1. RIECCOLI! SVEGLIATE ER CECATO, ER BRUTTONE, ER POMATA, LA PHOTOSHOPPATA MELONI E I FASCI DI TOR PIGNA, ANCHE ER PIGNATONE CHE INDAGA SULLA TERRA DI MEZZO. PERCHÉ SONO TORNATI I NANI CAZZUTI, GLI ORCHI PIÙ BRUTTI, GLI HOBBIT COI PIEDI IMPROPONIBILI PER L’ULTIMA AVVENTURA DI UNA SAGA CHE DURA ORMAI DA PIÙ TEMPO DEI TALK DI SANTORO 2. I CRITICI E I GIORNALI INGLESI RIMPROVERANO A “LO HOBBIT 3”, UN PO’ DI CAFONERIA DA HOLLYWOOD, L’ECCESSO DI EFFETTI DIGITALI E L’AVER GONFIATO LE ULTIME 47 PAGINE DEL ROMANZO IN UN FILM LUNGO DUE ORE E MEZZO, TRADENDO IL LINGUAGGIO DI TOLKIEN 3. MA PETER JACKSON È RIUSCITO A CREARE UNA SAGA UNICA NELLA STORIA DEL CINEMA 4. E DOPO AVER RIVITALIZZATO TUTTO IL FANTASY INTERNAZIONALE E PRESO ANCHE TRE PREMI OSCAR, COS’ALTRO PUÒ FARE JACKSON, SEGNATO A VITA DA DUE TRILOGIE EPICHE?

VIDEO - LO HOBBIT LA BATTAGLIA DELLE CINQUE ARMATE TRAILER UFFICIALE ITALIANO

 

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

lo hobbit 3 la battaglia delle cinque armatelo hobbit 3 la battaglia delle cinque armate

Rieccoli! Svegliate Er Cecato, Er Porcone, Er Pomata, Giorgia Meloni e i fasci di Tor Pigna, perfino il giudice Pignatone che indaga sulla Terra di Mezzo. Perché sono tornati i nani cazzuti, gli orchi più brutti, gli hobbit alti quanto Brunetta ma coi piedi improponibili per l’ultima avventura di una saga che dura ormai da più tempo dei talk di Santoro.

 

Come critico, magari, avrei qualcosina da dire rispetto a questi 144 minuti di randellate in testa fra nani, elfi e orchi, a tutti questi effetti digitali anche fastidiosi, a una costruzione che deve fare entrar tutto dentro l’ultimo film tutti i personaggi anche a forza, ma come fan della saga cinematografica non posso che adorare questo definitivo Lo Hobbit: la battaglia delle cinque armate che Peter Jackson ha trattato con la consueta carica e con l’amore per i suoi personaggi, più o meno tolkeniani che siano.

 

lo hobbit 3 la battaglia delle  cinque armatelo hobbit 3 la battaglia delle cinque armate

Il mio preferito, il perfido e triste serpentone volante Smaug, doppiato meravigliosamente da Benedict Cumberbacht, muore nel primo quarto d’ora di film ucciso dalla freccia di Luke Evans, ancor prima dell’arrivo dei titoli di testa lasciandomi piuttosto disperato.

 

Ma il Bilbo Baggins di Martin Freeman, piedoni da affidare a Della Valle a parte, è una meraviglia di candore e intelligenza, attorno al quale ruotano tutte le passioni umane e elfiche del film. E il Gandalf di Ian McKellen, doppiato in italiano da Gigi Proietti come nel penultimo episodio, è sempre meraviglioso.

 

Difficile durare per tanti anni con lo stesso cast. Per l’occasione ritorna anche Orlando Bloom che vola nella lunghissima battaglia finale aggrappandosi a un gigantesco pipistrello e cala dal cielo come Fred Astaire, torna Christopher Lee che si muove come un campione di kung fu, torna Cate Blanchett sempre più eterea, Hugo Weaving che stermina un gruppo di fantasmi. E’ un vero finale di una saga lunga e complessa che più generazioni hanno amato e che non appartiene solo al linguaggio der cecato e dei boss della mafia romana.

lo hobbit 3  la battaglia delle cinque armatelo hobbit 3 la battaglia delle cinque armate

 

Non ci sarà un ragazzino che è cresciuto con le avventure di Gandolf e di Bilbo e dei nani cazzuti che rivogliono il loro oro che non si sentirà triste per la fine di un’avventura davvero commovente. Difficile pensare cosa possa fare ora Peter Jackson segnato a vita dal progetto e responsabile di tutto un ritorno del fantasy internazionale, a cominciare dalla serie tv Games of Thrones.

 

Certo, in gran parte ha ragione Robbie Collin del “Telegraph” a notare che il principale difetto del film risiede nel gonfiare le ultime 47 pagine del romanzo in un film lungo due ore e mezzo, tradendo un bel po’ del linguaggio di Tolkien, e pensa a quanto sarebbe stato più giusto il vecchio progetto anni ’70 che aveva sognato John Boorman con Nicol Williamson protagonista nei panni di Gandalf.

 

lo hobbit 3  la battaglia delle cinque armatelo hobbit 3 la battaglia delle cinque armate

Una sorta di Excalibur insomma. Ma lo stesso Robbie Collins è poi costretto a ammettere che Martin Freeman è eccellente, come sono eccellenti tutti i personaggi costruiti da Peter Jackson con degli attori magistrali, pensiamo anche al Thorin di Richard Armitage, al Fili di Dean O’Gorman.

 

lo hobbit 3  la battaglia  delle cinque armatelo hobbit 3 la battaglia delle cinque armate

E’ vero che se Peter Jackson avesse insistito di più sulla follia per l’oro di Thorin e sul rapporto fra lui e Bilbo, facendo del re dei nani una sorta di cattivo malato alla Gollum con la desolazione e la solitudine di Smaug, tutta l’operazione sarebbe stata più fortemente tolkeniana, ma anche l’avventura voleva la sua parte e era ovvio che la battaglia fra queste cinque armate (poi mi spiegate perché sono cinque, io seguitavo a contarne quattro…) avrebbe preso oltre metà film, spezzato solo dalla storia d’amore, un po’ ariostesca fra la Tauriel di Evangeline Lily e il Fili di Dean O’Gorman.

 

LO HOBBIT 3 LO HOBBIT 3

Quello che rimproverano molti critici inglesi a Lo Hobbit è un po’ di cafoneria da Hollywood, l’eccesso di effetti digitali e qualche deviazione dal testo, ma penso che Jackson, alla fine, pur dovendo gonfiare a tre episodi una storia che poteva durare al massimo tre ore e non quasi otto, è riuscito nella cosa più difficile.

LO HOBBIT 3LO HOBBIT 3

 

Farci entrare magicamente nel mondo dell’Hobbit e della Terra di Mezzo, renderlo vivo e farci amare tutti i suoi personaggi, che sono davvero, ognuno a suo modo, parte vitale della storia. Ovvio che questo Lo Hobbit: la battaglia delle cinque arnate è un appuntamenti imperdibile per tutti i fan della saga. Ovvio pure che sarà il successo indiscusso della lunga battaglia di Natale. I cinepanettonisti italici, più o meno antichi e antiquati, col loro carico di gag e di rumoracci, sono avvertiti. In sala dal 17 dicembre. 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...