RISO (CHE HA CONCLUSO IN QUESTI ANNI DIVERSI AFFARI CON GALLIANI) - COME SI METTE L’EX BRACCIO DESTRO DI BERLUSCONI RISPETTO ALL’ARTICOLO 29 DELLO STATUTO FIGC CHE PARLA DI INCOMPATIBILITA’ IN CASO DI CONFLITTO DI INTERESSI? LA GIUSTIZIA SPORTIVA NON HA NULLA DA RILEVARE?

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?