fai bei sogni gramellini bellocchio

''LA RAGAZZA DEL TRENO'' BATTE SIA ''DOCTOR STRANGE'' CHE I POVERI NUOVI FILM ITALIANI: ''CHE VUOI CHE SIA'' DI EDOARDO LEO (897MILA) E ''FAI BEI SOGNI'' (455MILA) CHE SI AUGURAVANO UN WEEKEND PIÙ RICCO. NEANCHE UN ROMANZO COME QUELLO DI GRAMELLINI (1,5 MLN DI COPIE) È RIUSCITO A PORTARE IL PUBBLICO IN SALA - SUCCESSO INASPETTATO IN USA PER ''THE ARRIVAL''

Marco Giusti per Dagospia

 

Incassi del 14 novembre 2016.

 

che vuoi che sia edoardo leoche vuoi che sia edoardo leo

Dopo lo shock delle elezioni americane con la vittoria di Trump, il pubblico ha bisogno di un ritorno alla normalità. Almeno al cinema. Lo dicono gli esperti. Così le cose procedono esattamente come la scorsa settimana, sia in America, dove seguita a trionfare Doctor Strange, altri 43 milioni e un totale internazionale di 492 milioni di dollari, sia da noi, dove seguita a vincere La ragazza del treno, con 1 milione 116 mila euro Il tutto in un weekend di pausa, visto che Animali fantastici, l’attesissimo post-Harry Potter diretto da David Yates e interpretato da Eddie Redmayne, già salutato dalla critica inglese come un piccolo capolavoro, arriverà sugli schermi di tutto il mondo solo questo fine settimana.

che vuoi che  sia edoardo leoche vuoi che sia edoardo leo

 

Ma torniamo alla situazione italiana. Vince ancora La ragazza del treno di Tate Taylor con la piagnona Emily Blunt e saranno contente le signore dei Parioli che hanno letto il libro. Distrugge il Doctor Strange, scivolato addirittura in quarta posizione a 723 mila euro, ma soprattutto supera i pori nuovi film italiani, Che vuoi che sia di Edoardo Leo, terzo a 897 mila euro (con 358 sale), e Fai bei sogni di Marco Bellocchio, settimo a 455 mila euro (con 185 sale), che si auguravano penso un weekend un po’ più ricco. Niente da fare.

 

DOCTOR STRANGEDOCTOR STRANGE

Al secondo posto, a un soffio da La ragazza del treno, a 1 milione 100 mila euro, troviamo addirittura un filmetto americano, Masterminds, considerato un disastro in patria, tanto che lo hanno fatto uscire un anno dopo. Trolls, grazie agli incassi di domenica, è quinto a 684 mila, mentre se la cava egregiamente, alla seconda settimana, Non si ruba a casa dei ladri dei Vanzina, sesto a 553 mila euro (con 268 sale). Un po’ più giù troviamo A spasso con Bob di Roger Spottiswood, il film col tossico e il gattone rosso Bob a spasso per Londra, con 443 mila euro, e In guerra per amore di Pif a 420 mila euro (con  249 sale).

 

the girl on the trainthe girl on the train

Certo, abbiamo capito che non c’è proprio modo, quest’anno, di portare il pubblico a vedere i nostri film. Però, dietro al film di Bellocchio c’era addirittura un romanzo, di Massimo Gramellini, da un milione e mezzo di copie. L’analisi che aveva fatto il produttore Beppe Caschetto poteva essere giusta, da un best seller così amato, in mano a un buon regista come Bellocchio, il pubblico doveva esserci. Si vede che il pubblico non si è fidato di Bellocchio, troppo sofisticato, troppo intellettuale.

la ragazza del trenola ragazza del treno

 

E magari, per mettere in scena un romanzo un po’ facilone con grandi sentimenti, ci voleva un regista più cafone. E un protagonista più piacione. Bene hanno fatto però a limitare il numero delle copie, 185, vedendo come funziona col pubblico. Diverse le motivazioni per lo scarso successo di Che vuoi che sia di Edoardo Leo, che ha 358 copie. Sbagliato il titolo? La storia è troppo complicata, con la ricerca del crowfunding e l’attesa per un filmino porno?

