MATTARELLA IN CARROZZA - “IL GIORNALE”: “LA STAMPA DI SINISTRA SI GENUFLETTE: MATTARELLA SANTO SUBITO” - “LIBERO”, TRAVAGLIO CHE LINGUA! “DOPO AVER SBERTUCCIATO I GIORNALISTI IMPEGNATI A LECCARE IL PRESIDENTE, LUI FA UGUALE: “PERFETTO”, “ISPIRATO”, “COMPETENTE”

1. MAT-TRAVAGLIO

travagliotravaglio

Da “Libero Quotidiano”

 

Marco Travaglio da ieri è direttore del Fatto. E dopo aver sbertucciato per giorni Mattarella e i giornalisti lecchini impegnati a santificarlo, è saltato sul monumento equestre eretto al neo presidente. Nel commento di ieri, Marco ritrae Mattarella come l’uomo «perfetto», «ispirato», «competente». Dagli una poltrona e anche Travaglio sfodera una lingua da competizione.

 

2. LA STAMPA DI SINISTRA SI GENUFLETTE: MATTARELLA SANTO SUBITO

Paolo Bracalini per “il Giornale”

 

Picasso, Nureyev, il Papa, di più: un santo, un apostolo. È un'estasi mistica, un rapimento religioso, un deliquio che sconfina nel culto della persona, questa persona che «emana un senso un po' imperscrutabile di riservatezza e di autonomia», e che sì, è entrata in Parlamento nel 1983 e ci è rimasta 25 anni facendo tre volte il ministro, ma «non ha mai considerato la politica un mestiere, bensì un servizio al Paese», assicura Stefano Folli notista di Repubblica, giornale che, nell'avvincente gara a chi più beatifica il nuovo presidente, sta strappando i risultati migliori. Come per le reliquie dei santi, così ogni particolare anche fisico di Sergio Mattarella è prova tangibile della sua missione salvifica. I capelli bianchi, per esempio.

MATTARELLAMATTARELLA

 

Uno dice: ha 73 anni, capita a quell'età di avere i capelli bianchi. E invece no, quello è un Segno. «La folta canizie di Mattarella evoca le conseguenze di un'emozione così violenta da doversi risolvere con un impegno che l'ha portato infine sul Quirinale» spiega Filippo Ceccarelli sempre sulla Repubblica presidenziale. La linea si era intuita dall'entusiasmo del fondatore, Eugenio Scalfari, che ha trovato l'unico paragone adeguato nell'opera del Santo Padre: «Sergio Mattarella farà per l'Italia quello che Papa Francesco sta facendo per la chiesa».

 

Così, sulla fiducia, prima ancora che si insediasse. Poi una serie di titoli da avvento messianico: «Assisi tifa per lui. I poveri nel cuore», «Un galantuomo al Colle, la via dritta alla politica», «L'antisiciliano che ama i silenzi, Mattarella riscatta la politica sofferta», «La rivincita del leader tranquillo», «Gli applausi di tutti per Mattarella», «Quella visita in Panda simbolo di rottura», «L'autonomia del presidente», «Il nuovo stile di Mattarella, la politica della voce bassa», e pure l'intervista alla suora che ha guardato gli occhi di Mattarella e ha visto che «è una persona per bene, sarà una guida straordinaria». Santo, santo subito.
 

MATTARELLAMATTARELLA

Grazie a Repubblica partecipiamo anche al dramma dell'organista di Santi Apostoli, dove Mattarella è andato a messa domenica mattina. Siccome il presidente è molto discreto, «quasi nessuno, tra i presenti sapeva di assistere alla messa assieme a lui». Neppure il «mortificatissimo musicista, che non si darà pace: “Ma come, ho suonato per il presidente e neanche lo sapevo?”. E meno male che non ha saputo della signora Giuseppina, detta Pina da Sorrento, che chiede e ottiene una foto con Mattarella».

 

I soliti raccomandati: «Solo padre Nicola è stato avvertito dell'ospite illustre, ed è rimasto senza fiato», come davanti alla Madonna delle lacrime. Poi, camminando sulle acque, Mattarella esce dalla chiesa - prosegue la parabola su Repubblica - dove due signore riescono a toccare la mano del presidente. «Ho visto la sua chioma bianchissima, ho capito che era lui» spiega una delle due. In alternativa, per localizzare Mattarella, c'è la stella cometa.
 

Mattarella e RenziMattarella e Renzi

Ma non ancora niente rispetto agli arpeggi di Concita De Gregorio, in piena esaltazione mistica. Tutto è magico, perfetto, incantato. Come primo discorso dice solo tre cose? È perché «il nuovo presidente Sergio Mattarella ha la misura di Twitter incorporata nella discrezione atavica, nella sottrazione come metodo. Nessuno sforzo apparente. I capolavori del resto hanno questo di speciale».

 

Altro capolavoro assoluto, per la giornalista di Repubblica, è il discorso di insediamento di Mattarella. «La fenomenologia degli applausi non ha paragoni con i precedenti discorsi presidenziali per numero e frequenza. Quarantadue applausi in 30 minuti, nove dei quali in piedi, sono una ginnastica indefessa, quasi un rito liberatorio».

 

de mita e mattarella de mita e mattarella

Persino i rozzi di centrodestra si chetano, davanti a cotanta Luce. «Anche Maroni e Zaia smettono di ridere, lassù in tribuna. Persino Ignazio La Russa un paio di volte almeno si alza in piedi». Francesco Merlo, per competenza territoriale, spiega i colori di Mattarella. Non è grigio, come dicono gli stolti: «il suo colore è il celeste; ed è vaniglia la sua personalità». Presto allegata a Repubblica la vita e le opere di Mattarella a puntate.

RENZI MATTARELLA RENZI MATTARELLA

 

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