SU “TIME” UN CRITICO SERIO E METICOLOSO COME RICHARD CORLISS FA L’ELENCO DEI 10 MIGLIORI FILM DEL 2013 E DEI 10 PEGGIORI. ESALTA “GRAVITY” DI CUARON E “LA GRANDE BELLEZZA” DI SORRENTINO. E SI SCATENA UN PUTIFERIO. NON TUTTI, SONO D’ACCORDO

Marco Giusti per Dagospia

Prepariamoci per le emozioni forti. Su "Time" un critico serio e meticoloso come Richard Corliss fa l'elenco dei 10 migliori film del 2013 e dei 10 peggiori. Esalta "Gravity" di Alfonso Cuaron e "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino. E manda all'inferno capolavori come "Un weekend da bamboccioni 2" e "The Host". E si scatena un putiferio. Perché non tutti, come al solito, sono d'accordo. Diciamo che sono le scelte di un critico, oltre tutto americano.

Certo, per "La grande bellezza" è bel trampolino di lancio verso l'Oscar, mentre si scatenano le reazioni in rete al fatto che un film come "Fast and Furious 6" di Justin Lin con lo scomparso Paul Walker figuri al sesto posto dei migliori film dell'anno prima del blasonatissimo "12 Years a Slave" di Steve McQueen. O che "The Lone Ranger", adorato da Quentin, non figuri tra i peggiori. Vediamo in dettaglio.

I 10 MIGLIORI DEL 2013:
1. "Gravity" di Alfonso Cuaron. "Sviluppando la realtà paurosa e bellissima dello spazio attorno al nostro mondo rivela la gloria del futuro del cinema" scrive Corliss. Possiamo essere d'accordo che i primi 13 minuti siano strepitosi, magari non tutto il film è a quell'altezza. Sarà felice Alberto Barbera che lo ha scelto per aprire il Festival di Venezia.

2. "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino. Corliss esagera un po': "Il più grande, il più esilarante film che si sia vista quest'anno sulla Terra". Un lettore protesta: "La dolce vita è il più grande film che sia visto sulla Terra. La grande bellezza non è nulla".

3. "American Hustle" di David O. Cooper. Totalmente d'accordo. E' un grande film con un cast strepitoso, Christian Bale, Jennifer Lawrence, Bradley Cooper, Amy Adams e Jeremy Renner, su un celebre caso degli anni '70 raccontato come una commedia di truffatori e truffati. Lo vedremo i primi di gennaio. Supercandidato agli Oscar.

4. "Her" di Spike Jonze. Corliss dichiara di amarlo e di amare anche la Samantha virtuale di Scarlett Johansson. Difficile dargli torto. Un punto a favore di Marco Muller che al Festival di Roma è riuscito a farle vincere il premio per la migliore attrice.

5. "The Grandmaster" di Wonk Kar Wai. Con 22 minuti di tagli e un rimontaggio firmato Harvey Weinstein è un po' difficile riconoscerlo come un film eccezionale. Molto criticato Corliss che sostiene che "Tony Leung è un Obama più bello". Boh?

6. "Furious 6" di Justin Lin. Coatto reunion per Vin Diesel, il povero Paul Walker e Dwayne Johnson. Il pubblico di "Time" non ha gradito che figuri prima di film importanti come "12 Years a Slave".

7. "Frozen" di Jennifer Lee e Chris Buck. Grande ritorno al musical e alle principesse per la Disney. Grande film. Assolutamente d'accordo. Meglio sentirlo in originale, ovviamente. Olaf il pupazzo scemo che perde i pezzi e li ritrova ruba la scena a tutti.

8. "The Act of Killing" di Joshua Oppenheime. Documentario sulla difficile situazione in Indonesia.

9. "12 Years a Slave" di Steve McQueen. E' il film che la comunità nera spinge di più all'Oscar. "Diorama di atrocità". Per molti è il vero film dell'anno. Troppo poco il nono posto?

10. "Lo Hobbit. La desolazione di Smaug" di Peter Jackson. Per Corliss è una rivelazione il fatto che Jackson sia riuscito, dalle 300 pagine del romanzo originale, a costruire non solo il primo film, ma anche questa seconda parte e che sia ancora strepitosa. Grande lavoro di Andy Sarkin come regista della seconda unità.

