valeria golino

1. AL LIDO TRIONFANO I SUDAMERICANI, LEONE D'ORO A "DESDE ALLA" DEL VENEZUELANO LORENZO VIGAS - LEONE D'ARGENTO ALL'ARGENTINO PABLO TRAPERO PER "EL CLAN". E CON UN PRESIDENTE DI GIURIA MESSICANO ALFONSO CUARON CE LO POTEVAMO ASPETTARE 2. A ITALIANI E FRANCESI VANNO LE COPPE VOLPI PER I MIGLIORI ATTORI. ALLA BRAVISSIMA VALERIA GOLINO CHE SI LANCIA IN UN "SONO MOLTO CONTENTA PER ME" E A FABRICE LUCHINI

Marco Giusti per Dagospia

desde alla   opera prima di lorenzo vigas desde alla opera prima di lorenzo vigas

 

Venezia. Arrivano i premi. Trionfano i sudamericani, Leone d'oro a "Desde alla" del venezuelano Lorenzo Vigas, il film col dentista innamorato pipparolo scritto dal messicano  Guillermo Arrega e interpretato dal cileno Alfredo Castro, Leone d'Argento all'argentino Pablo Trapero per "El clan", violento ritratto di una famigia criminale di Buenos Aires alla fine della dittatura. Buoni film, anche se forse non proprio i migliori visti in questi giorni.

 

desde alla   opera prima di lorenzo vigas   desde alla opera prima di lorenzo vigas

E certo, con un presidente di giuria messicano come Alfonso Cuaron ce lo potevamo aspettare. A italiani e francesi vanno le Coppe Volpi per i migliori attori. A Valeria Golino, protagonista di "Per amor vostro" di Giuseppe Gaudino, e batte fior di attrici, soprattutto le francesi Catene Frot e Juliette Binoche, a Fabrice Luchini per "L'Hermine" di Christian Vincent, che batte campioni come Eddie Redmayne e Ralph Fiennes.

 

valeria golino e riccardo scamarcio 1e1fff9valeria golino e riccardo scamarcio 1e1fff9

Buonissimo il Gran Premio della Giuria a "Anomalisa" di Chalie Kaufman e Duke Johnson, il film piu' sperimentale e innovativo della Mostra assieme a quello di Luca Guadagnino visto nel concorso. Speriamo che qualche distributore italiano lo prenda. Benissimo anche la Coppa Volpi per la miglior attrice protagonista a Valeria Golino per "Per amor vostro" di Giuseppe Gaudino, autore eccentrico e emarginato, che le ha offero pero' un ruolo forte e complesso che lei ha sentito nel profondo.

 

Il premio Speciale della Giuria va al film turco "Frenzy" di Emin Alper, durissimo, molto amato da tutti i critici. Miglior sceneggiatura a Christian Vincent per "L'Hermin", diretto da Vincent stesso. Beh, era un gran testo, molto commedia, un po' parruccone, ma d'inverno te lo vedi. Premio Marcello Mastroianni per l'attore emergente al bambino ghanese Abraham Atta del gran film sui banbini sldato di Cary Fukunaga, "Beasts of No Nation".

valeria golino alla cerimonia di chiusura 48432042valeria golino alla cerimonia di chiusura 48432042

 

Premio Leone del Futuro per l'opera prima, centomila dollari offerti da Aurelio De Laurentiis, al grandioso "The Childhood of a Leader" di Brady Corbet, un film che andava assolutamente messo in concorso, tra i pochi che avesse un linguaggio nuovo e ambizioso. Corbet, attore per Lars Von Trier, fa un dotto studio sulla nascita del fascismo in Europa negli anni 20. Sue le inquadrature piu' nuove e la miglior colonna sonora sentita a Venezia, firmata da Scott Walker.

 

Il film di Brady Corbet vince anche il  premio alla regia della sezione Orizzonti con giuria presieduta da Jonathan Demme. Piu' che giusto. Corbet, emozionatissimo, ha ricordato che il suo e' l'unico film proiettato in 35 mm a Venezia. Il primo premio Orizzonti come miglior film va a "Free in Dead" di Jake Mahaffy, tutto girato a Memphis. Altri premi  "Orizzonti" vanno a "Belladonna" di Dubravka Turic per il cortometraggio, a Dominique Leborne, come miglior attore per "Tempete", infine premio speciale al brasiliano "Boi  Neon" di Gabriel Mascaro, il film che mostrava la scopatona con la ragazza incinta che ha scandalizzato i critici i primi giorni. Gran lavoro di Demme.

 

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Premio Venezia Classici per il miglior documentario sul‎ cinema a Yves Mointmayeur per "The 1000 Eyes of Dr. Maddin". Avrei preferito che avessero premiato "Helmut Berger Actor" di Andreas Horvath. Per il miglior film restaurato il premio va a alla Cineteca di Bologna e al Cineteca Nazionale per "Salo' o Le 120 giornate di Sodoma" di Pier Paolo Pasolini. E' triste pero' che l'unico premio che ha avuto un capolavoro come "Salo'" vada al suo restauro. Ma cosi' va la vita. 

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