mughini rita pavone

MUGHINI E I SUOI ANNI SESSANTA AL RITMO DI RITA PAVONE – STASERA GIAMPIERO A CERVIA DIALOGA CON LA CANTANTE, PER FAR RIVIVERE UN’EPOCA IN CUI LA MUSICA E I FUMETTI ERANO IL FUTURO – “RITA PAVONE NON È CHE CANTASSE BENSÌ MITRAGLIAVA IL SUO EVENTUALE ASCOLTATORE CON LA SUA VOCE LIMPIDISSIMA, CON LE SUE MOVENZE SINCOPATE A PERFEZIONE. UN PRODIGIO” – E POI “LINUS”, LA MAESTOSA COPERTINA DEL 33 GIRI NUDA DEI GARYBALDI E QUELLA VERTIGINOSA TAVOLA DI CREPAX…

 

Estratto dell'articolo di Giampiero Mughini per “il Giornale”

 

(...)

 

GIAMPIERO MUGHINI

Quel fatale pomeriggio mi trovavo invece in casa di una mia amica con la quale stavamo preparando un esame della Facoltà di Legge cui io mi ero improvvidamente iscritto e finché - dopo quattro anni non mandai al diavolo quegli studi e mi iscrissi alla Facoltà di Lingue e letterature moderne dove mi sarei laureato nel giugno 1970. In casa della mia amica la televisione invece c’era ed era accesa quel pomeriggio, mentre noi due ci stavamo riposando un attimo dal farfugliare di articoli del codice di cui altissimamente me ne strafottevo.

 

D’un tratto su quello schermo apparve un qualcosa di “mostruoso”, termine che nella sua dizione proveniente dal latino, indica qualcosa di prodigioso, di eccezionale, di fuori dal comune. Di impareggiabile. Era una ragazzetta credo diciassettenne che io non avevo mai visto e di cui non sapevo nulla.

rita pavone

 

Rita Pavone il suo nome, lei non è che cantasse e bensì mitragliava il suo eventuale ascoltatore con la forza della sua voce limpidissima, con le sue movenze sincopate a perfezione, con la sapienza di una comunicazione che in lei era già perfetta, nemmanco fosse un’artista trentenne. Un prodigio, l’ho detto.

 

gianni morandi rita pavone

Dopo la volta che lei volle editarmi un libro su Italo Svevo e il “caso Trieste” di cui nessun editore fino a quel momento ne aveva voluto sapere, sono ancora una volta grato alla vulcanica Elisabetta Sgarbi. Grato di avere lei apprestato questo mio incontro con la Pavone stasera a Cervia, nel quadro delle manifestazioni della Milanesiana, la manifestazione onnivalente di cui lei è da tempo la sovrana indiscussa. Non vedo l’ora di trovarmela di fronte la Pavone, questo prodigio che ha toccato i 77 anni e che li festeggerà riavviandosi in tour lungo lo stivale a balzare addosso al suo pubblico, quel pubblico che nel tempo le ha comprato la bellezza di 50 milioni di dischi.

RITA PAVONE E PAUL ANKA - ED SULLIVAN SHOW

 

Beninteso quegli anni Sessanta e attigui Settanta sono stati per la mia generazione anni di scoperte continue, di illuminazioni una dopo l’altra. Dopo che al liceo mi avevano torturato allo spasimo col farmi imparare a memoria i verbi irregolari greci, dopo che mai una volta da un qualche mio professore avevo sentito pronunciare i termini “comunismo” e “fascismo” che innervano la storia del Novecento di cui io volevo essere figlio, arrivavano invece dalla società reale dei Sessanta le sollecitazioni di cui valeva la pena nutrirsi, i libri che valeva la pena leggere, i dischi che valeva la pena ascoltare, i fumetti di cui sfogliavamo i racconti con mani tremanti dall’emozione.

 

giampiero mughini

Per restare in tema di cantanti donne mi ricordo come fosse accaduto ieri la prima volta che ascoltai e rimirai una smagliante Patty Pravo diciottenne nella sala romana del Piper dove mi ci aveva portato un amico siciliano che però abitava a Roma, che potesse esistere una sensualità al contempo talmente elegante e aggressiva fino a quel momento non lo avevo potuto credere. No, assolutamente no.

 

Nato a Catania, da cui sono andato via nel gennaio 1970, ricordo la volta nel 1965 che mi precipitai all’edicola vicino casa mia (dove libri e riviste arrivavano quindici giorni dopo che a Milano e a Roma) a comprare il primo numero di Linus, la rivista di fumetti fondata dal geniale Giovanni Gandini e di cui avevano discusso e progettato a lungo in casa di Guido Crepax dove spesso sedeva a cena Umberto Eco.

 

i collettoni di rita pavone

Ci sono stato molto tempo dopo a casa Crepax, dove mi ha accolto sua moglie Luisa (che purtroppo non c’è più e che ricordo con affetto) e dove lei mi ha mostrato la camera dove Guido stava a disegnare per buona parte della giornata, tanto che ne usciva per un attimo nel primo pomeriggio, vedeva la moglie e le diceva: «Ma dove sei stata tutto il giorno? Non ti ho visto». Superfluo dire che la sua Valentina, il personaggio di una fotografa milanese cui era un tutt’uno vivere e offrire la sua femminilità, è divenuto da subito l’idealtipo femminile della mia generazione, una creatura fantasmatica cui ho dedicato molto e della mia vita reale e della mia vita immaginaria. Da allora collezionare le tavole originali di Crepax è stato un romanzo a sé nel più generale romanzo della mia vita da collezionista delle arti nate nel Novecento.

 

i collettoni di rita pavone.

Sono riuscito ad acciuffare la tavola originale della maestosa copertina del 33 giri Nuda dei Garybaldi che passa per essere la più suggestiva copertina di un moderno disco italiano. Alcuni mesi fa ho invece dovuto cedere il passo, quanto all’acquisto di una vertiginosa tavola di Crepax, perché avevo di fronte un piccolo industriale del nord la cui capacità di spesa sarà stata dieci o venti volte la mia, di uno che guadagna il suo pane scribacchiando ora di questo ora di quello. E purche si tratti di cose accadute cinquant’anni fa o più. Mica pretenderete che io mi metta al computer a narrarvi di Elly Schlein o del ministro Daniela Santanchè, per dire di due persone cui auguro ogni bene?

garybaldi 768x445crepax garybaldi 9giampiero mughini casa museo muggenheimrita pavone il giornalino di gian burrasca rita pavonegarybaldi - crepaxgarybaldi - crepaxRITA PAVONE 19rita pavone datemi un martellorita pavone GIAMPIERO MUGHINI

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…