C’ERA DEL MÁRCIO A RIO - HA PROVATO A RESISTERE ANCHE STAVOLTA, MÁRCIO JOSÉ SABINO PEREIRA, IL BOSS DEL NARCOTRAFFICO PIÙ RICERCATO DI RIO DE JANEIRO, CHIAMATO “MATEMÁTICO” - COLPITO DA UN TIRATORE SCELTO DELLA POLIZIA, È FUGGITO, MA POI È STATO RITROVATO MORTO IN UN’AUTO - LEADER SPIETATO, ERA LATITANTE DAL 2009 - SCATENÒ UNA GUERRA NELLE FAVELAS - GIRAVA CON UNA SCORTA ARMATA DI BAZOOKA…

Paolo Manzo per "la Stampa"

Quindici mandati di arresto, 26 capi di imputazione che vanno dal narcotraffico all'omicidio e una taglia di 5000 dollari sulla testa. Questo il curriculum del narcotrafficante più ricercato di Rio de Janeiro, ovvero Márcio José Sabino Pereira, 37 anni, conosciuto però da tutti con il soprannome di Matemático, trovato morto nel portabagagli di un'auto nella favela carioca di Coreia. Latitante dal 2009, era a capo del Terceiro Comando Puro, uno dei gruppi criminali più spietati che controllano lo spaccio della cocaina a Rio nelle favelas di Coreia, Taquaral e Vila Aliança.

Il ritrovamento del suo cadavere è avvenuto dopo un'operazione durissima dei corpi speciali della polizia brasiliana nelle favelas di Senador Camará. Il boss è rimasto ferito dopo essere stato colpito da un tiratore scelto, della polizia a bordo di un elicottero ma è comunque riuscito a sfuggire alla cattura con alcuni complici. Qualche ora più tardi, però, in un luogo vicino al teatro della sparatoria, due agenti hanno trovato il suo corpo in un'auto con lo sportello semiaperto. L'ipotesi degli investigatori è che i suoi complici lo abbiano abbandonato quando si sono resi conto che era morto.

«Era un narcos spietato», spiega adesso Fernando Veloso uno dei capi della polizia carioca, che lo monitorava senza sosta da mesi dopo che tre anni fa, in regime di semilibertà grazie al quale di giorno poteva lavorare in un'impresa di pompe funebri, era riuscito a far perdere le sue tracce dileguandosi apparentemente nel nulla. Per due volte, però, gli agenti brasiliani erano stati sul punto di acciuffarlo ma la potente rete di omertà e supporto messa in piedi dal narcotraffico carioca aveva sempre avuto la meglio, tanto più che Matemático era uno dei narcos più anziani, entrato nel giro giovanissimo, molto conosciuto e rispettato. «Ma ora prosegue Veloso - ce l'abbiamo fatta».

Con il ritrovamento del suo cadavere arriva a un punto cruciale la lotta sanguinosa per il controllo del mercato della droga nella «città meravigliosa». Proprio l'anno scorso era stato Matemático ad avviare una guerra di territorio nella favela di Vila Kennedy, innescando un periodo di omicidi e sparatorie a ogni ora del giorno e della notte. «Era davvero un leader. Comandava con pugno di ferro ed era spietato», commenta a caldo il commissario João Luiz de Araúj che guida la divisione antidroga della polizia federale brasiliana.

Il narcotrafficante negli ultimi tempi conduceva una vita impossibile. Circondato da una scorta armata di bazooka si muoveva all'interno della favela di Senador Camará, famosa per le sue viuzze impervie e tortuose che hanno reso per mesi difficile il lavoro degli investigatori. «Lui, invece, sapeva muoversi come un gatto. Non ripeteva mai gli stessi percorsi», spiega de Araúj.

Dalla sua il criminale aveva la forza minacciosa delle armi, un vero e proprio arsenale, tra i più forniti di Rio de Janeiro. Tanto che durante l'operazione i criminali di Terceiro Comando Puro hanno provato addirittura a tirar giù l'elicottero della polizia.

Nell'esercito del narcotraffico Matemático era stato arruolato adolescente, mostrando una grande abilità e uno spietato sangue freddo il che gli aveva permesso di costruire la sua carriera in modo quasi fulminante. Era diventato braccio destro del boss Robinho Pinga, che gestiva il traffico della droga nelle favelas di Senador Camará. Una volta morto Pinga ne aveva preso il posto ma, nel 2004, era stato arrestato in un centro commerciale di San Paolo, fino alla latitanza del 2009.

E adesso a Rio de Janeiro è già scattato il Toto-scommesse. Chi prenderà il posto di Matemático? Molto probabilmente Marcelo Santos das Dores, conosciuto come Menor P, che è a capo del traffico di droga di un'altra favela, il Complexo da Maré, nella zona Nord della città. Come dire che insomma la polizia brasiliana ha vinto sì una battaglia ma non la guerra.

 

 

UCCISO EL MATEMATICO FOTO UCCISO EL MATEMATICO FOTO UCCISO EL MATEMATICO FOTO UCCISO EL MATEMATICO FOTO UCCISO EL MATEMATICO FOTO UCCISO EL MATEMATICO FOTO EL MATEMATICO EL MATEMATICO FOTO EL MATEMATICO

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?