vandelli hendrix

IL ’68 SESSO, DROGA E ROCK’N’ROLL DI MAURIZIO VANDELLI – IL CANTANTE E QUELLA VILLA DI MILANO TRASFORMATA IN 'COMUNE' DALL’EQUIPE 84: "VENNERO ALLEN GINSBERG, KEITH RICHARDS E JIMI HENDRIX CHE SI ERA INNAMORATO DI UNA RAGAZZA: SI FACEVA CANNE LUNGHE COSI’. LE FACEVAMO ROLLARE A LUI, NOI ERAVAMO ABITUATI AL LAMBRUSCO” - E POI RIVELA CHE EBBE UNA STORIELLA CON…

 

 

Antonio Castaldo per www.corriere.it

 

vandelli

Tornare nella casa dove si è stati giovani e famosi. Aprire quel portone dietro cui si nascondevano decine di ragazzine in adorante attesa. E in fondo a due sole rampe di scale, ritrovarsi col fiatone, a ripensare ai cinquant’anni passati e a quel 1968 in una villa liberty dalle statue in giardino, le vetrate colorate e i timpani fioriti sulle finestre: la prima comune rock’n’roll di Milano.

 

Qualche giorno fa, Maurizio Vandelli ha rimesso piede nella casa di via Bodoni, tra il Portello e viale Monte Ceneri, che ospitò rockstar e celebrità dell’underground mondiale. Ad aspettarlo sulla soglia, una emozionata Rossella Montagnani, figlia del senatore del Partito comunista Piero, partigiano e padre costituente, proprietario dell’appartamento all’epoca preso in affitto dall’Equipe 84. «Ti ricordi di me?», sussurra la signora, oggi titolare di una farmacia poco distante dall’abitazione di famiglia: «E secondo te dopo cinquant’anni come faccio?», risponde il re del beat all’italiana, che oggi ha 74 anni.

 

vandelli

Il tempo, naturalmente, è passato, ma ha lasciato lungo la strada ricordi brillanti come pietre preziose. È l’emozione, forse più della fatica, a tagliare il fiato. Tra il 1965 e il ‘70, Vandelli indossava giacche colorate e un casco di capelli ricci. Rossella Montagnani era invece iscritta alla facoltà di Farmacia, una ragazza compita e studiosa. Si incrociavano di sfuggita, quando lei usciva per andare a lezione mentre lui tornava a casa, reduce da una notte da rockstar. «Non si può dire che fossimo amici ma certo eravamo entrambi ragazzi. E l’Equipe 84 era una band eccezionale. Per noi averli come inquilini, al primo piano, era un onore».

foto di jimi hendrix di guido harari

 

La farmacista illustra la storia della sua spettacolare casa sfogliando l’album che alterna gli articoli del papà pubblicati da l’Unità e i poster dell’Equipe 84, in una divertente successione di paginate plumbee e sgargianti servizi fotografici. La dottoressa Montagnani conserva ad esempio un ampio reportage sulla villa di via Bodoni pubblicato nel 1966 dalla rivista Ciao amici, con foto di Uliano Lucas. E assieme ai vari Vandelli, Victor Sogliani, Alfio Cantarella e Franco Ceccarelli, componenti della band, compare un Francesco Guccini irriconoscibile senza barbone.

 

vandelliallen ginsberg by richard avedon

«Ma è solo uno dei tanti artisti e musicisti che ospitammo in quegli anni», aggiunge Vandelli. Che poi, indicando la porta, continua il racconto: «La tenevamo sempre aperta. E negli anni è entrato chiunque. Dicevano semplicemente: permesso. O meglio ancora: sorry. E si suonava, si parlava, si conosceva gente, ci divertivamo». Vandelli ricorda alcuni nomi, tra i tanti: «Georgie Fame, ad esempio, quello de “La ballata di Bonnie e Clyde”. Oppure un signore con la barba che si chiamava Allen Ginsberg, la fotomodella Donyale Luna, con cui ebbi una storia, o almeno ci provai. Qui c’è stato Jerry Malanga, fotografo e manager di Andy Warhol, e fu lui a farmi parlare al telefono con Lou Reed. E qui mi chiamò un giorno un avvocato: Maurizio sei seduto? Hanno arrestato Alfio. Gli hanno trovato dell’hashish».

VANDELLI BATTISTI

 

Vandelli non ricorda tutti i nomi. Ma la leggenda della villa liberty annovera tanti altri personaggi altisonanti, ospiti di un giorno, una settimana, un mese: Keith Richards, Anita Pallenberg, forse lo stesso Andy Warhol. Poi un giorno a via Bodoni arrivò Jimi Hendrix: «Ebbe una storia con una ragazza di nome Ines, che se non ricordo male, al tempo era fidanzata con Victor. Forse oggi ci si scandalizza, però era il ’68, era tutto più facile e sorridente. C’era un sacco di amicizia. Volava nell’aria».

