1- "L'ARTICOLO 18 VALE 200 PUNTI DI SPREAD". QUESTO SAREBBE IL "RETROSCENA" DI “REPUBBLICA”, OGGI. BENE, E CHI LA DICE QUESTA FANTASTICA ED UTILE IDIOZIA DEI 200 PUNTI? NON MEGLIO PRECISATE "STIME DEI TECNICI AL TAVOLO DEL LAVORO". BEL SERVIZIETTO, RAGAZZI. CONTINUATE COSI', A NASCONDERVI DIETRO UN DITO E A NON AVERE IL CORAGGIO DELLE PROPRIE IDEE, SPACCIANDOLE ORA PER DIKTAT EUROPEI, ORA PER MISTERIOSE RICETTE DI MISTERIOSI TECNICI. E PER LA FELICITà DI AVER SPODESTATO IL CAVALIER POMPETTA, ANCHE I GIORNALI "DI SINISTRA' SI PRESTANO A SALIRE SUI MONTI 2- IL PADRONE IN REDAZIONE. COME ILLUSTRARE UNA PAGINA SU CLINT EASTWOOD CHE FA LO SPOT PER LA CHRYSLER AL SUPER BOWL (GRANDISSIMA AGENZIA MASTIKAZZI)? ‘’LA STAMPA’’ PENSA BENE DI DARE LA PAROLA ALL'OPINIONISTA USA MARCHIONNE SERGIO, CHE DALL'ALTO DELLA SUA RESIDENZA FISCALE IN SVIZZERA PONTIFICA SULLE DOTI DEL POPOLO AMERICANO

A cura di Minimo Riserbo e Pippo il Patriota

1- NON FA SOSTA LA SUPPOSTA...

"L'articolo 18 vale 200 punti di spread", il governo cerca la sponda europea. Questo sarebbe il "retroscena" di Roberto Mania su Repubblica di oggi. Bene, e chi la dice questa utile idiozia dei 200 punti? Non meglio precisate "stime dei tecnici al tavolo del lavoro". Bel servizietto, ragazzi. Continuate cosi', a nascondervi dietro un dito e a non avere il coraggio delle proprie idee, spacciandole ora per diktat europei, ora per misteriose ricette di misteriosi tecnici. E per la gioia di aver spodestato il Banana, anche i giornali "di sinistra' si prestano.

Poi passa Ponzio Bersani e sfodera la spada: "Sull'articolo 18 i partiti non possono permettersi di accendere fuochi. Noi stiamo zitti e non interferiamo su questo tema. C'e' un tavolo del governo con le parti sociali. Accetteremo qualunque accordo nato in quella sede" (Repubblica, p. 14). E in una paginata di intervista rapita, i Republicones dimenticano di chiedergli perfino di Airone Passera candidato unico alle prossime elezioni.

Poi apri il Corriere ed ecco l'avvincente consiglio per i suppostisti offerto da padre Massimo Franco: "I toni esagerati rischiano di complicare una trattativa gia' dura" (p. 14). Il ‘'Messaggero'' dei dipendenti pubblici riassume invece "le ipotesi in campo per aumentare la flessibilita'" (degli altri): "Il modello Ichino per i nuovi assunti. Articolo 18 sospeso per i primi tre anni" (p. 7)

2- UN GOVERNO DI BAVOSI...
Anche oggi si perde tempo dietro la solita cagata detta da un esponente del presunto Governo dei Sapientoni ("Gli italiani vogliono il posto fisso, magari vicino a mamma e papa', Cancellieri). Miguel Gotor, sulla Repubblica degli Illuminati, scrive che "sorprende l'uso di stereotipi ormai consunti che sembrano staccati da un album di fotografie ingiallite in cui si racconta un'Italia che non esiste più' da almeno trent'anni" (p.1). Invece non sorprende manco un po', vista l'eta' media scandalosamente alta di questo governo dei Merkonti. Roba che in cdm, se litigano, dopo le penne si tirano le dentiere.

3- LA BAVA SEPARATA DALLE NOTIZIE (T'ADORIAM MONTI DIVINO)...
Parla l'ambasciatore Usa a Roma, David Thorne, e il Corriere s'illumina d'incenso: "Roma l'alleato più' affidabile grazie alle riforme di Monti" (p. 13). Contrabbandata per "Retroscena" anche questa paginata della Stampa di Mariopio Calabresi: "L'Ocse promuove Monti. "Con queste riforme il Pil puo' crescere dell'8%" (p. 9). Bene, bravi, piss!

