LAMPI DI GENIO - COME FUNZIONA IL BERNOCCOLO DELLA CREATIVITÀ? SEMPLICE: BASTA “RICOMBINARE COSE NOTE” - A GUTENBERG, L'INVENTORE DELLA STAMPA, L'IDEA DEL TORCHIO GLI ERA VENUTA DAI CONGEGNI USATI PER SPREMERE IL VINO - L’IDEATORE DELLA BARBIE VENNE ISPIRATO DA UNA BAMBOLA ESPOSTA IN VETRINA IN UNA TABACCHERIA SVIZZERA SENZA ACCORGERSI CHE SI TRATTAVA DI UN OGGETTO SEXY PER ADULTI…

Giulio Giorello per "Il Corriere delle Sera"

«Ben più di tutti i tomi di Aristotele» tre «piccole invenzioni» hanno cambiato il mondo, diceva all'inizio del Seicento Francesco Bacone: la stampa, la mussola e la polvere da sparo. Le ultime due venivano dalla Cina, nel caso di Gutenberg, l'inventore della stampa, gli era bastato guardare ben più vicino: l'idea del torchio gli era venuta dai congegni usati per spremere il vino. Semplice trovata, almeno col senno di poi. Come mai non era venuto in mente a nessuno prima?

È l'affascinante enigma di come lavori la nostra immaginazione creativa. Nella sua ultima fatica Jonah Lehrer, firma di Wired e di The New Yorker nonché autore di libri piuttosto fortunati anche da noi (come lo stimolante Proust era un neuroscienziato, Codice edizioni), raccoglie una serie di racconti meravigliosi circa scoperte e invenzioni proprio per capire «come funziona la nostra creatività» (Imagine. How Creativity Works, uscito sia negli Usa sia in Inghilterra).

L'immaginazione sarà sì una sorta di lampadina che si accende nella testa, ma tutto ciò non avviene nel vuoto; la luce dell'intelligenza illumina un mondo, e quel che conta davvero è il punto particolare da cui ciò avviene. Lehrer cita David Hume: una innovazione è anzitutto «un modo nuovo di ricombinare» cose note. Tra gli esempi che l'autore elenca per questa sua formula della creatività, «mescolare in modo inedito ciò che ci era familiare», ce ne sono molti che riguardano la nostra pratica quotidiana.

Prendiamo il post-it. È emerso grazie all'insofferenza provata da Arthur Fry, ingegnere della 3M, che si trovava sempre impacciato dal tradizionale segnalibro del suo libro di inni da cantare in chiesa: si sfilava via e cadeva per terra, proprio al momento in cui c'era bisogno della pagina appropriata! Fry si era però ricordato di una colla che un suo collega aveva appena sperimentato, così «delicata» che bastava un piccolo strappo per separare due fogli di carta appiccicati.

In altri casi occhio attento e memoria pronta possono venire aiutati anche da una piccola dose di ignoranza. Lehrer racconta di come Ruth Handler, della Mattel, trovò la celebre Barbie: guardando in una vetrina di una tabaccheria di una città della Svizzera tedesca e restando colpita da una bambolona dai capelli biondo platino. Non sapendo la lingua, Ruth non si accorse che si trattava di un oggetto sexy per adulti, e ne fece, alle giuste proporzioni, un giocattolo per bambine destinato a rimpiazzare le bamboline di una volta.

Non capita solo con le cose di uso quotidiano. Galileo le sorprese più affascinanti doveva trovarle guardando in quel cannocchiale che un ignoto inventore aveva escogitato. Galileo fu innovatore soprattutto nell'utilizzo dello strumento, che puntò verso i cieli, invece di servirsene su questa Terra. La sua audacia doveva venir ricompensata dalla scoperta dei satelliti di Giove, che sorprese per primo lui stesso. È l'effetto noto come «serendipità» che però non sperimenteremmo mai se non vivessimo in società in grado di accogliere le novità portate da migranti e stranieri.

Ogni «formula» della creatività deve includere curiosità e anticonformismo, insieme all'impazienza per ogni vecchia formula che pretenda di imbrigliare l'immaginazione.

 

gutenberg barbiegalileo galileipostit

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