MAI DIRE RAI! - VIALE MAZZINI NON SA PIÙ COSA INVENTARSI PER PERDERE SOLDI, ORA SPUNTANO PURE I CONTRATTI PUBBLICITARI PAGATI COI BUONI PER I DIPENDENTI E MAI RISCOSSI!

Ivan Cimmarusti per “Il Tempo

 

Lorenza Lei Lorenza Lei

Possono i dirigenti Rai percepire compensi extra per le inserzioni pubblicitarie? Evidentemente no, in quanto si tratta di un’azienda pubblica e, dunque, il denaro che entra attraverso le pubblicità che sono mandate in onda sulle tre reti di Stato, nelle casse dello Stato devono entrare. Ma la domanda se l’è comunque posta la decima sezione della Commissione tributaria del Lazio, per un contenzioso tra l’Agenzia dell’entrate e un inserzionista che, per far trasmette la pubblicità della sua azienda, ha pagato 277mila 499 euro non in denaro da versare alla Rai, ma di merci in favore di funzionari e dipendenti dell’azienda pubblica.

 

LOGO SIPRALOGO SIPRA

La vicenda è finita in due diversi esposti, che sono stati inoltrati alla Procura della Repubblica di Roma, per sospetti profili penali, e alla Procura della Corte dei conti, per eventuali danni alle casse dell’Erario. Perché il timore è che anche altri inserzionisti abbiano dovuto pagare alla Rai in merci da concedere ai dipendenti. Una modus operandi, secondo le denunce, che potrebbe far luce su una presunta e sistematica distrazione di beni alla disastrata azienda di Stato. Questo è quanto sarebbe emerso da un accertamento della Guardia di finanza sulla società Bricofer spa, leader nel settore ferramenta che, preme specificare, non ha comunque alcuna responsabilità. Ma andiamo con ordine, partendo dai fatti.

 

GUBITOSI E TARANTOLA jpegGUBITOSI E TARANTOLA jpeg

Stando a quanto contenuto negli atti, la Bricofer si rivolge alla Sipra, concessionaria per la pubblicità della Rai, per mandare in onda sulle tre emittenti televisive alcuni spot. E così, il contratto viene sottoscritto fra le due parti. La società privata si impegna a versare circa 300mila euro alla Rai, sotto forma di buoni acquisto da spendere nei vari punti vendita. Si legge, infatti, che la «controprestazione» alla pubblicità è «la fornitura di merce dai propri punti vendita a dipendenti Rai, muniti di buoni di vario valore», per un ammontare complessivo di 277mila 499 euro. In sostanza, l’azienda pubblica non ha incamerato denaro che sarebbe dovuto entrare nelle casse dello Stato.

 

 Fabrizio Piscopo Fabrizio Piscopo

La vicenda finisce alla Commissione tributaria del Lazio e ha lasciato increduli il collegio: il presidente Corrado Bernardo, il giudice Francesco Ufilugelli e il relatore Luigi Maria Flamini. In particolare, tutto nasce da un «atto impositivo» sulla base di «un verbale di contestazione della Guardia di finanza, che aveva tratto origine da un contratto tra la Sipra e la Bricofer, in forza del quale la Sipra si impegnava a concedere spazi di pubblicità sulle reti della Rai sino alla concorrenza del prezzo della prestazione resa dalla medesima Sipra». Stando ai controlli, la Sipra disponeva la messa in onda degli spot e «ottemperava alla prestazione», fatturando per un importo di 79mila 318 euro» e, successivamente, «per un importo di 198mila 181 euro». La Bricofer, invece, nel primo anno fatturava esclusivamente 9mila 125 euro. Questo perché era quello il valore dei buoni spesi dai dipendenti Rai in quel periodo.

 

LUCIANO FLUSSILUCIANO FLUSSI

L’Agenzia dell’entrate non ci vede chiaro in questa vicenda. Ritiene che, se pur il valore dei buoni ammontasse a circa 10mila euro, la Bricofer dovesse comunque fatturare l’ammontare complessivo di circa 300mila euro. La Commissione provinciale di Roma boccia il ricorso, ma l’Agenzia non si dà per vinta e presenta una nuova istanza alla Commissione regionale. Ma ancora una volta la sua linea non passa. Tuttavia sorgono i sospetti. E cioè, che dietro questo contratto possa nascondersi un fatto penalmente rilevante o un danno alle casse dello Stato.

 

 

BONACCORSI (PD): RAI CHIARISCA SU SPOT PAGATI IN BUONI ACQUISTI

bricoferbricofer

 (askanews) - "La Rai chiarisca la vicenda degli spot pagati con buoni di acquisto per i dipendenti e per l'azienda. Secondo quanto riportato sulla stampa, c'è il rischio che la Rai ci rimetta o, peggio, che ci siano meccanismi poco trasparenti di bilancio che lasciano pensare anche a evasione fiscale". Lo dichiara la responsabile Cultura del Partito democratico e deputata della commissione di Vigilanza Rai, Lorenza Bonaccorsi, annunciando la presentazione di una interrogazione parlamentare alla Rai.

 

lorenza bonaccorsilorenza bonaccorsi

"Secondo alcuni accertamenti della Guardia di Finanza – spiega Bonaccorsi - rivelati dal quotidiano 'Il Tempo', un'azienda di ferramenta avrebbe acquistato spazi pubblicitari sulla tv pubblica per circa 300mila euro, pagandoli con buoni spesa invece che in denaro. La Rai, tra l'altro, avrebbe sfruttato solo una minima parte di questi buoni, circa 10mila euro. Occorre chiarire il lato fiscale di questa vicenda, così come il reale utilizzo di questi buoni da parte della Rai, che così come rivelato prefigurerebbe tra l'altro anche una perdita di oltre il 90% della cifra che Viale Mazzini avrebbe dovuto incassare".

 

"E' opportuno che la Rai chiarisca - aggiunge Bonaccorsi – se questo meccanismo degli spot pagati in buoni, svelato in questo caso da un esposto alla magistratura, rappresenti una consuetudine, per quante aziende eventualmente sia stato utilizzato e se tutti i soldi siano stati effettivamente incassati e fatturati".

 

Ultimi Dagoreport

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…