de sica ricky e barabba

MANGIA E GODI CON CRISTIANA LAURO – IMPARATE A FARE I CLIENTI NEI RISTORANTI, ECCO IL DECALOGO SU COME CI SI DEVE COMPORTARE - "SE AVETE PRENOTATO PER 4 NON PRESENTATEVI IN 7, L’IMPERATIVO USATELO CON I VOSTRI CANI PER FARVI RIPORTARE LA PALLA, NON CON I RAGAZZI CHE VI PORTANO LO CHAMPAGNE AL TAVOLO - E SE METTETE ANSIA A UN CAMERIERE…"

Cristiana Lauro per Dagospia

 

cristiana lauro

 

Che cosa conta di più per i clienti dei ristoranti? Quali sono i parametri di valutazione in ordine di importanza? La cucina, il servizio insieme alla cantina, e poi l’ambiente. Più o meno funziona così.

 

Il punto di vista del cliente è fondamentale, a patto che non si proponga come censore o sostituto della critica specializzata. Soprattutto a condizione che conosca le regole da rispettare che cominciano dal momento della prenotazione del tavolo.

 

Prima di esaminare il lavoro degli altri, i clienti dovrebbero imparare a fare i clienti.

Mangiamo sempre meno a casa e sempre più spesso al ristorante. Inoltre ognuno può esprimere il suo talento di gastronomo in rete attraverso i social o i siti come Tripadvisor - il più seguito sul genere in tutto il mondo - che possono condizionare le sorti di attività per niente facili da portare avanti.

 

de sica ricky e barabba

Soprattutto in ambiente enogastronomico, oggi ognuno è libero di mettere bocca a piacimento sul lavoro degli altri. Il personale di sala è quello più colpito in molti casi e, in aggiunta allo stress, deve fare anche da filtro con la cucina che può avere difficoltà con l’uscita dei piatti a causa dei clienti che non si sanno comportare. Gente che paga per pretendere. Viene il dubbio che escano di casa apposta, in certi casi.

 

Si fa presto a parlare giocando a fare gli influencer con addominali, cosc’e patate al vento sui social, mentre nelle cucine, dietro ai banconi o in sala gli altri si smazzano fatiche bestiali con orari assurdi e vite private che, tante volte, è come se non esistessero.

Per inciso, vorrei ricordare alle aziende che si affidano a certe figure sui social considerandoli “influencer”, che la possibilità di influenzare il mercato - questo vale anche per altri settori - non si misura a taglie come le coppe dei reggiseni. La scala è un’altra e ha a che fare con la competenza, l’autorevolezza e la conseguente reputazione del soggetto.

de sica pozzetto ricky e barabba

 

Se il Gastronauta Davide Paolini, o Aldo Fiordelli suggeriscono un’ottima trattoria, molti clienti appassionati di buona tavola la proveranno, a partire dalla sottoscritta. Vale per i ristoranti indicati dai Vizzari, Luigi Cremona o da Paolo Marchi, da Andrea Grignaffini, Paola e Gianni Mura, Elsa Mazzolini, Anna Morelli, Lorenza Fumelli, Eleonora Cozzella, Orazio Vagnozzi, Alberto Cauzzi, il critico mascherato Valerio M.Visintin, Clara Barra, Allan Bay e diversi altri. Sono tanti i nomi, ognuno scelga il suo, ma non si tratta di “influencer” comunemente intesi dal senso dei social e soprattutto di Instagram. La confusione semantica sull’argomento conseguente a traduzioni, adattamenti e usi è più che evidente. D’altra parte i “social” sono spesso un covo di serpenti tutt’altro che inclini alla socievolezza, anche lì “grande è la confusione sotto il cielo...” (Cit).

barnaba

 

Difficile mettersi nei panni dei ristoratori. Qualcuno tira avanti per la sua strada, sulla base di una reputazione costruita negli anni molto più solida di tanto ciarlare. Qualcun altro se la prende a male e non ci dorme la notte. E poi, però, c’è anche chi chiude.

 

Per carità, forse come ristoratore non aveva il tiro porta, ma la pletora di pisquani aspiranti a una vita da giudice come quelli che vedono in TV, di certo non l’ha aiutato.

cristiana lauro

 

E’ bene chiarire inoltre che in televisione e sulle testate giornalistiche i nomi chiamati a esprimersi non sono scivolati lì per caso quindi - piacciano o meno - si tratta di figure competenti e di settore che non transitano in zona perché la nonna cucinava bene.

