“IL GIORNALE” INCARTA GLI INSULTI DEI RADICAL-CHOC

Paolo Bracalini per "il Giornale"

«Mariastella Gelmini di sicuro non è umana, dovremmo chiamare i professori di chimica per capire che cos'è» spiegò Andrea Camilleri esaltando una piazza piena di società civile, indignata per come il centrodestra rappresentava la donna. Sempre in quel consesso l'artista Sabina Guzzanti dedicò una filastrocca alla Carfagna («Osteria delle ministre... paraponziponzipò... le ministre so' maestre... paraponziponzipò...e se sono brave a letto figuriamoci in Parlamento... dammela a me Carfagna... le Pari opportunitaaaà!») prima di esplodere in un applauditissimo «ma non può diventare ministro una che gli ha succhiato l'uccello!» (40mila euro per diffamazione in Tribunale, in seguito).

Le donne sono più colpite, ma non sempre il linciaggio produce appelli o gare di solidarietà. La ministra Meloni si trovò a dover scegliere, come vezzeggiativo, tra il «Ministronza» affibbiatogli da un disegnatore della società civile, un «gallinella del potere» cucitogli dall'Espresso, e una più generica appartenenza alla categorie delle «cagne» scoperta dall'ex quotidiano filo Pd Il Riformista. Più chiaro è stato Franco Battiato, studioso delle religioni orientali, che nelle meditazioni ha enucleato questa verità: «Ci sono troie in giro in Parlamento che farebbero di tutto, dovrebbero aprire un casino».

Se l'essere donna equivale all'essere zoccola, fatale è il difetto fisico, essere brutti, calvi, o peggio ancora bassi. Ci avrà fatto il callo Renato Brunetta, «esteticamente incompatibile con Venezia» (Gino Strada), ex «mini-ministro» (Furio Colombo), «energumeno tascabile» (D'Alema), che con gli anni (e il caratteraccio) risponde a tono («È una sinistra fuori dal mondo che mi fa leggermente schifo»).

Di Berlusconi si sfotte la calvizie e la statura. Travaglio, torinese come il Museo di Cesare Lombroso, ci ha fatto una saga di nomignoli: Al Tappone, Nanefrottolo, Silviolo, Cainano ovvero Cai-Nano, Cavalier Bellachioma e altre dozzine. Anche Grillo lavora sullo stesso registro, e così l'ex premier diventa, sul suo blog, Psiconano o Testa d'Asfalto.

A Giuliano Ferrara non è perdonata la stazza, «il Platinette con la barba» che secondo Travaglio dovrebbe stare al circo «tra la donna cannone e la donna barbuta». Daniele Luttazzi usò un'ironia più cerebrale (battuta non copiata da comici americani, in quel raro caso): «È l'alone di feci che viene lasciato sul lenzuolo dopo un rapporto anale, detto il Giulianone». Avesse detto un centesimo su Rosy Bindi (tipo il berlusconiano «più bella che intelligente») sarebbe stato crocifisso in sala mensa.

Ma non è la stessa cosa, quella è ironia, c'è la valenza civile. La differenza è antropologica, l'elettorato di centrodestra è inferiore, Untermenschen, bestie ignoranti. «È certo che la destra italiana è una cosa che non appartiene agli esseri umani» chiarisce ancora Battiato. «Il Pd è fallito» sentenzia invece Oliviero Toscani, fotografo impegnato nel sociale (le campagne per i Benetton...), ma «la Lega è una diarrea», uno scarto umano. Lo spiegò meglio il premio Nobel Dario Fo, candidato da Grillo al Quirinale: «La maggioranza degli italiani, che nelle urne ha scelto il centrodestra, è composta da coglioni».

Ancora più scientifica la classificazione offerta da Umberto Eco: «L'elettorato di centrodestra si divide in due categorie. C'è quello "Motivato" di cui fanno parte "il leghista delirante", "l'ex fascista"» e poi «l'elettorato "Affascinato", che ha fondato il proprio sistema di valori sull'educazione strisciante impartita da decenni dalle televisioni». Caratteristica comune è l'ignoranza e l'imbecillità: tutti quanti «leggono pochi quotidiani e pochissimi libri».

Riconoscerli è semplicissimo, secondo Eco: «Salendo in treno comperano indifferentemente una rivista di destra o di sinistra purché ci sia un sedere in copertina». Sul Manifesto Valentino Parlato invece ha attribuito uno speciale odore, ovviamente cattivo, agli esponenti di centrodestra, che puzzano proprio: «Gianni Alemanno è integralmente fascista, già nella sua fisionomia (ma non sono lombrosiano).

Dobbiamo votare tutti per Rutelli, possiamo più o meno tapparci il naso, ma la puzza di Alemanno è terribile». Ricetta segreta di D'Alema: «Se votassero solo quelli che leggono i giornali, non ci sarebbe partita. Non parliamone se votassero solo quelli che leggono i libri». Ma purtroppo per la società civile hanno diritto di voto anche gli incivili.

 

SABINA GUZZANTI PER IL NO CAV DAY jpegMara Carfagna Massimo Dalema Renato Brunetta Giuliano Ferrara LUCIANA LITTIZZETTO jpeg

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…