4- SONO PARTITI CON LA CASSA...
"Margherita, conti truccati dal 2007. "I soldi rubati sono più' di 13 milioni". I pm passano al setaccio i bilanci: "Perche' furono approvati?" (Corriere, p. 21). Forse perche' ognuno aveva la propria convenienza dal sistema? Il Giornale va di buon senso: "Margherita, conti truccati". Ma i revisori lo raccontano dopo 5 anni ai magistrati" (p. 8). I revisori rivedevano e rivedevano e rivedevano...e alla fine nulla videro.

5- CANTACI, O NEVONE, L'EPOPEA DEL SALE...
"Con Schettino fu questione di metri, con Alemanno di millimetri (neve scambiata per pioggia), ma e' destino che l'italica catastrofe cominci in burletta e finisca invariabilmente con lo scaricabarile". In prima pagina sul Cetriolo Quotidiano, Antonio Padellaro seppellisce Nevone, l'imperatore che ha scalato il Campidoglio sull'omicidio della Reggiani e ora ne discende in bob. Uno che quando i vigili gli hanno detto: "Sindaco metta le catene ai bus", ha risposto: "Guardo a casa, ma non me ne sono rimaste cosi' tante".

Per Padella, "il sindaco nega l'evidenza e salta da una tv all'altra brandendo pale e sale da cucina, battendo i pugni e strillando contro i "passacarte" della Protezione civile: "Ho ragione io". Cosi' pensa di recuperare i voti che a valanga lo abbandonano perche' la buona gens romana puo' perdonargli i camerati, la parentopoli, i palazzinari e perfino le bande criminali che sparano e impazzano nell'urbe, ma non dimentichera' facilmente la vergogna del 3 febbraio 2012 (...)

Ecco: stare in televisione e mettervi radici sembra l'esclusiva preoccupazione di questi politici immaginari, allevati da porta a porta e cresciuti a ballaro'. Bravissimi a battibeccare, maestri dell'interruzione, prestigiatori di parole inutili e che di finzione si nutrono come topi nel formaggio". Non fa una piega, purtroppo.

Sul fronte delle news, a pagina 5 del Sole 24 Ore: "Protezione civile dimezzata", spunta l'ipotesi di separare il dipartimento di Gabrielli: meta' all'Economia, meta' all'Interno. E Oggi il premier vede il prefetto. Perfetto.

6- NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN...
"Le banche italiane si ricomprano i bond. Intesa riacquista 3,7 miliardi di titoli ibridi, Banco popolare 4 miliardi. Unicredit conclude un'operazione simile con una plusvalenza lorda di 530 milioni" (Stampa, p. 26). Vietato ironizzare sulla natura delle sostanze 'ibride' di cui ai titoli ibridi.

"Fitch declassa Mps, Intesa, Ubi e Popolare, ma parte la corsa a ricomprarsi i propri bond. Una modifica regolamentare di Banca d'Italia rende più' agevole per gli istituti adeguarsi all'Eba" (Repubblica, p. 26). Una modifica regolamentare. Chi nella vita non vorrebbe una "modifica regolamentare" quando e' nella cacca?

7- LINGOTTI IN FUGA...
Per la serie, I famosi successi di Marpionne, "Fiat a rischio, sotto osservazione di Standard&Poor's". Pesano la crescita dei rivali in Brasile e "le misure di austerita' del governo italiano" (Repubblica, piccolo piccolo a pagina 27, hai visto mai che qualche lettore avesse azioni Fiat). Ma i veri successi del furbo manager con il maglioncino sono quelli raccontati da Vittorio Malagutti: "Marchionne incassa 50 milioni e ci paga meno tasse dei suoi dipendenti", ovvero il 24 per cento (Cetriolo Quotidiano, p. 8)

8- IL CREATIVO IN REDAZIONE...
Automarchetta (legittima) sul giornale diretto con mano fermiccia da don Flebuccio de Bortoli: "Il Corriere arriva a Bergamo, "una citta' piena di valori". Sedici pagine, dalla cronaca allo sport" (p. 28). A Bergamo, soprattutto i valori dell'Atalanta di Cristiano Doni.

9- IL PADRONE IN REDAZIONE...
Come illustrare una pagina su Clint Eastwood che fa lo spot per la Chrysler al Super Bowl (grandissima agenzia Mastikazzi)? La Stampa pensa bene di dare la parola all'opinionista Usa Marchionne Sergio, che dall'alto della sua residenza fiscale in Svizzera pontifica sulle doti del popolo americano. Il buon Maurizietto Molinari regge il microfono e firma con gioia (p. 19)

 