Il cliente paga un servizio, non la proprietà del locale, del contesto e del momento che si trova a condividere con altri. Pertanto deve imparare a comportarsi da cliente. Mi pare che nei musei e al cinema il concetto sia già abbastanza chiaro. Proviamo ad estenderlo anche ai negozi, ai bar ai ristoranti. Ai locali in generale e, aggiungo, anche ai tassì. Perché non è sempre colpa dei tassisti. Imparare ad essere clienti è un po’ uno stile di vita che fa stare meglio sia il cliente che l’esercente e i suoi dipendenti, ovvero i lavoratori. Ne traggono vantaggio tutti.

barnaba

 

Valeria Carola è comproprietaria con Fabrizio e Roberto di Barnaba, forse il locale di maggiore successo aperto nell’ultimo anno a Roma. Potrei definirlo Wine Bar ma alla fine, per struttura, attrezzature e proposte è un ristorante a tutti gli effetti. Barnaba è entrato nel cuore di un sacco di appassionati di vino e cucina che non vivono per farsi notare e amano spendere il giusto, quindi è un buon esempio per la mia riflessione sul ruolo del cliente.

Son buoni tutti a comportarsi bene in un ristorante stellato, e a dire il vero anche negli stellati ho assistito a comportamenti imbarazzanti da parte del pubblico. Ma la misura va presa su locali di prezzo medio, accessibili un po’ a tutti e dove il cliente non percepisca la minima soggezione del contesto esclusivo che mediamente non gli appartiene.

Mi ha colpito un post di Valeria Carola su Facebook. Una specie di codice del cliente che riporto fedelmente perché ne condivido in pieno la sostanza.

cristiana lauro

 

 

Valeria Carola da Facebook

“Consapevoli dei problemi, abbiamo costruito un posto che, a partire dalla struttura del menù a finire con il portaconto, fosse improntato alla massima libertà e “informalità”. Ovviamente questo non giustifica errori e non succederà mai che i ragazzi al grido “liberté’ e informalité’” vi porteranno le polpette di bollito al posto del prosciutto. Detto ciò, dopo un anno dall’apertura sono arrivata a una conclusione. Una sala, al netto della professionalità dei dipendenti, funziona davvero bene quando i clienti sono educati. Per esempio ...

 

1. Se prenotate per quattro persone e arrivate in sei, uno dei ragazzi perderà tempo a spostare il tavolo invece di portare l’acqua al tavolo 3 che la solleciterà alla ragazza che stava portando il pane al tavolo 5 e, a quel punto, dovrà andare a prendere l’acqua da portare al tavolo 3 insieme al pane per il tavolo 5, mentre il tavolo 12 aspetta i menù.

barnaba

2. Esiste differenza tra “fa schifo” e “non mi piace”. Se dite fa schifo uno dei ragazzi deve andare in cucina - che da noi è al piano di sotto - e assicurarsi che non abbiano messo lo zucchero nel bollitore della pasta. I cuochi dovranno assaggiare il piatto e ritarderanno a preparare il pollo fritto del tavolo 3.

 

3. O fate i clienti o i camerieri. Quindi se, comprensibilmente, pretendete che siano i ragazzi a portarvi i piatti dalla cucina -che è sempre al piano di sotto - dovete pretendere che siano sempre loro a spostare tavoli e sedie. Se e’ possibile non fatelo voi.

4. Se dopo un minuto che siete seduti vi sbracciate per ordinare passando davanti a tutti e poi succede che: “prendo le polpette, no anzi il club sandwich. Ah, tu prendi la pasta, allora anche io... però certo il club sandwich...” avete fatto perdere a un cameriere 15 minuti e fatto morire disidratati quelli del tavolo 3 che aspettavano l’acqua.

 

5. Se mettete ansia a un cameriere dicendogli che aspettate un piatto da più di mezz’ora, egli - pur consapevole che sono passati 8 minuti - andrà in cucina a implorare i cuochi di preparare in fretta la vostra comanda. E indovinate chi aspetterà più tempo? Il tavolo 3 che aveva il secondo piatto in uscita.

cristiana lauro

6. I bambini devono essere educati senza se e senza ma. Se il locale e’ pieno non ci possono correre dentro perché poi succede che fanno inciampare il cameriere e poi...cacchio, e’ caduta l’acqua del tavolo 3!

 

7. L’imperativo usatelo con i vostri cani per farvi riportare la palla, non con i ragazzi della mia sala che vi portano lo champagne al tavolo.

8. Se sporcate il bagno, uno dei ragazzi dovrà andare a pulirlo. E indovinate chi sta aspettando per ordinare il dolce? Il tavolo 3.

 

cristiana laurocristiana lauro

Insomma, cari clienti, siate educati per favore. Perché anche voi potreste essere il tavolo 3”.

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....