 

FAI BEI SOGNI 3FAI BEI SOGNI 3

O, forse, come dice Ciro Ippolito, un protagonista con il barbone da talebano non funziona mai? In tutto questo anche gli incassi di In guerra per amore di Pif sembra che si siano fermati e, visto il costo del film e il numero delle sale, non può dirsi un gran successo. Va detto, però, che siamo a metà novembre e, ancora, non c’è un film italiano che figuri tra i primi dieci incassi della stagione. Se le cose continuano così, altro che legge per il cinema, ci vuole… Ma se il pubblico non va a vedere i nostri film, qualche domanda i nostri produttori e i nostri distributori, magari, se la dovrebbero fare, no?

 

FAI BEI SOGNI 1FAI BEI SOGNI 1

In America, abbiamo detto, trionfa ancora alla sua seconda settimana Doctor Strange con 43 milioni di dollari, un totale di 153 e un totale globale di 492 (Russia 15, Corea 30, UK 19). Lo segue ancora Trolls con 35 milioni, un totale americano di 94 e un totale internazionale di 222. La vera grande sorpresa della settimana è il terzo posto di un film non facilissimo come The Arrival, opera di fantascienza d’alta classe diretta da Denis Villeneuve e interpretata da Amy Adams, 24 milioni di dollari quando alla Paramount se ne aspettavano al massimo 16.

 

E trionfo assoluto di critica. Il film è stato visto addirittura come perfetta analisi dell’America che ha votato Trump a sostegno del suprematismo maschile. L’esperta di lingue antiche Amy Adams cerca di comunicare con gli alieni mentre i maschi attorno a lei cercano di risolvere le cose con le armi e non comunicano nemmeno fra di loro. “Imparare il linguaggio Eptapodese”, ha scritto un critico, “sembra facile rispetto alla difficoltà di parlarsi che hanno fra di loro gli americani”.

 

IN GUERRA PER AMOREIN GUERRA PER AMORE

Intanto, dopo i disastri di Zoolander 2 e di Ben-Hur, alla Paramount brindano al loro primo successo. Quarto è una commedia natalizia per afro-americani, Almost Christmas con 15 milioni, seguita dallo scatenato Hacksaw Ridge di Mel Gibson a 10,7. E’ andato male invece il piccolo thriller Shut In con Naomi Watts  chiusa in una casa con fantasma, 3,7 milioni con un budget di 10, snobbato anche dalla critica.

 

Due sale per il sofisticato Elle di Paul Verhoven con Isabelle Huppert, 56 mila dollari, pochino, e due sale per Billy Lynn’s Long Halftime Walk, 120 mila dollari, cioè benissimo, sperimentalissimo film sulla guerra in Iraq di Ang Lee tutto girato in 4K a velocità 120 frame al secondo.

 

Sembra che proprio a causa del tipo di ripresa, non si siano trovate le sale giuste in America. Sale che ha invece trovato in Cina, dove sono molto più avanzati tecnicamente e dove ha incassato già 12 milioni di dollari, secondo assoluto dietro ai 22 milioni di Doctor Strange. Ma va detto che la critica non lo ha trattato affatto bene, notando che proprio la costruzione tecnica e la costruzione narrativa a puzzle non hanno giocato il ruolo sperato. “Drammaticamente inerte, satiricamente inetto, tematicamente insopportabile, il film meno riuscito dell’anno”.

IN GUERRA PER AMORE IN GUERRA PER AMORE

 

In pratica è il racconto di guerra di un soldato di 19 anni, interpretato dall’esordiente Koe Alwyn, che sta per ricevere una supermedaglia in patria e ricorda tutta la sua azione di guerra in Iraq. Ci sono Kristen Stewart, Vin Diesel, Garret Hedlund. Il trailer, tecnicamente, è piuttosto impressionante. Nelle prossime settimane si espanderà e potrebbe essere un successo.

 

Si pensi che Moonlight di Barry Jenkins, non ancora arrivato a 200 copie in sale, ha già superato i 5 milioni totali di incasso. Intanto si segnala che il nostro Stefano Sollima ha iniziato le riprese in America del sequel di Sicario con Benicio Del Toro e Josh Brolin. Almeno qualche soddisfazione ce l’abbiamo…

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....