lucio presta paola perego campo orto

“EPURARE PAOLA PEREGO HA PORTATO MALE A CAMPO DALL'ORTO” - LUCIO PRESTA SI TOGLIE IL SASSOLONE DALLA SCARPE ORA CHE SUA MOGLIE CONDURRA’ 14 PRIME SERATE: “PENSO CHE SIA STATO SPINTO A CHIUDERE IL PROGRAMMA MA NON SO DA CHI - LA MAGGIONI CI HA ATTACCATI SENZA CONOSCERCI.  UNA DELLE PRIME PERSONE CHE MI HA CHIAMATO QUANDO È SUCCESSO IL FATTO DI PAOLA È STATA LORENZA LEI…”

Maurizio Caverzan per “la Verità”

LUCIO PRESTALUCIO PRESTA

 

Nei giorni caldi del licenziamento di Paola Perego l' aveva promesso: «Prima o poi faremo, chi c' è più irregolare di me?». E ora, a proposito di giorni caldi, Lucio Presta, calabrese di 57 anni, uno dei manager dello spettacolo più influenti (Roberto Benigni, Paolo Bonolis, Antonella Clerici e Belén Rodriguez, tra gli altri), risponde dal set del concerto di Vasco Rossi di Modena: «Non le dico la temperatura Giusto perché eravamo d' accordo». Dopo la clamorosa chiusura di Parliamone sabato, nella prossima stagione Paola Perego condurrà 14 prime serate.

 

Lucio Presta è più un marito protettivo, come dice sua moglie, o un marito potente?

«Un marito protettivo. Paola ha un vantaggio: essendo civilmente sposati, mi vede in più ruoli».

PAOLA PEREGO LUCIO PRESTAPAOLA PEREGO LUCIO PRESTA

 

Molti propendono per il marito potente.

«In questo mondo non ci sono manager potenti, ma professionisti solidi che difendono con passione i propri artisti».

 

Sua moglie è stata riabilitata.

«Mia moglie non doveva essere riabilitata. Ha semplicemente riallacciato un rapporto professionale con la rete e l' azienda che l' avevano ingiustamente sospesa».

 

Come sono andate le cose in quella puntata di Parliamone sabato?

«Tutti erano informati di quello che sarebbe andato in onda. Tutti gli autori, da Paola fino a Gregorio Paolini, il capostruttura, il produttore, il regista, il direttore. Nessuna conduttrice riesce a mettere in onda o a invitare qualcuno senza che tutta la filiera ne sia informata».

 

PAOLA PEREGOPAOLA PEREGO

Si è gridato allo scandalo per la lista di pregi delle donne dell' Est, ma anche gli aneddoti di Fabio Testi erano sconvenienti.

«L'unica cosa davvero sconveniente è stata il racconto fatto dall' ospite. Ma, come in tutte le trasmissioni in diretta, ogni ospite firma un contratto nel quale si assume la responsabilità di ciò che dirà. Paola l' aveva stoppato immediatamente. Anche su questo non c'era niente da dire. Non è stata la più alta pagina di tv, ma nemmeno la più bassa. Tant'è vero che non era successo niente né il sabato né la domenica».

 

Quindi come si spiega la faccenda?

«Non me la spiego. Dopo che era stato chiuso il programma, il direttore generale Antonio Campo Dall' Orto mi aveva mandato un messaggio nel quale mi diceva che Paola non era responsabile. Continuo a chiedermi che cosa sia successo, chi abbia voluto chiudere il programma e perché. Ovviamente avevo girato il messaggio al legale che stava preparando la causa all'azienda».

parliamone sabato paola perego e le donne dell est  5parliamone sabato paola perego e le donne dell est 5

 

Campo Dall'Orto era già in forte difficoltà.

«Io ho smesso di sentirlo da subito, non da quando si è dimesso come han fatto tanti.

Ho maturato la sensazione che sia stato spinto a chiudere il programma».

 

Ipotesi suffragata o suggestione?

«Suggestione, che però non ho avvertito solo io. Anche altri, come Maria De Filippi, hanno trovato che non era giustificabile la chiusura del programma».

 

Esclude che sia stata un' altra grana per mettere ulteriormente in difficoltà Campo Dall' Orto?