 

allen ginsberg e peter orlovsky by richard avedon

La tournée dei Jimi Hendrix Experience, l’unica in Italia nella fulminante esistenza del genio della chitarra, era cominciata soltanto il giorno prima, 23 maggio 1968, con il primo concerto milanese al Piper del parco Sempione. Fatti raccontati con il gusto del dettaglio da «Hendrix ’68 – The Italian Experience» (Jaca Book), recente libro di Enzo Gentile e Roberto Crema. I due autori sono andati a scovare la famosa Ines, 50 anni dopo. Ricorda lei: «Ci siamo presentati, poi siamo finiti a casa, e lì è rimasto tutta la notte». Quindi una sola, lunga notte. Che nei ricordi di Maurizio Vandelli si estende abbracciando l’arco di 4 o 5 giornate.

 

vandelli.jpg

«Jimi si faceva delle canne lunghe così. Le facevamo rollare a lui, noi eravamo abituati al lambrusco». Vandelli ci concede un altro sorriso, ma con un velo di malinconia. Col tempo ci si abitua a tutto, e anche la libertà diventa un peso. «All’inizio degli anni Settanta cambiai domicilio, andai a vivere a Brera con la mia fidanzata. C’era stata piazza Fontana, l’atmosfera non era più così elettrica e felice. Cominciai a vivere quegli anni con maggiore profondità».

 

Da allora non è più tornato in via Bodoni, e non conserva neppure una foto di quegli anni gloriosi. Solo tanti ricordi. Da qualche giorno però si è procurato il numero di telefono di una ragazza timida, con gli occhiali e i libri sotto il braccio, che incontrava spesso la mattina quando rincasava, e lei usciva per andare all’università. Chissà che non la chiami, un giorno o l’altro.

 

jimi hendrixjimi hendrixkeith richards e anita pallenbergmick jagger e keith richardsJIMI HENDRIXkeith richards e mick jagger 2JIMI HENDRIXJIMI HENDRIX 3VANDELLI

Ultimi Dagoreport

giulia presutti

OCCHI FODERATI DI...PRESUTTI – DAL CASO DELLA DENUNCIA DI MOLESTIE SESSUALI NEI CONFRONTI DI NELLO TROCCHIA E SARA GIUDICE (ACCUSE POI ARCHIVIATE), ALLE DISCUTIBILI CENE AL "CEFALU’ BISTRO’" DI LAVITOLA, LA RESISTIBILE ASCESA (E REPENTINA DISCESA?) DI GIULIA PRESUTTI - LA 36ENNE GIORNALISTA RAI, DOPO AVER FATTO RIBELLARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE L'INTERO GRUPPO DI LAVORO DI “MI MANDA RAI TRE” -LA REDAZIONE DEL PROGRAMMA SI CHIEDE: PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME LEI, CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHE' PAOLO CORSINI INTIGNA NEL VOLERLA "LANCIARE" A DISPETTO DEI SANTI? - LA PIACENTE GIULIA E' FIGLIA DEL POTENTE PIERCARLO PRESUTTI, DA 17 ANNI CAPO DELLO SPORT DELL'ANSA, E UOMO DI RELAZIONI TRASVERSALI NELLA ROMANELLA EDITORIAL-POLITICA...

marco caputo giovanni alibrandi rai radio

DAGOREPORT – RADIO RAI, UN UFFICIO DI COLLOCAMENTO PER AMANTI, MOGLI, AMICI DI: DAL CASO CLAUDIA CONTE ALL’INFORNATA DI BELLE E PROCACI GIOVANI SU RADIO2, C’È GROSSO MALESSERE A VIA ASIAGO – IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL PROSSIMO ANNO, È PARTITO IL SOLITO VALZER DI ABBOCCAMENTI CON LA POLITICA (ALCUNI DIRETTORI GIA' S'ALLISCIANO VANNACCI) – LE POLTRONE CHE TRABALLANO: MARCO CAPUTO, DIRETTORE DI RADIO RAI, E GIOVANNI ALIBRANDI, GRAN CAPO DI RADIO2, NOMINATO IN QUOTA LEGA MA POI ALLONTANATOSI DAL CARROCCIO - EMA STOCKHOLMA E LA NUMEROSA SQUADRA DI "BADANTI" AL SUO SEGUITO - LA GRANDE INFORNATA DI "INFLUENCER" E BONAZZE VARIE A RADIO2...

