monica guerritore zaccaria dago

"GIRAI 'MUTANDE PAZZE' DI ROBERTO D’AGOSTINO, FU CRITICATO. MA ERA UN FILM MOLTO AVANTI, UNA SATIRA SULLO SPETTACOLO. ROBERTO LA ANTICIPÒ" - MONICA GUERRITORE IN LODE DEL FILM USCITO NEL 1992 - LA BORDATA DELL'ATTRICE CONTRO CHI ABUSA DEI "RITOCCHINI": "LE DONNE CHE SONO AFFASCINANTI QUANDO CURANO IL CORPO E NON LO STRAVOLGONO" - L'AMORE CON L'EX PRESIDENTE DELLA RAI, ROBERTO ZACCARIA, NATO PER EVITARE DI SALUTARE GASPARRI: "IO E ROBERTO ERAVAMO IN SICILIA E, PER NON INCROCIARE GASPARRI ALL’ENTRATA DELL'ALBERGO, PRESI LA MANO DI ROBERTO E..." - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Silvia Fumarola per “La Repubblica”

 

Monica Guerritore - mutande pazze

Monica Guerritore ha ricevuto il premio Icona ai Nastri d’argento grazie a Inganno, la serie Netflix diretta da Pappi Corsicato, vendicando le over 60 che si sentono giudicate perché amano un uomo più giovane o decidono della propria vita. [...]

 

Cosa significa oggi per lei essere una donna libera?

«Sentirmi forte. Ho attraversato tutte le tappe dell’insicurezza. Col tempo ogni cosa si sedimenta e le spalle diventano larghe, disegni un percorso con la tua visione. Questa autonomia cozza contro una cultura che dice: “Ne sappiamo più di te e ti diciamo come si fa”. Basta».

 

Si paga un prezzo per la libertà?

«Sempre. Sei ingombrante. Un uomo diventa un uomo di carattere; una donna, una rompicoglioni».

 

L’età è ancora un tabù?

Monica Guerritore - Mutande pazze

 

«No. Vorrei dire alle donne che sono affascinanti quando curano il corpo e non lo stravolgono. Bisogna raggiungere la tranquillità del porsi, non essere spaventate dal “come sto?”. Se ti preoccupi solo di quello e lo sguardo è rivolto all’interno, non comunichi niente: è più potente aprirsi».

 

Si è mai pentita di qualcosa?

«No, perché le cose di cui posso pentirmi ora erano giuste al momento; il teatro mi ha protetto da decisioni sbagliate. Girai Mutande pazze di Roberto D’Agostino, fu criticato. Ma era un film molto avanti, una satira sullo spettacolo. Roberto la anticipò».

 

Il momento più difficile?

Monica Guerritore - Mutande pazze

«Quando mi sono separata da Gabriele Lavia sono rimasta da sola con due bimbe. Senza il compagno di una vita, il regista, il creatore degli spettacoli, l’artefice di tutto. Mi sono trovata per due anni, come diceva Platone, “ad attraversare la valle della dimenticanza e bere l’acqua della noncuranza”.

 

Ti devi allontanare da ciò che eri prima. Ho capito che dovevo tornare a lavorare, l’ho fatto con Giancarlo Sepe e il teatro danza, poi c’è stata Giovanna d’Arco. Ci ho messo tre anni per preparare il film che dirigo e interpreto, Anna, su Magnani. Tutti a dirmi: “Brava, fallo”. Ma metterlo in piedi, enorme fatica».

 

Quasi vent’anni fa ha avuto un tumore al seno. Che ripercussioni ha avuto sulla sua vita?

«Ho avuto paura. Rifletti su tante cose. Dopo scopri dentro di te una forza che non credevi di avere. La diagnosi precoce salva le donne, lo dice la ricerca scientifica. La morte è ovunque, ma io credo negli scienziati: trovi e togli. Faccio i controlli, è passato. Mi seguì il professor Umberto Veronesi, che era stato assistente di mio nonno, Francesco Pentimalli, il padre di mia madre, che è stato direttore del Regina Elena».

 

[...] Com’era il legame con sua madre?

monica guerritore roberto zaccaria

«Seguiamo storie matrilineari. Mia madre è rimasta sola con due figli, una delle prime divorziate a Roma, non lo ha mai fatto pesare. Era una bella donna, la sera usciva e non recriminava. Ha dato la svolta alla mia vita quando mi ha mandato dalla mattina alla sera in collegio.

 

Marinavo la scuola e vendevo catenine a Piazza di Spagna. Un giorno mi vide una sua amica. All’una e mezza torno a casa, facevo la prima media: “Come è andata?”. “Bene”. Lei senza battere ciglio: “Vai in camera che c’è la valigia da fare, stasera prendi il vagone letto”. Mi sono salvata, ho imparato le lingue, non ho vissuto quella adolescenza difficile nella Roma degli anni Settanta».

 

Si definirebbe una seduttrice?

«No. Sedurre significa portare a sé, una sorta di grazia innata, alla base del mestiere di attrice di teatro: non parli, e la gente è rivolta verso di te».

 

Gli uomini le cadevano ai piedi.

(Ride) «Sono sempre stata lasciata, anche da ragazzina. Ho pianto tanto, come tutte le donne. A volte ho sbagliato. Sono fumantina ma so costruire relazioni importanti».

 

Eva Grimaldi Monica Guerritore - Mutande pazze

Scrisse una lettera per lavorare con Gabriele Lavia, nacque un grande amore. Con il professor Roberto Zaccaria, ex presidente della Rai, che ha sposato nel 2010 (legati dal 2001), invece com’è andata?

«È un uomo a cui piacciono le donne, nel mucchio c’ero anche io. Lo conobbi e ci litigai subito. Dopo un premio tornavamo in auto da Bologna a Roma, io seduta davanti, lui dietro, e lo aggredii per tutto il viaggio, perché trasmettevano Scene da un matrimonio su Rai 2, tardi. “Come vi permettete di pensare che il pubblico non lo possa apprezzare?”. Era presidente della Rai, ma non c’entrava. Rimase colpito dalla personalità».

 

Dago Busi Guerritore - mutande pazze

La corteggiava?

«Ci siamo frequentati per un certo tempo con altri amici. Poi venne in Sicilia per uno spettacolo, interpretavo Penelope. Tornando in albergo a Ortigia vedo un lampeggiante, un’auto con la scorta: era di Maurizio Gasparri, all’epoca ministro delle Comunicazioni.

 

Per non incrociarlo all’entrata prendo la mano di Roberto e lo trascino verso il porto. Lui, pensando a un risvolto romantico, me la stringe forte. A quel punto non mi sembrava carino dirgli: “Guarda che c’era Gasparri”». [...]

paolo zangrillo maurizio gasparri (2)

monica guerritore in inganno 5monica guerritoremonica guerritore roberto zaccaria (3)monica guerritoreGUERRITOREmonica guerritore e roberto zaccariamonica guerritore roberto zaccariaEva Grimaldi Monica Guerritore - Mutande pazze

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?