LARGO AI GIOVANI! - RIPORTINO FOLLI SE NE VA A “REPUBBLICA” E NAPOLETANO GODE: "ABBIAMO DECISO DI COGLIERE L'OCCASIONE PER CHIUDERE IL SALOTTO E IL SUO RACCONTO QUOTIDIANO DI UNA POLITICA CHE APPARTIENE AL PASSATO"

Roberto Napoletano per Sole 24 Ore

 

Roberto Napoletano Roberto Napoletano

«Un giornalista politico può contare su circa millecinquecento lettori: i ministri e i sottosegretari (tutti), i parlamentari (parte), i dirigenti di partito, sindacalisti, alti prelati e qualche industriale che vuole mostrarsi informato. Il resto non conta, anche se il giornale vende trecentomila copie... Tutto il sistema è organizzato sul rapporto tra il giornalista politico e quel gruppo di lettori privilegiati... È l'atmosfera delle recite in famiglia, con protagonisti che si conoscono sin dall'infanzia, si offrono a vicenda le battute, parlano una lingua allusiva e, anche quando si detestano, si vogliono bene».

 Enzo Forcella, Millecinquecento lettori, «Tempo presente», giugno 1959

 

Oltre mezzo secolo fa un uomo libero e maestro di giornalismo aveva capito tutto. Succede ai grandi che sono sempre pervasi di insicurezze ma spesso ci prendono molto prima. La nota politica con quell'atmosfera delle recite in famiglia e la sua lingua da iniziati, il salotto quotidiano dello scambio, appariva già vecchia a uno dei principi dell'informazione politica quale fu Forcella dal dopoguerra agli anni Settanta.

 

stefano follistefano folli

Il principe moderno di questo salotto, Stefano Folli, il notista più di tutti dentro la politica e più di tutti distaccato dai politici, ha scelto di prendere un'altra strada (auguri Stefano di cuore) e, per rispetto a lui e a noi, abbiamo deciso di cogliere l'occasione per chiudere il salotto e il suo racconto quotidiano di una politica che appartiene al passato.

 

Abbiamo deciso di guardare al futuro e di provare a innovare il racconto della giornata politica italiana: lo faremo con una nuova rubrica quotidiana (politica 2.0) che guarda ai fatti e agli uomini di quel mondo, di volta in volta, con gli occhi dell'economia e della società o con quelli dei mercati e dell'Europa; all'occorrenza (Osservatorio) attraverso la lente della scienza esatta della politica e il suo carico di numeri che pesano nel tessuto civile di un Paese e ne misurano la capacità (reale) di cambiamento, fuori da populismi e infingimenti.

Ezio Mauro Ezio Mauro

 

Soprattutto lo faremo con le firme del Sole e dei suoi analisti e un certo modo rigoroso di fare informazione. Siamo certi che questo ci aiuterà a bandire i riti stanchi di una politica implosa e a recuperare sempre più un racconto fattuale dove politica, economia e società si intrecciano e l'esercizio della memoria può soccorrere.


Abbiamo innovato su tutto: un sistema solare di nove quotidiani digitali specializzati (dal fisco alla finanza) e un Sole 24 Ore con le sue sezioni che racconta l'Italia al mondo in inglese (Italy24). Siamo diventati il primo quotidiano digitale del Paese grazie a uno spirito identitario e a un metodo moderno che valorizzano la storia e i contenuti del nostro modo di fare informazione. Siamo certi che anche con la "nuova politica" si sentirà la forza di quella storia e di quella identità, la forza silenziosa di un giornale.

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...

giorgia meloni trump iran

DAGOREPORT – GLI ITALIANI NON SOPPORTANO PIÙ IL BULLISMO DI TRUMP E SONO TERRORIZZATI DALLE POSSIBILI RIPERCUSSIONI DELLA GUERRA NEL GOLFO, TRA AUMENTO DELL’ENERGIA E L’ALLARGAMENTO DEL CONFLITTO. QUESTA INSOFFERENZA PUÒ FARE MALE A GIORGIA MELONI, CHE DI TRUMP È LA CHEERLEADER NUMERO UNO IN EUROPA, GIÀ CON IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DI FINE MARZO – LA DUCETTA SOGNAVA UNA CAMPAGNA ELETTORALE NON POLITICIZZATA, MA NORDIO E MANTOVANO HANNO SBRACATO TRA “MERCATO DELLE VACCHE”, “SISTEMA PARA-MAFIOSO”, “CATTOLICI CHE VOTANO SÌ”. ORA È COSTRETTA A METTERCI LA FACCIA, MA CON MODERAZIONE: UN SOLO COMIZIO, IL 12 MARZO, AL TEATRO PARENTI DI MILANO…