Ultimi Dagoreport

xi jinping donald trump vladimir putin

DAGOREPORT - LA CERTIFICAZIONE DELL'ENNESIMO FALLIMENTO DI DONALD TRUMP SARÀ LA FOTO DI XI JINPING E VLADIMIR PUTIN A BRACCETTO SULLA PIAZZA ROSSA, VENERDÌ 9 MAGGIO ALLA PARATA PER IL GIORNO DELLA VITTORIA - IL PRIMO MENTECATTO DELLA CASA BIANCA AVEVA PUNTATO TUTTO SULLO "SGANCIAMENTO" DELLA RUSSIA DAL NEMICO NUMERO UNO DEGLI USA: LA CINA - E PER ISOLARE IL DRAGONE HA CONCESSO A "MAD VLAD" TUTTO E DI PIU' NEI NEGOZIATI SULL'UCRAINA (COMPRESO IL PESTAGGIO DEL "DITTATORE" ZELENSKY) - ANCHE SUI DAZI, L'IDIOTA SI È DOVUTO RIMANGIARE LE PROMESSE DI UNA NUOVA "ETA' DELL'ORO" PER L'AMERICA - IL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA COMPIUTO COSI' UN MIRACOLO GEOPOLITICO: IL REGIME COMUNISTA DI PECHINO NON È PIÙ IL DIAVOLO DI IERI DA SANZIONARE E COMBATTERE: OGGI LA CINA RISCHIA DI DIVENTARE LA FORZA “STABILIZZATRICE” DEL NUOVO ORDINE GLOBALE...

francesco milleri andrea orcel carlo messina nagel donnet generali caltagirone

DAGOREPORT - COSA FRULLA NELLA TESTA DI FRANCESCO MILLERI, GRAN TIMONIERE DEGLI AFFARI DELLA LITIGIOSA DINASTIA DEL VECCHIO? RISPETTO ALLO SPARTITO CHE LO VEDE DA ANNI AL GUINZAGLIO DI UN CALTAGIRONE SEMPRE PIÙ POSSEDUTO DAL SOGNO ALLUCINATORIO DI CONQUISTARE GENERALI, IL CEO DI DELFIN HA CAMBIATO PAROLE E MUSICA - INTERPELLATO SULL’OPS LANCIATA DA MEDIOBANCA SU BANCA GENERALI, MILLERI HA SORPRESO TUTTI RILASCIANDO ESPLICITI SEGNALI DI APERTURA AL “NEMICO” ALBERTO NAGEL: “ALCUNE COSE LE HA FATTE… LUI STA CERCANDO DI CAMBIARE IL RUOLO DI MEDIOBANCA, C’È DA APPREZZARLO… SE QUESTA È UN’OPERAZIONE CHE PORTA VALORE, ALLORA CI VEDRÀ SICURAMENTE A FAVORE” – UN SEGNALE DI DISPONIBILITÀ, QUELLO DI MILLERI, CHE SI AGGIUNGE AGLI APPLAUSI DELL’ALTRO ALLEATO DI CALTARICCONE, IL CEO DI MPS, FRANCESCO LOVAGLIO - AL PARI DELLA DIVERSITÀ DI INTERESSI BANCARI CHE DIVIDE LEGA E FRATELLI D’ITALIA (SI VEDA L’OPS DI UNICREDIT SU BPM), UNA DIFFORMITÀ DI OBIETTIVI ECONOMICI POTREBBE BENISSIMO STARCI ANCHE TRA GLI EREDI DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO RISPETTO AL PIANO DEI “CALTAGIRONESI’’ DEI PALAZZI ROMANI…

sergio mattarella quirinale

DAGOREPORT - DIRE CHE SERGIO MATTARELLA SIA IRRITATO, È UN EUFEMISMO. E QUESTA VOLTA NON È IMBUFALITO PER I ‘’COLPI DI FEZ’’ DEL GOVERNO MELONI. A FAR SOBBALZARE LA PRESSIONE ARTERIOSA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SONO STATI I SUOI CONSIGLIERI QUIRINALIZI - QUANDO HA LETTO SUI GIORNALI IL SUO INTERVENTO A LATINA IN OCCASIONE DEL PRIMO MAGGIO, CON LA SEGUENTE FRASE: “TANTE FAMIGLIE NON REGGONO L'AUMENTO DEL COSTO DELLA VITA. SALARI INSUFFICIENTI SONO UNA GRANDE QUESTIONE PER L'ITALIA”, A SERGIONE È PARTITO L’EMBOLO, NON AVENDOLE MAI PRONUNCIATE – PER EVITARE L’ENNESIMO SCONTRO CON IL GOVERNO DUCIONI, MATTARELLA AVEVA SOSTITUITO AL VOLO ALCUNI PASSI. PECCATO CHE IL TESTO DELL’INTERVENTO DIFFUSO ALLA STAMPA NON FOSSE STATO CORRETTO DALLO STAFF DEL COLLE, COMPOSTO DA CONSIGLIERI TUTTI DI AREA DEM CHE NON RICORDANO PIU’ L’IRA DI MATTARELLA PER LA LINEA POLITICA DI ELLY SCHLEIN… - VIDEO

andrea orcel gaetano caltagirone carlo messina francesco milleri philippe 
donnet nagel generali