CAMPO DALL ORTOCAMPO DALL ORTO

«Non credo, ma sicuramente non gli ha portato bene. Da quel giorno è iniziata a non brillare più la sua stella. Il mio giudizio su di lui resta lo stesso di prima. Un grande teorico che non ha compreso il mondo Rai, sbagliando lo staff che ha portato da fuori».

 

La ripresa del rapporto con Paola è merito del nuovo direttore generale, Mario Orfeo?

«La ripresa del rapporto tra Paola e la Rai è combaciata con il suo arrivo. Al momento c' è un accordo editoriale, non ancora una trattativa economica né un' intesa contrattuale».

 

Improvvisamente, molte cose si sono appianate. A cominciare dalla querelle sui cachet delle star. Come la pensa in proposito?

«Le soluzioni erano lì ad un passo, ma forse non si volevano trovare, per non assumersi responsabilità. Il tetto per le star è un errore perché agiscono nel mercato, nel quale le star fanno la differenza».

 

CAMPO DALL ORTO MAGGIONICAMPO DALL ORTO MAGGIONI

Come si difende dall' accusa che Paola lavora perché è moglie di un manager influente e con un sostanzioso portafoglio di star?

«Non rispondo a questa domanda perché manca di rispetto a una persona che lavorava ben prima di conoscere me. E non giocava in nessuna squadra di Serie A, visto che all'epoca suo marito era un calciatore (Andrea Carnevale, ndr)».

 

A proposito di star, è stato un colpaccio piazzare Paolo Bonolis alla conduzione del concerto di Vasco Rossi su Rai1.

VASCO ROSSI 2VASCO ROSSI 2

«Niente di nuovo. Paolo è un conduttore di grandi eventi. Nel 2014 ha presentato su Rai 1 la Festa dello sport per il centenario del Coni. Due anni fa ha condotto la serata d'inaugurazione dell' Expo. È stato un artista della Rai. Abbiamo trattato a lungo con Campo Dall' Orto il suo possibile ritorno. Non ci sono più queste barriere».

 

Le sue serate in trasferta si fermeranno qui o è ancora in lizza per il Festival di Sanremo?

«Non è possibile che Paolo conduca Sanremo».

 

Aveva chiesto come condizione per rinnovarlo lo spostamento dall' Ariston e poche settimane dopo il Comune ha deciso una nuova location.

«Vuol dire che ancora una volta abbiamo dato una buona idea che altri sfrutteranno».

 

BONOLISBONOLIS

Che rapporto c'è tra lui e Vasco?

«Nel 2005 Vasco tornò a Sanremo per aprire la 55ª edizione del Festival, il primo condotto da Paolo. Evidentemente si rispettano e si stimano».

 

Lei adesso segue anche Michele Santoro?

«Ho un rapporto personale e di affetto e in alcune circostanze gli ho dato una mano.

Però Michele ha una società che si occupa delle sue attività».

 

SANTOROSANTORO

Quindi non sa cosa c' è di vero nelle indiscrezioni che lo danno in pianta stabile su Rai 3?

«Esatto, non lo so».

 

Abbiamo parlato di Paola, di Bonolis, di Santoro. Roberto Benigni che cos' ha in mente?

«È un grande artista, capace di idee e performance meravigliose. Quando ha qualcosa di pronto mi chiama e me lo dice, ma fino a prima è tutto top secret anche per me».

 

Lavora meglio con Mediaset o con la Rai?

«Lavoro bene con tutte e due le aziende. Qualche volta mi trovo meno bene con alcuni uomini di Rai o di Mediaset. Per esempio, ricordo forti litigate con Maurizio Carlotti di Mediaset».

 

Lorenza Lei - foto AnsaLorenza Lei - foto Ansa

Che ora è in Spagna. E litigate in Rai?

«Ne ricordo una forte con Lorenza Lei durante il Festival di Sanremo di Gianni Morandi: avevamo vedute molto diverse. Ma una delle prime persone che mi ha chiamato quando è successo il fatto di Paola è stata proprio Lorenza Lei. Altri momenti di attrito ho avuto con Mauro Masi, con il quale ora ci frequentiamo anche in vacanza. Ho avuto rapporti meravigliosi con Flavio Cattaneo, con Claudio Cappon e Luigi Gubitosi. In Mediaset li ho avuti con Mario Brugola e li ho con Alessandro Salem».

