kim rossi stuart il commissario maltese

NON È KARDASHIAN, NON È JONG-UN, È ROSSI STUART! - IL COMMISSARIO KIM (26,5%, 6,3 MLN) TRAVOLGE LA VENTURA E RIACCENDE LA MANIA DEL POLIZIESCO. TRA VOLONTÉ, PLACIDO VERSIONE ‘PIOVRA’ E MONTALBANO: NON C'È CORRETTEZZA INSEGUITA A TUTTI I COSTI. DARIO MALTESE NON È UN SANTINO, MA UN UOMO

 

Da www.davidemaggio.it

 

Su Rai1 la fiction Maltese – Il Romanzo del Commissario ha conquistato 6.226.000 spettatori pari al 26.5% di share. Su Canale 5 la seconda puntata di Selfie – Le Cose Cambiano – in onda dalle 21.39 alle 24.57 – ha raccolto davanti al video 2.640.000 spettatori pari al 15% di share. Su Rai2 la serie tv in prima visione Hawaii Five O ha interessato 1.165.000 spettatori pari al 5.1% di share. Su Italia 1 L’Incredibile Hulk ha intrattenuto 1.503.000 spettatori (6.3%).

 

Su Rai3 Report ha ottenuto 1.202.000 spettatori pari al 4.9% (Indovina Chi Viene a Cena: 1.117.000 – 4.3%). Su Rete4 Quinta Colonna totalizza un a.m. di 992.000 spettatori con il 5% di share. Su La7 Atlantide ha registrato 469.000 spettatori con uno share del 2%. Su Tv8 Bad Teacher ha raccolto 426.000 spettatori con l’1.7%. Sul Nove Il Dottor Dolittle 2 ha realizzato 184.000 spettatori con uno share dello 0.7%. Su Rai4 Alien – La Clonazione raccoglie 509.000 spettatori con il 2%. Su Iris 42 – La Vera Storia di una Leggenda raccoglie 465.000 spettatori con il 2%. Su Real Time Vite al Limite segna 455.000 spettatori con l’1.8%. Su Sky Cinema Uno I Magnifici Sette ha interessato 338.000 spettatori con l’1.4%. Su Fox Life Grey’s Anatomy raccoglie 234.000 spettatori con lo 0.9%.

KIM ROSSI STUARTKIM ROSSI STUART

 

 

Malcom Pagani per ‘Il Messaggero’

 

 

La Giulietta verde oliva o blu metallica è la stessa di Maurizio Merli, alias commissario Betti, corollario di tante città violente degli anni 70 portate in primo piano. Sguardo e intensità ricordano quelli del Volontè immaginato da Petri, il più inquietante dei commissari deputati all'ordine pubblico visti sullo schermo: «Dietro a ogni criminale può nascondersi un sovversivo e dietro a ogni sovversivo può celarsi un criminale».

 

Kim Rossi Stuart 1Kim Rossi Stuart 1

Dario Maltese, poliziotto siciliano, non è reazionario, cova il dubbio, nutre meno certezze del mefistofelico Gian Maria e pur muovendosi nello stesso universo ritmato dagli spari, dalla violenza metropolitana e dalla politica delle bandiere nere e rosse, fa storia a sé. Quando al produttore Carlo Degli Esposti venne in mente di riparlare di Stato, Mafia e connivenze mettendo al centro di un decennio già ampiamente arato dalla pubblicistica e dal racconto cinematografico un agente dal passato tormentato e dal presente incerto, meno abile con la pistola che con la parola, non tutti credettero alla riuscita dell'operazione. In attesa che tra stasera e domani ai tredici milioni di italiani incollati al televisore si aggiungano altri numeri, si può già gridare alla riscoperta di un genere che dalle parti della Rai, anche in altre epoche, spinse al brindisi.

 

FATTORE KIM

Uno dei migliori e più intensi attori italiani dell'ultimo trentennio, Kim Rossi Stuart, ha conquistato tutti e lo ha fatto navigando nelle insidie di Maltese e nelle divagazioni della trama come un velista esperto.

 

Il vento è quello che già soffio in poppa alla pur magnifica Piovra firmata da Damiani e Vancini e interpretata da un giovane Placido, ma a differenza di quell'esperimento, l'atmosfera cupa e misteriosa disegnata dal regista Gianluca Tavarelli, i colpi di scena continui e la dualità, quando non l'ambiguità dei personaggi ritratti nel quadro, ricorda i polizieschi sporchi interpretati da Karl Malden lungo i saliscendi di San Francisco o gli adattamenti- non sempre felici, ma comunque distanti dal rischio di un'eccessiva patinatura dell'insieme, che toccarono a Leonardo Sciascia quando era ancora in vita.

 

Una Sicilia a più strati, ingannevole come una matrioska, in cui alle gentilezze anche visive del celebrato Montalbano, si contrappongono nascondigli terrosi, edifici abbandonati, solitudini notturne e giacigli improvvisati che nella scomodità spartana del luogo del riposo rendono evidente il senso eroico di una missione senza premi né consolazione.

 

KIM ROSSI STUARTKIM ROSSI STUART

Se fai il poliziotto- è il messaggio- può andar bene anche una brandina non dissimile a quella che in luogo dell'elegante baldacchino, usava in altri contesti un signore come Pietro Nenni. Dario Maltese non è un santino, ma un uomo. Ha debiti sentimentali, ma interpreta il mestiere senza immoralità.

 

E se gli uomini- ricorda proprio Sciascia- sono rari: «Ci sono gli uomini veri, i mezzi uomini, gli ominicchi, poi mi scusi i ruffiani e in ultimo, come se non ci fossero, i quaquaraquà. Sono pochissimi gli uomini, i mezzi uomini pochi, già molti di più gli ominicchi: sono come bambini che si credono grandi. Quanto ai ruffiani, stanno diventando un vero esercito» e lisciare il pelo all'interlocutore è pratica diffusa, Maltese, con tutte le sue contraddizioni, un ruffiano certamente non è.

 

Dice in faccia quel che è necessario esclamare per non perdere rispetto nei confronti di se stesso e proprio come un Callaghan fuori contesto, ogni tanto, usa le maniere forti. Flauta parole dolci a un sospettato con la distanza che potremmo trovare in un romanzo di Dürrenmatt e poi, davanti alla reticenza, mostra anche l'altra faccia della luna diventando violento all'improvviso.

 

«Pensi che io non ti possa fare paura?» grida per poi, metamorfico e trasfigurato, menare fendenti come un Luc Merenda qualsiasi. Trattenuto e scatenato, silenzioso o facondo, sullo sfondo di una città in cui le verità somigliano a gimkane e vanno più lente delle tante Simca, A 112 o Fiat 850 che attraversano le strade di Trapani, Maltese guida il gioco a modo suo e incarna un'anomalia di approccio che non ricorda da vicino, neanche con uno sforzo di benevolenza, i prodotti seriali della Rai.

 

MICHELE PLACIDO LA PIOVRAMICHELE PLACIDO LA PIOVRA

Non c'è Cencelli sentimentale, non c'è correttezza inseguita a tutti i costi, non c'è zero a zero e pareggio nel mirino perché è solo prendendo parte artisticamente e rischiando che si vince restando nell'immaginario. Rossi Stuart e Tavarelli lo sanno e così intravedere in Kim il vero profilo di un altro commissario di nome Ninni Cassarà o il sorriso dolce ed enigmatico di Giovanni Falcone, non somiglia più a un'astrazione concettuale, ma diventa una possibilità concreta e tangibile che gli spettatori colgono-miracolo laico- nel contesto di un prodotto di finzione. 

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