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MAI DIRE RAI – A CAPO DELLA COMUNICAZIONE DALL'ORTO SCEGLIE UN NOME ESTRANEO AL “PALAZZO” ROMANO (PARAPINI ASSICURA AGLI AMICI DI NON AVER MAI INCONTRATO IN VITA SUA MATTEO RENZI, SE NON IN UNA VOLTA IN TRENO E PER CASO) – L’EX CAPO LEGALE SALVATORE LO GIUDICE CHIEDE LA RETTIFICA PER UN ARTICOLO DE “IL GIORNALE”

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1. LA RAI RIPENSA LA COMUNICAZIONE. ARRIVA L’ESTERNO PARAPINI

Paolo Conti per il “Corriere della Sera”

 

Nuova nomina eccellente nella Rai della presidente Monica Maggioni e del direttore generale Antonio Campo Dall' Orto dopo quella di Carlo Verdelli a direttore editoriale dell' informazione. Lascia, come era stato annunciato nei giorni scorsi, la responsabile della Comunicazione e delle relazioni esterne Costanza Esclapon, professionista di fiducia dell' ex dg Luigi Gubitosi, e arriva un nome nuovo, Giovanni Parapini.

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Dall' Orto ha scelto un nome estraneo al «Palazzo» romano (Parapini assicura agli amici di non aver mai incontrato in vita sua Matteo Renzi, se non in una volta in treno e per caso) e con un curriculum denso di esperienze all' estero. Dal 1993 al 1997 è a Londra per Mice Group, dal 1997 al 2001 è responsabile comunicazione del gruppo Esprit International. Nel 2004 ha fondato Aleteia Communication (tra i clienti, Unicredit, Eni, Enel e Coni) e nel 2014 si è trasferito a Bruxelles aprendo l' ufficio di Consenso per le attività di public affairs e lobby.


Nel 2014 ha cofondato Hdrà (Holding Digital Relation Advertising) che ingloba Aleteia, Consenso, Medita e Overseas. Naturalmente, arrivando in Rai, ha lascerà ogni incarico precedente.

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Nel progetto di Campo Dall' Orto Parapini accentrerà nelle sue mani la responsabilità di due direzioni: quella, appunto, lasciata da Costanza Esclapon e l' altra delle Relazioni istituzionali e internazionali, ora retta da Alessandro Picardi (ex Wind, ex Alitalia, in Rai dal 2013, sposato col ministro Beatrice Lorenzin). Nascerà, insomma, una nuova unica direzione della Comunicazione.

 

Picardi mantiene il suo ruolo di direttore: ma, come avviene in questi casi in ogni azienda, bisognerà vedere se e come scatterà il giusto clima tra il nuovo direttore centrale di riferimento di Campo Dall' Orto e l' attuale responsabile delle Relazioni istituzionali e internazionali, che avrà in Parapini il suo nuovo capo.

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La direzione generale Rai vede nel ruolo di Parapini un momento strategico del cambiamento dell' azienda. Sul piano della comunicazione mediatica, l' abbandono dell' immagine della Rai come luogo di conflitti politici e di faide per le poltrone. E la riproposizione del concetto di servizio pubblico, anche per quanto riguarderà le future campagne di immagine.

 

RENZI CAMPO DALLORTORENZI CAMPO DALLORTO

La scommessa non si annuncia semplice, soprattutto dopo l' inserimento del canone nella bolletta delle utente elettriche. Il modello di comunicazione saranno le tv del mondo anglosassone (la Bbc, ovviamente, e le grandi company statunitensi e canadesi).

 

Ma nel progetto trova spazio soprattutto un altro tipo di comunicazione, legata a campagne per esempio sulla questione-chiave dell' immigrazione, della violenza sulle donne, sul bullismo nel mondo scolastico. In più c' è l' intenzione di aprire a visite e seminari le porte della Rai ai giovani, spiegando il meccanismo creativo e produttivo che sta dietro al prodotto finale. Un modo, sostengono al settimo piano di viale Mazzini, anche per recuperare quel pubblico under 45 che segue pochissimo la tv generalista.

RENZI CON ANTONIO CAMPO DALL ORTO ALLA LEOPOLDARENZI CON ANTONIO CAMPO DALL ORTO ALLA LEOPOLDA

 

2. RICHIESTA DI RETTIFICA

"L'articolo pubblicato in data 23 gennaio u.s. dal titolo "La nuova Rai nei guai, fugge l'uomo dei conti", a firma Laura Rio, nel riportare la notizia delle dimissioni del CFO di Rai, Camillo Rossotto, indugia sulle asserite ragioni della conclusione del mio rapporto con la concessionaria del servizio pubblico, veicolando informazioni affatto inveritiere, peraltro dichiaratamente fondate su "voci circolate" e come tali non verificate e prive di riscontro.  

 

L'accordo di risoluzione consensuale e incentivata del mio rapporto di lavoro raggiunto con l'azienda, formalizzato in sede protetta, riflette unicamente la volontà delle parti e non consente alcuna illazione circa le "ragioni" dello stesso; tantomeno è lecito ricondurlo a presunte "questioni legate alla gestione delle inchieste interne su alcuni appalti Rai".

salvatore lo giudicesalvatore lo giudice

 

Vi chiedo pertanto di voler provvedere alla rettifica di quanto riportato nel citato articolo, sollevandomi così dalla sgradita alternativa di trovare altrove la necessaria tutela alla mia reputazione personale e professionale.

Cordialmente

avv. Salvatore Lo Giudice

 

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