 

Se dico Monica Maggioni?

CAMPO DALL ORTO E MONICA MAGGIONICAMPO DALL ORTO E MONICA MAGGIONI

«Preferisco far finta di non sentire. Condivido perfettamente l' amarezza di Paola per gli attacchi subiti da una donna che non la conosce né come persona, né come professionista».

 

Un mestieraccio il manager delle star. Somiglia a quello dei procuratori dei calciatori (che non attraversano un gran momento)?

«Quello è un mondo di soli affari, il nostro è un mondo editoriale e di scelte artistiche. Un procuratore non può incidere sulle qualità di un calciatore. Mentre noi siamo in grado di aiutare ad accrescere il talento degli artisti».

 

I suoi li sottopone a un regime quasi monacale.

«Se lavoriamo insieme è perché abbiamo idea e gusti della vita simili: poca mondanità, molto lavoro e sacrificio. E profilo basso».

 

bibi ballandibibi ballandi

Secondo il detto di Bibi Ballandi, maestro degli agenti: «Volare bassi per schivare i sassi»?

«In un certo senso. Ma nel nostro caso è proprio uno stile di vita, più che un atteggiamento per non farci notare. Cioè, siamo proprio fatti così».

 

Perché le interessava diventare sindaco di Cosenza e perché ha rinunciato?

«Amo profondamente la mia città e avrei voluto fare qualcosa di buono».

 

Invece?

«Ho rinunciato perché quell' impegno è combaciato con alcuni nuovi problemi familiari. Comunque, avrei rinunciato di lì a poco perché avevo scoperto che i problemi politici li avevo non con lo schieramento avversario, bensì con gli alleati».

ANTONIO CAMPO DALL ORTOANTONIO CAMPO DALL ORTO

 

Questioni di primarie nel Pd. A proposito, come si spiega che uno come lei lo si immaginava di più posizionato a destra?

«Questa è una buona notizia, perché se qualcuno mi vede a destra mentre il mio pensiero è un altro, vuol dire che sono bravo a non farmi catalogare. Sono stato attaccato dall'Espresso e da Panorama: significa che sono davvero un uomo libero».

 

Chi è il «meno uno» che non saluta quando dà la buonanotte a tutti su Twitter?

«Lui lo sa perfettamente».

 

Vorremmo saperlo anche noi.

CASO PAOLA PEREGO - IL TWEET DI LUCIO PRESTA SU CAMPO DALL ORTOCASO PAOLA PEREGO - IL TWEET DI LUCIO PRESTA SU CAMPO DALL ORTO

«Tanti mi chiedono: "Sono io per caso?". "Ma avete la coda di paglia?", rispondo. Un giorno o l' altro lo svelerò».

 

San Paolo dice: «Non tramonti il sole sopra la vostra ira».

«Io dico un' altra cosa: meglio conservarsi dei nemici per la vecchiaia, per tenersi allenati e belli svegli».

 

Comunque, uno sarebbe ancora poco, visto che ha litigato con Antonio Ricci, Beppe Grillo, Campo Dall' Orto. È lo spirito calabrese un po' fumantino o cos' altro?

«Non sono fumantino, vado per la mia strada. Ma se qualcuno cerca di farmi inciampare difficilmente tiro dritto».

lucio presta corsa lucio presta corsa

 

Non conosceva la frase di San Paolo, ma posta frequentemente massime di don Bosco.

«E certo! Sono un salesiano nell' anima. Chi ha studiato in collegio come convittore interno lo è per tutta la vita».

 

Che eredità le ha lasciato quell' esperienza?

«La capacità di sopportare la fatica. Don Bosco raccoglieva i ragazzi dalla strada, quelli che avevano problemi seri. La strada è l'università migliore che si possa frequentare per capire il bene e il male. Se hai la capacità di riconoscerli, fai le scelte giuste. Io ho sempre saputo da che parte del marciapiede stare. Dalla parte della legge, dell' etica e della morale».

lucio presta in spiaggia lucio presta in spiaggia

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…