baglioni paola massari

1. "EH NO, CARI POLVEROSI PENNAIOLI, LASCIATE STARE BAGLIONI, NON VE LO MERITATE...", PAOLA MASSARI, LA PRIMA SIGNORA DEL "DIVO CLAUDIO", SI LANCIA IN UN’INVETTIVA CONTRO I CRITICI ANNI ’70 CHE HANNO RIVALUTATO LE CANZONI DEL SUO EX: "PER BULLISMO IDEOLOGICO LO RIDUSSERO A CAZZONE INADEGUATO"- GRASSO: "SI CAPISCE E’ UNA GRANDE DICHIARAZIONE D’AMORE NEI CONFRONTI DELL’EX MARITO. SI MA COSA NE DIRA’ LA SECONDA SIGNORA BAGLIONI?

 

 

Aldo Grasso per il Corriere della Sera

 

baglioni e paola massari

Che tenera! La Prima Signora Baglioni (Paola Massari) ha lanciato una dura e lunga invettiva contro quei critici che, dopo il successo di Sanremo, hanno tentato di rivalutare l' ex marito: «Eh no, cari polverosi pennaioli, coevi ingloriosi dei gloriosi anni 70.

Portabandiera dei detrattori, d' un colpo folgorati e redenti.

 

Quelli per i quali la dignità del sentimento si riduceva a banale sentimentalismo. Quelli che, o si trombava nelle stanze fumose delle aule occupate, o si era mentecatti romantici.

 

Quelli per cui interpretare la vita senza l' ausilio di uno slogan preso in prestito dalla eco della piazza, relegava la reputazione al marchio di una mosceria giuggiolona e disimpegnata». E così via, randellando.

 

C' è da capirla, la Prima Signora Baglioni. Era la Musa, era pur sempre lei a indossare la «maglietta fina, tanto stretta al punto che...». A quel tempo, la critica si occupava di Guccini, De Gregori e Baglioni era dipinto come cantore crepuscolare dei piccoli sentimenti in un' Italia democristiana: stornelli gozzaniani che facevano palpitare le giovanissime. A leggere bene l' invettiva, però, si capisce che è una grande dichiarazione d' amore nei confronti dell' ex marito e di quel magico istante in cui i due stavano «accoccolati ad ascoltare il mare». Sì, ma cosa ne dirà la Seconda Signora Baglioni, che da più di vent' anni convive con il divo Claudio?

baglioni e paola massari

 

 

2. LA MOGLIE DI BAGLIONI

 

Da www.rollingstone.it

 

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato un articolo in cui l’autore, ricordando gli anni in cui i suoi ascolti andavano da De Andrè ai Led Zeppelin, rivalutava la figura di Claudio Baglioni come musicista e voce ‘segreta’ di una generazione, forse troppo pregna dell’impegno politico messo in note per apprezzare i lavori del cantautore di Questo piccolo grande amore.

 

Puntuale dai social è arrivata la risposta della moglie dell’artista, Paola Massari, che, ricordando i tempi in cui il marito veniva ignorato dalla critica perché non impegnato politicamente in maniera esplicita, rifiutava la mano tesa dell’autore. Pubblichiamo oggi la risposta di Paola Massari a Rolling Stone cui, a nostra volta, abbiamo voluto ribattere.

 

baglioni e paola massari

Eh no, cari polverosi pennaioli, coevi ingloriosi dei gloriosi anni 70. Portabandiera dei detrattori, d’un colpo folgorati e redenti. Quelli per i quali la dignità del sentimento si riduceva a banale sentimentalismo. Quelli che, o si trombava nelle stanze fumose delle aule occupate, o si era mentecatti romantici. Quelli per cui interpretare la vita senza l’ausilio di uno slogan preso in prestito dalla eco della piazza, relegava la reputazione al marchio di una mosceria giuggiolona e disimpegnata.

 

Non se la caveranno così quei campioni dell’ impegno politico confuso con la materia inclassificabile dell’arte che vi fece ridurre Baglioni ad un cazzone inadeguato al suo tempo e alla sua stessa intelligenza.

 

Non è con un’autoassoluzione improvvisata che si possono buttare in caciara anni di ostilità estesa a buona parte della stampa, che tradì e offese, osteggiandola, un’anima di raro spessore. Un prodigio che ancor oggi vi è ignoto e che nemmeno meritate di apprezzare, aggrappati per imbarazzo e convenienza ad una postuma, tardiva revisione.