MANCANZE: Per molti lettori andrebbero inclusi in questa lista film come "Fruitvale Station", "Blue Jasmine" di Woody Allen, "La vie d'Adéle" di Abdellatif Kechiche, "Spring breakers" di Harmony Korine, che per John Waters è il film dell'anno, "Captain Phillips" di Paul Greengrass.

I 10 PEGGIORI FILM DEL 2013.

1. "Un weekend da bamboccioni 2" di Dennis Dugan. Una vera porcheria per tutti. "Non c'è plot, non troppo poco plot, proprio non c'è plot", scrive Corliss, che lamento un eccesso di "grandi temi della vita: pipì, cacca, rutti, problemi allo scroto" e tre buone qualità: "misogino, omofobo, scemo". Deve essere sublime. Assolutamente da recuperare.

2. "Salinger" di Shane Salerno. "Non c'era nessun bisogno di questo documentario su Salinger" (Corliss)

3. "The Host" di Andrew Niccol. Disastroso film di fantascienza tratto da un romanzo di Stephenie Meyer con la povera Saorsie Ronan di "Amabili resti". "Non ci siamo mai sentiti così male per un'attrice (nemmeno per Cameron Diaz", scrive Corliss. Totale disastro. Sono d'accordo tutti, tranne un lettore che sostiene che "non è solo il peggior film dell'anno, ma di sempre".

4. "After earth" di M. Night Shyamalan. Will Smith e il figlioletto alle prese con una fantascienza un po' disastrata. "La storia sembra quella di un episodio minore di Star Trek", dice Corliss. Per Shyamalan è una caduta senza fine dalla quale sarà difficile rialzarsi. Supertrash.

5. "RIPD - Poliziotti dall'aldilà" di Robert Schwenkle. Un altro disastro con i poliziotti morti, Jeff Bridges e Ryan Reynolds, che tornano dall'aldilà come zombi pistoleri buoni. Non è piaciuto a nessuno.

6. "Only God Forgives" di Nicholas Winding Refn. Dove "Drive" doveva essere il capolavoro di Refn. Non solo non lo è stato, ma già dalla sua apparizione a Cannes è stato sbeffeggiato come pasticcio improponibile. "La storia è inerte e i dialoghi sembrano una parodia di Blue Velvet". Magari Corliss esagera. Siamo d'accordo sulla grandiosità di Kristin Scott Thomas come mamma cattivissima. Nella testa di Refn (SPOILER) il film doveva finire con Ryan Gosling che si tagliava le mani.

7. "The Big Wedding" di Justin Zacham. Uno di questi film sui matrimoni che ormai il pubblico non regge più. Spreco di Robert de Niro, Susan Sarandon, Robin Williams, Diane Keaton.

8. "The Counsellor" di Ridley Scott. Lo sappiamo da mesi che è uno dei grandi flop dell'anno. Ridley Scott dirige il primo copione originale scritto da Cormac McCarthy. "Originale?", si chiede Corliss, "no, davvero, è un copione che non ha niente di originale". E bastona pure il gran cast: "Javier Bardem, Brad Pitt, Penelope Cruz e Michael Fassbender interpretano personaggi che nessuno ricorderà più fra sei mesi". Da noi deve ancora uscire.

9. "Il grande e potente Oz" di Sam Raimi. Corliss ci va giù pesante. Non si può toccare un classico per fare un prequel imbarazzante. Per me aveva delle parti buone, ma è difficile non vederlo come un film poco riuscito. Però i film diretto da James Franco sono peggio.

10. "Una notte da leoni 3" di Tod Phillips. Lasciamo perdere, va.

Molti avrebbero aggiunto "The Lone Ranger" di Gore Verbinski, che gode però della riabilitazione totale di San Quentin Tarantino, salvatore dei film impossibili. Altri il pesantissimo "The Butler", "Olympus Has Fallen", "Machete Kills", "Scary Movie 5" e tutti, ma proprio tutti, "Un buon giorno per morire" con Bruce Willis.

 

Sandra Bullock in Gravity la grande bellezza sulla croisette - servillo-ferilli-sorrentino-verdoneTONI SERVILLO NEL FILM DI SORRENTINO "LA GRANDE BELLEZZA" FOTO GIANNI FIORITO Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson her-spike-jonze-poster12 years a slave 12 years a slave Daniela e Paolo Sorrentino blue jasmine ONLY GOD FORGIVES GOSLING REFN ONLY GOD FORGIVES DI WINDING REFN CON RYAN GOSLING jpegsmn27 sam raimigravity movie poster

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…