meloni vannacci manlio messina cateno de luca berlusconi

DAGOREPORT - SE IL CAMPO LARGO CONTINUA TAFAZZIANAMENTE A DARSI BOTTIGLIATE SULL'INGUINE, ESCLUDENDO UN GIORNO L’”INAFFIDABILE” RENZI, IL GIORNO DOPO IL “CONTIANO” ONORATO, DOPODICHÉ TOCCA DELEGITTIMARE L’’’ESATTORE” RUFFINI E IL “POLIZIOTTO” GABRIELLI, MELONI DIMOSTRA ANCORA UNA VOLTA DI POSSEDERE INTELLIGENZA POLITICA. NEL PURO SOLCO DEL BERLUSCONISMO D’ANTAN: MA PERCHÉ ESCLUDERE QUANDO SI PUÒ AGGIUNGERE? - E VOILÀ, HA RECUPERATO IL FEDELISSIMO MANLIO MESSINA CHE A SUA VOLTA HA AGGANCIATO IL MOVIMENTO GUIDATO DA CATENO DE LUCA, "SUD CHIAMA NORD" - L’OBIETTIVO DI CATENO (E MESSINA) È QUELLO DI RAGGIUNGERE IL 3% ATTRAVERSO UNA CAMPAGNA DI ARRUOLAMENTO DI ALTRI SINDACI, CONTROCANTO DEL PROGETTO CIVICO ITALIA MESSO SU DA ONORATO, MA NON ESCLUDENDO DI PORTARE NELL’ARMATA BRANCA-MELONI GLI AMICI UDC DI CESA E DI MASTELLA - E COSÌ, PER RIEQUILIBRARE I VOTI PERDUTI DEI BOLLITI SALVINI E TAJANI, E SEMPRE AUSPICANDO CHE LUNGO LA STRADA IL FENOMENO VANNACCI SI SGONFI, “GIORGIA BERLUSCONI” HA COMINCIATO AD ALLARGARE IL PERIMETRO DEL CENTRODESTRA, PRONTA AD ACCOGLIERE IL DIAVOLO (SE NECESSARIO) PUR DI ARRIVARE AL PREMIO DI MAGGIORANZA DEL 42%… - VIDEO

federico ruffo giulia presutti giuseppe malara

DAGOREPORT - DOVE C'È PRESUTTI, C'È SCAZZO: DOPO AVER FATTO RIVOLTARE LA REDAZIONE DI "REPORT", ORA FA INCAZZARE I GIORNALISTI DI “MI MANDA RAI TRE”! - LA REDAZIONE DELLO STORICO PROGRAMMA DI FEDEERICO RUFFO, CHE FA IL BOTTO DI ASCOLTI, È IN RIVOLTA: L’IMPOSIZIONE DELL'EX INVIATA JUNIOR DI "REPORT" ALLA CONDUZIONE DALL’ANTEPRIMA DEL SABATO MATTINA, VIENE VISTA COME UNO SCHIAFFONE – SI MORMORA DI UNO SCONTRO EPICO CON IL VICEDIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI, GIUSEPPE MALARA, CHE ALL’APICE DELLA DISCUSSIONE AVREBBE DETTO ALLA REDAZIONE: “O FATE COSÌ, OPPURE RESTATE AL MATTINO!” - QUEL CHE SI CHIEDE LA REDAZIONE DI "MI MANDA RAITRE" E': PERCHÉ UNA GIORNALISTA COME GIULIA PRESUTTI CHE NON HA MAI CONDOTTO UNA TRASMISSIONE, DEVE PER FORZA CONDURRE? PERCHÉ NON LIMITARSI A COLLOCARLA COME INVIATA? PERCHÉ DARLE AD OGNI COSTO UN PROGRAMMA (O UN SUO FRAMMENTO) ANCHE A COSTO DI UN TERREMOTO? AH (NON) SAPERLO…

valditara verdi

DAGOREPORT - BELLA IDEA QUELLA LANCIATA DAL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE, GIUSEPPE VALDITARA, DI INTRODURRE L’INSEGNAMENTO DEL MELODRAMMA A SCUOLA – UN’OTTIMA IDEA CHE RISCHIA PERÒ DI DAR VITA A UN DRAMMONE SCOLASTICO: CHI LO INSEGNA? CHI SONO I DOCENTI IN CATTEDRA CHE SANNO SPIEGARE COME DA PONTE E METASTASIO SCRISSERO I LIBRETTI PER MOZART E SALIERI? E I SIGNIFICATI DEL “TROVATORE”? E COME SPIEGHERANNO PUCCINI, CON QUELLE DONNE PERENNEMENTE TORTURATE IN SCENA? - CHIAMIAMO DOCENTI DAI CONSERVATORI, CHE SANNO SUONARE IL FLAUTO TRAVERSO MA NON CONOSCONO IL RAPPORTO TRA ILLICA, GIACOSA E PUCCINI?

cateno de luca maurizio lupi

DAGOREPORT – CATENO DE LUCA SI ALLARGA E NON BALLA CON…LUPI – “SUD CHIAMA NORD” DI DE LUCA CHIUDE L’ACCORDO CON “SINDACI D’ITALIA” PER UNA LISTA UNICA ALLE POLITICHE A SOSTEGNO DI GIORGIA MELONI: INTESA SIGLATA OGGI A ROMA - SI PUNTA A SFONDARE AL NORD, ARRUOLANDO ANCHE ESPONENTI DI SINISTRA DELUSI - CON QUESTA NUOVA OPERAZIONE, CATENO DE LUCA DICE DEFINITIVAMENTE ADDIO A OGNI IPOTESI DI UNA FUSIONE CON “NOI MODERATI” DI MAURIZIO LUPI (CHE DA QUANDO GIORGIA MELONI HA STRETTO IL PATTO CON IL SINDACO DI TAORMINA, HA IL TERRORE DEL SORPASSO AL CENTRO)