maurizio costanzo show

GIUSTI: MA CHE VAI DA COSTANZO? NON ERA FACILE, NEI GLORIOSI ANNI DELLA RAI TRE DI GUGLIELMI, ACCETTARE L’INVITO AL MAURIZIO COSTANZO SHOW.  NON SOLO LA SINISTRA PIÙ SNOB, MA ANCHE IL CINEMA PIÙ MILITANTE LO VEDEVA COME IL MALE TELEVISIVO ASSOLUTO. PESAVA LA STORIA DELLA P2, E PESAVA ANCHE CANALE 5. IO MI DIVERTIVO, MA SOPRATTUTTO MI SEMBRAVA GIUSTO, PROPRIO FACENDO BLOB, SPORCARMI CON LA TV, METTERCI LA FACCIA – COSTANZO HA LIBERATO IL TALK SHOW DALLA SACRALITÀ DELL’OSPITE DI RIGUARDO ISOLATO DAL MONDO. ERAVAMO TUTTI UGUALI SUL PALCO. VINCEVA CHI AGITAVA DI PIÙ LA PLATEA. ERA TUTTO MOLTO ISTINTIVO E DEMOCRATICO – VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

alberto sordi maurizio costanzo show

Ma che vai da Costanzo? Non era facile, nei gloriosi anni della Rai Tre di Guglielmi, accettare l’invito di Maurizio Costanzo. Malgrado ci andassero tutti, ma proprio tutti i campioni grandi e piccoli della tv, ricordo che venni criticato, ai tempi di Blob, nonché firma del Manifesto e dell’Espresso, per essere andato non una, ma più volte al Maurizio Costanzo Show. Come fossi stato uno Sgarbi o un Mughini o un Busi. No. Diciamo che non era cool andarci.

 

Diciamo che non solo la sinistra più snob, ma anche il cinema più militante lo vedeva come il male televisivo assoluto. Qualcosa che ti poteva sporcare nel profondo. E pensare che sia Valerio Mastandrea che Ricky Memphis sono nati su quel palco. E credo molti altri. Per tanti comici non ancora noti andarci sarebbe stato come essere arrivati.

 

silvio berlusconi maurizio costanzo show

Ma pesava la storia della P2, e pesava anche Canale 5. Io francamente mi divertivo, il giorno dopo al mercato sotto casa mi avevano visto tutti. Ma soprattutto mi sembrava giusto, proprio facendo Blob, sporcarmi con la tv, metterci la faccia. Non eravamo più nobili di quello che montavamo. La grande cattiva digestione televisiva.

 

Magari c’era un po’ di vanità. Costanzo era il primo a saperlo e ci giocava. Il giorno dopo ero montato a Blob in maniera giustamente cattiva. Il mio socio del tempo, Enrico Ghezzi, non aveva proprio la stessa idea. Non solo non c’è mai andato, ma la seria dell’Uno contro tutti di Carmelo Bene disse che andava e poi lasciò la poltrona vuota. Eh, sì, mi dicevo.

 

 

carmelo bene maurizio costanzo show 2

Da Costanzo non ci si doveva andare. Ma ti faceva sentire a tuo agio. Facendo Blob, allora, devo dire che non piaceva mettere il Costanzo Show. Magari funzionava, con le sparate di Sgarbi fuori di testa, ma non erano mai inquadrature pulite, perfette. Con Costanzo che stava un po’ dietro, un po’ davanti, Franco Bracardi lì dietro. Non era bello da vedere. Ma lo vedevano tutti. Fino a tardi. Altro che Bruno Vespa.

 

E veramente penso che non sarebbe male rivedere le prime puntate del Maurizio Costanzo Show, quelle a Rete 4, quelle itineranti in giro per i teatri negli anni’80. E poi quelle della grande stagione a cavallo tra gli anni ’80 e i ’90, che è la vera golden age della tv Rai&Mediaset, che unisce Funari a Ferrara, Freccero a Guglielmi, Blob a Donatella Raffai, Costanzo al Cinico Tv di Ciprì e Maresco. Una tv meravigliosa uccisa dall’arrivo in politica di Berlusconi.

 

moana pozzi maurizio costanzo show

Credo che negli anni che precedono la discesa in campo di Berlusconi, anche il Maurizio Costanzo Show abbia dato il meglio. Alternando ospiti celebri a apparizioni clamorose, Franchi e Ingrassia e Moravia, Sergio Corbucci e Demofilo Fidani in versione spiritista.