DAGOREPORT - BUM! ECCO LA RISPOSTA DI CALTAGIRONE ALLA MOSSA DI NAGEL CHE GLI HA DISINNESCATO LA CONQUISTA DI GENERALI - L’EX PALAZZINARO STA STUDIANDO UNA CONTROMOSSA LEGALE APPELLANDOSI AL CONFLITTO DI INTERESSI: È LEGITTIMO CHE SIA IL CDA DI GENERALI, APPENA RINNOVATO CON DIECI CONSIGLIERI (SU TREDICI) IN QUOTA MEDIOBANCA, A DECIDERE SULLA CESSIONE, PROPRIO A PIAZZETTA CUCCIA, DI BANCA GENERALI? - LA PROVA CHE IL SANGUE DI CALTARICCONE SI SIA TRASFORMATO IN BILE È NELL’EDITORIALE SUL “GIORNALE” DEL SUO EX DIPENDENTE AL “MESSAGGERO”, OSVALDO DE PAOLINI – ECCO PERCHÉ ORCEL HA VOTATO A FAVORE DI CALTARICCONE: DONNET L’HA INFINOCCHIATO SU BANCA GENERALI. QUANDO I FONDI AZIONISTI DI GENERALI SI SONO SCHIERATI A FAVORE DEL FRANCESE (DETESTANDO IL DECRETO CAPITALI DI CUI CALTA È STATO GRANDE ISPIRATORE CON FAZZOLARI), NON HA AVUTO PIU' BISOGNO DEL CEO DI UNICREDIT – LA BRUCIANTE SCONFITTA DI ASSOGESTIONI: E' SCESO IL GELO TRA I GRANDI FONDI DI INVESTIMENTO E INTESA SANPAOLO? (MAGARI NON SI SENTONO PIÙ TUTELATI DALLA “BANCA DI SISTEMA” CHE NON SI SCHIERERÀ MAI CONTRO IL GOVERNO MELONI)

giorgia meloni intervista corriere della sera

DAGOREPORT - GRAN PARTE DEL GIORNALISMO ITALICO SI PUÒ RIASSUMERE BENE CON L’IMMORTALE FRASE DELL’IMMAGINIFICO GIGI MARZULLO: “SI FACCIA UNA DOMANDA E SI DIA UNA RISPOSTA” -L’INTERVISTA SUL “CORRIERE DELLA SERA” DI OGGI A GIORGIA MELONI, FIRMATA DA PAOLA DI CARO, ENTRA IMPERIOSAMENTE NELLA TOP PARADE DELLE PIU' IMMAGINIFICHE MARZULLATE - PICCATISSIMA DI ESSERE STATA IGNORATA DAI MEDIA ALL’INDOMANI DELLE ESEQUIE PAPALINE, L’EGO ESPANSO DELL’UNDERDOG DELLA GARBATELLA, DIPLOMATA ALL’ISTITUTO PROFESSIONALE AMERIGO VESPUCCI, È ESPLOSO E HA RICHIESTO AL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO DUE PAGINE DI ‘’RIPARAZIONE’’ DOVE SE LA SUONA E SE LA CANTA - IL SUO EGO ESPANSO NON HA PIÙ PARETI QUANDO SI AUTOINCORONA “MEDIATRICE” TRA TRUMP E L'EUROPA: “QUESTO SÌ ME LO CONCEDO: QUALCHE MERITO PENSO DI POTER DIRE CHE LO AVRÒ AVUTO COMUNQUE...” (CIAO CORE!)

alessandro giuli bruno vespa andrea carandini

DAGOREPORT – CHI MEGLIO DI ANDREA CARANDINI E BRUNO VESPA, GLI INOSSIDABILI DELL’ARCHEOLOGIA E DEL GIORNALISMO, UNA ARCHEOLOGIA LORO STESSI, POTEVANO PRESENTARE UN LIBRO SULL’ANTICO SCRITTO DAL MINISTRO GIULI? – “BRU-NEO” PORTA CON SÉ L’IDEA DI AMOVIBILITÀ DELL’ANTICO MENTRE CARANDINI L’ANTICO L’HA DAVVERO STUDIATO E CERCA ANCORA DI METTERLO A FRUTTO – CON LA SUA PROSTRAZIONE “BACIAPANTOFOLA”, VESPA NELLA PUNTATA DI IERI DI “5 MINUTI” HA INANELLATO DOMANDE FICCANTI COME: “E’ DIFFICILE PER UN UOMO DI DESTRA FARE IL MINISTRO DELLA CULTURA? GIOCA FUORI CASA?”. SIC TRANSIT GLORIA MUNDI – VIDEO