 

Lasciatelo stare Baglioni, che quella censura la patì in silenzio, da grande uomo e grande artista, sufficientemente defilato e sicuro della sua cifra giacché, estraneo com’era al compiacimento, ben sapeva di aver semplicemente avuto in prestito il privilegio di un talento da tradurre in sostanza destinata ad un pubblico in ascolto. E ad esso consegnata.

 

baglioni pausini

Non è con questo tono pacificatore spolverato di paraculaggine che tutto si archivia in barba alla memoria. Fu puro bullismo ideologico. L’esercizio di un vizio atavico e asservito alla pochezza. Estraneo al pensiero libero.

 

Li ricordo tutti, uno per uno, i giornalisti che infierivano impietosi, mentre nel contempo esibivano uno spudorato pregiudizio favorevole riservato agli eletti sdoganati da un battesimo politico, quando affermavano serenamente e pubblicamente cose del tipo: “Del disco di De Gregori parlerò bene pur senza averlo ascoltato”, mentre quello di Baglioni veniva stroncato a scatola chiusa.

SANREMO 2018 BAGLIONI FAVINO HUNZIKER

Quelli che perfino anni dopo, a conferma della sclerotizzazione di uno stereotipo iniquo, intervistando me in occasione dell’uscita del mio disco, pur verificando che anche i passerotti hanno un cervello pensante, mi dicevano: “mi hai stupito, non credevo fossi una persona così interessante, ma sappi che non parlerò bene di te, perché sei pur sempre la moglie di Baglioni.”

 

Date retta, restate lì, a gravitare nei vostri mercenari, stantii incastri, oggi che obbedienti alla pressione di un necessario adeguamento, vi confessate come semplicemente frenati, allora, da un pudore innocente, che era invece pura, mirata, compiaciuta denigrazione.

 

Non ci si sdogana con un mea culpa postumo pur di non restare fuori dal girotondo di un consenso unanime che vi condannerebbe al silenzio.

baglioni pausini

Ora che le cose si sono capovolte ( sebbene non era necessario arrivare fin qui, se non per voi), non fate che reiterare la vostra opportunistica omologazione. Senza peraltro rinunciare a ricordarci che gli eletti erano e restano altri.

A voi cui non è mai piaciuto, e che ora fingete di aver occultato per pudore l’imbarazzo per quel malinteso mondo poetico, ignorato nelle velature di lucido realismo, nello sguardo secco, acuto e penetrante sulle rughe della vita, è più consona la coerenza di quella discriminazione.

 

Chi non capì Baglioni allora si accontenti di non capirlo oggi. Senza rimedi di comodo. La dimensione della creatività non conosce mode né tempo, salvo che per i ritardatari o i disonesti.

Lo stesso fraintendimento che oggi vi predispone all’allineamento.

Restate dunque a gravitare in quel pregiudizio anacronistico e nel danno causato all’arte prima che all’artista.

baglioni

Risparmiategli la riabilitazione e occupatevi piuttosto della vostra.

Restate lì, nella nicchia compiaciuta delle menti eccelse, a crogiolarvi nella presunzione settaria ed ottusa che di esclusivo ha solo il suo stesso limite.

 

Del resto, se chi scrive, incontrandolo a sedici anni, ebbe la netta sensazione di aver sfiorato un brandello d’infinito, qualcosa di straordinario doveva pur averlo, Baglioni.

Il revisionismo è la costante metafora dell’opportunismo.

L’arte è altro. Del tempo non tiene il conto, ma governa sovrana la misura dell’eterno”

 

LA RISPOSTA DI ROLLINGSTONE.IT

 

Gentile signora Massari, qualcuno ha impiegato 40 anni per capire Claudio Baglioni, e me ne scuso anche se non faccio parte di quella generazione. Adesso però me ne prendo io altri 40 per capire queste 80 righe di invettive.

Arrivederci (o addio).

BAGLIONI E LA NUOVA COMPAGNA ROSSELLA BARATTOLObaglioni forzano

Selvaggia Lucarelli, direttrice di RollingStone.it

baglioni forzanobaglioni moro metapierfrancesco favino claudio baglionibaglioni 4baglioni hunzikerbaglioni celentanofavino baglioni hunzikerbaglioni nanninibaglioni pelubaglioni forzano

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....