 

Se c’è una cosa di grande che realmente Costanzo ha fatto nella sua carriera è stata quella di liberare il talk show dalla sacralità dell’ospite di riguardo isolato dal mondo. Fosse un politico o una star dello spettacolo. Eravamo tutti uguali sul palco. Vinceva chi agitava di più la platea. Ma era tutto molto istintivo e democratico.

 

 

maurizio costanzo bracardi

Al punto che si poteva fare l’uno contro tutti (memorabile) con Carmelo Bene ma anche con Umberto Bossi, con Ciccio Ingrassia in platea che fa una domanda assurda, con Vittorio Feltri che viene rimproverato da me, pensa un po’, di mettere in prima pagina Ciampi con le dita nel naso. Alternando le sue star, scoprendone di nuove, da Valerio Mastrandrea a Ricky Memphis a Vittorio Sgarbi, mettendole insieme in maniera irriverente ma anche casuale, già negli anni ’80, Costanzo ridefiniva i confini dello spettacolo. Cambiandolo profondamente. Cosa che aveva già iniziato a fare ai tempi di “Bontà loro” e “Acquario” in Rai.

 

Non so cosa gli fosse rimasto della sua grande esperienza da sceneggiatore per cinema-tv-teatro-cabaret negli anni ’60. Anche se firma con Maccari e Scola un film famoso e molto celebrato come “Una giornata particolare” dello stesso Scola, o, sempre con Maccari, un buon giallo comico come “Al piacere di rivederla” di Marco Leto, anche se collabora con un maestro della scrittura rapida come Augusto Caminito, “A qualsiasi prezzo” di Elio P. Miraglia e “L’altra metà del cielo” di Franco Rossi con Celentano e Vitti, e una marea di film di Pupi Avati, da “Bordella” a “La casa delle finestre che ridono”, Costanzo non trova nel cinema la sua vera fortuna.

 

Ma molto gli serve per i suoi programmi in tv la grande esperienza che fa tra teatro cinema e cabaret con i comici del tempo. In fondo aveva lavorato con grandi comici negli anni della loro formazione.

 

carmelo bene maurizio costanzo uno contro tutti

Con Paolo Villaggio ai tempi prima del “Cab 37”, quando era in coppia con Carla Macelloni, che per anni fece l’acchiappa-ospiti al Costanzo Show, poi di Fracchia, in tv e in pubblicità. E aveva lavorato a lungo con Enrico Montesano, che incontra al Bagaglino con Castellacci e Pingitore, e ritrova al cinema con “I quattro del Pater Noster”, parodistico diretto da Ruggero Deodato con Villaggio-Lionello-Toffolo, e che dirige nel non eccelso film-saggio “Melodrammore” nel 1978.

 

dago a maurizio costanzo show carmelo bene contro tutti

Insomma, malgrado avesse scritto tante sceneggiature per il cinema e tanti programmi televisivi, credo che nel Costanzo Show si fosse portato dietro soprattutto un grande fiuto per i talenti comici e come metterli in scena. Oltre a un’attenzione per la narrazione del suo show, esattamente come farà Santoro su Rai Tre. Più un domatore intelligente che un vero e proprio presentatore con la domanda fatta. Come tutti gli autori dei comici, grandi o piccoli che siano, Costanzo si diverte infatti a buttarli dentro la scena, a farli esibire. Conosce perfettamente i tempi delle uscite e delle pause.

 

giovanni falcone ospite del maurizio costanzo show

E lo stesso fa con le tigri da tv, con Sgarbi urlante contro il povero Zeri, con i pazzi che si esibiscono sul modello della Corrida. Ripeto. Non era facile da inserire dentro Blob, perché era un programma molto istintivo, ma era un gran piacere da vedere per lo spettatore. Fino a ore tardissime. Come ora si fa con le serie infinite di Netflix e di Sky.  Solo che lì facevi scoperte clamorose, avevi personaggi inaspettati, nascevano star dal nulla.

 

maurizio costanzo show

Detto questo, vederlo oggi ancora dirci il suo “Consigli per gli acquisti” dentro al “Viva Rai Due” di Fiorello faceva un certo effetto. E davvero credo che non ci sia stato un solo giorno negli ultimi quarant’anni che Costanzo non fosse apparso anche per pochi secondi in tv. Non poteva che morire dentro la tv.    

carmelo bene maurizio costanzo show dago carmelo bene uno contro tutti maurizio costanzo show maurizio costanzo show

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…