1- UN CAMORRISTA RACCONTA COME FUNZIONAVANO LE COSE SUL SET DEL FILM TRATTO DAL ROMANZO DI SAVIANO, “GOMORRA”: “TUTTI QUELLI CHE HO INCONTRATO DURANTE LA LAVORAZIONE DEL FILM ERANO PARENTI O AMICI DI CAMORRISTI. I VERI SOLDI GIRAVANO PER FITTARE UN’AUTO, UNA MOTO O UN APPARTAMENTO PER ESIGENZE DI COPIONE. CHI LI FORNIVA FACEVA PARTE DEL SISTEMA E GUADAGNAVA PARECCHIO” 2- FANGO SULLA PRODUZIONE FANDANGO DI DOMENICO PROCACCI? “DURANTE LE RIPRESE, C’ERA UNA SIGNORA DELLA FANDANGO CHE GIRAVA CON BUSTE BIANCHE PIENE DI BANCONOTE” 3- GRUPPO RAP DI SECONDIGLIANO: "COME HANNO FATTO A GIRARE NELLE VELE UN MESE SANO? VE LO SIETE DOMANDATI? E POI SAPPIAMO ALTRE COSE CHE NON CI VA DI DIRE..." 4- IL SILENZO DEL SAVIANOROLA CHE INCITA IL POPOLO A RIBELLARSI AL PIZZO CAMORRISTICO

Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo per "il Giornale"

Ciak, si paga (la tangente). La procura di Napoli sta indagando senza troppa pubblicità sul film «Gomorra» per un presunto giro di mazzette ai boss casalesi. È la legge del contrappasso (antimafia) che imbarazza Robero Saviano abituat a twittare contro il pizzo: la pellicola in odore di Oscar, che ha consa­crato lo scrittore tuttologo star mondiale della lotta alla camorra, è finita in un fascicolo della Dda dopo le dichiarazioni del pentito Oreste Spagnuolo che ha raccontato di una bustarella da 20mila euro allungata dal regista, Matteo Garrone, al capoclan Alessandro Cirillo, detto 'o sergente.

La classica «tassa della tranquillità»: soldi in cambio di protezione. Garrone, fresco di premio a Cannes per «Reality», è stato sentito per due volte in Procura dai pm Cesare Sirignano e Giovanni Conzo. Ha confermato di aver incontrato Cirillo, che si trovava a quel tempo agli arresti domiciliari, ma ha smentito categoricamente di averlo pagato. Ad accompagnarlo all'appuntamento il boss dei Casalesi (e attore di Gomorra) Bernardino Terracciano, oggi in galera dopo la condanna a otto anni di carcere. Anche lui è stato preso a verbale dagli inquirenti.

Ha svelato che pure il superkiller casalese Giuseppe Setola voleva incontrare il regista (ma non se ne fece niente) e che le azioni di disturbo dei «guaglioni» del boss Cirillo contro la troupe a Casal di Principe terminarono, improvvisamente, subito dopo il faccia a faccia tra 'o sergente e Garrone. Anzi, da quel momento in poi, il clan avrebbe mandato una «scorta» sul set.

Nel suo verbale, Terracciano ha ammesso che, oltre al compenso come comparsa, ha incassato altri soldi dalla produzione per il fitto di una «masseria» per girare alcune scene. I cachet e i «benefit» ai camorristi-attori sono la chiave di volta dell'intera inchiesta. Se i pm scoprissero che sono fuori mercato, il quadro investigativo muterebbe. E di molto.

Il Giornale è riuscito a rintracciare uno del cast. È un ex malavitoso, con un lungo curriculum criminale alle spalle. Ha deciso di raccontare com'è che funzionava sul set in cambio dell'anonimato. È la sua versione. «Tutti quelli che ho incontrato durante la lavorazione del film erano parenti o amici di camorristi. Abbiamo ricevuto un gettone, ma i veri soldi giravano quando bisognava fittare un'auto, una moto o un appartamento per esigenze di copione.

Chi li forniva faceva parte del «sistema» e guadagnava parecchio». Fino a 500 euro al giorno, secondo le stime dell'attore,per il noleggio di un paio di stanze nelle comples­so edilizio delle Vele. «E poi capitava sempre, immancabilmente, che a fine giornata il proprietario andasse da Garrone per lamentarsi che, durante la registrazione, qualcosa si fosse rotto: «Matteo, si è scassato il vetro...Matteo,si è fuso il motore...».

E via altri soldi. Gli attori, soprattutto quelli di Secondigliano, secondo quanto risulta al Giornale, si sarebbero rifiutati di indossare i costumi di scena. Avrebbero chiesto e ottenuto che fossero acquistati nuovi abiti presso «negozi di fiducia», spesso intestati a padrini del posto. «Ricordo benissimo che, durante le riprese, c'era una signora della Fandango che girava con delle buste bianche piene di banconote, ma non so a chi finissero».

Le prime ombre sul film risalgono a un paio di anni fa, quando i carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna interrogano un confidente e scrivono che «in occasione delle riprese per la pellicola cinematografica Gomorra il regista Matteo Garrone, per girare le scene nel quartiere Scampia, ha dovuto chiedere autorizzazione al clan competente in quel territorio».

A dare l'ok sarebbe stato il boss Raffaele Stanchi, «che tra l'altro- asseriva la fonte- gode di spiccate conoscenze nell'ambiente televisivo tanto da essere spesso invitato a numerose trasmissioni». Qualche mese fa, Stanchi è scomparso di casa. Il cadavere lo hanno trovato, mezzo carbonizzato, vicino al cimitero di Melito, dove di notte i killer degli «scissionisti» incontravano segretamente i rivali del clan Di Lauro per siglare la pace dopo la faida da settanta morti ammazzati.

La «maledizione» di Gomorra, dopo il pizzo pagato al concerto pro Saviano nel 2008 a Castelvolturno, ha colpito pure tanti attori: oltre allo stesso Terracciano, sono finiti in galera il casalese Giovanni Venosa (che, in un backstage, si rivolge a Garrone e gli urla: «Adesso ti faccio vedere come si ammazza un cristiano», brandendo una pistola finta) e un altro paio di banditi, tra cui il narcos Salvatore Fabbricino riconosciuto al cinema dal pentito Maurizio Prestieri.

Nella «black list» c'è finito anche Pisellino, il ragazzo pelle e ossa che spara a pallettoni sull'acqua impugnando un kalashnikov. Si chiama Ciro Petrone. Dopo Gomorra e una comparsata alla Fattoria, è stato fotografato dal Ros al matrimonio del figlio di un boss. Era l'ospite d'onore. Tante, troppe coincidenze.

Nel rap «Mumento d'onestà», il gruppo di Secondigliano «Co Sang» canta: «Perché è tutto una denuncia e poi ci sta collaborazione? Allora è proprio vero che i soldi fanno stare bene a tutti quanti? E poi un'altra cosa: come hanno fatto a girare nelle Vele un mese sano? Ve lo siete mai domandati? A me viene da ridere. E poi so anche altre cose che non mi va di dire...». E Saviano cosa sa?

 

 

Roberto Savianoscena del film "Gomorra"gomorra film cor07gomorra roberto savianoscena del film "Gomorra"gomorra film cor02scena del film "Gomorra"gomorra film cor01gomorra roberto saviano02 lapgomorra film cor04DOMENICO PROCACCI GARRONE A CANNES

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