dylan baricco franzen

ROSICATE DA NOBEL - NON SOLO BARICCO E WELSH, IL PREMIO A DYLAN MANDA IN TILT ANCHE MURAKAMI: “NON DISPIACERTI PER TE STESSO. SOLO GLI STRONZI LO FANNO” - JONATHAN FRANZEN IRONICO: “È UN' AMARA DELUSIONE PER CHI SPERAVA VINCESSE IL CANTANTE MORRISSEY” - LA BATTUTA DI FIORELLO: “I PREMI NON SI DISCUTONO, SI ROSICANO”

BOB DYLAN 1BOB DYLAN 1

1. LO STUPORE E IL SARCASMO DEGLI SCRITTORI

Alessia Rastelli per il Corriere della Sera

 

Il premio Nobel per la Letteratura viene assegnato, secondo quanto lasciò scritto nel suo testamento l' ideatore Alfred Nobel (1833-1896), a chi «nel campo della letteratura mondiale si sia maggiormente distinto per le sue opere in una direzione ideale». È lecito, dunque, conferirlo a un cantautore?

 

Diversi sono gli scrittori rimasti spiazzati ieri, in varie parti del mondo, all' annuncio che il prestigioso riconoscimento era stato dato a Bob Dylan, fino a esternazioni di irrisione, polemica, rabbia. Dietro, non solo la delusione di presunti candidati, ma anche un' antica domanda: che cos' è letteratura? Solo narrativa, poesia (e, al massimo, testi teatrali), oppure la categoria può allargarsi?

 

Il confine non si espande per Irvine Welsh, lo scrittore scozzese di Trainspotting , che, con linguaggio colorito, prende posizione su Twitter: «Sono un fan di Bob Dylan ma questo è un premio a base di nostalgia mal concepita», attribuito da «hippy rimbambiti che parlano a vanvera».

 

MURAKAMIMURAKAMI

Consegna ai social il suo disappunto anche uno dei favoriti della vigilia, il giapponese Haruki Murakami: «Non dispiacerti per te stesso. Solo gli stronzi lo fanno» scrive, citando dal suo romanzo Norwegian Wood . Mentre è ironico Jonathan Franzen, parlando al «Guardian»: «È un' amara delusione per chi sperava vincesse il cantante Morrissey».

 

Dall' Italia interviene Alessandro Baricco: «Dylan è un grandissimo - premette - ma, per quanto mi sforzi, non riesco a capire che c' entri con la letteratura». Secondo l' autore, da poco uscito con Il nuovo Barnum - pubblicato da Feltrinelli, editore italiano di Dylan -, non regge neppure il paragone con un altro Nobel meno tradizionale e scontato come quello assegnato, nel 1997, a Dario Fo, scomparso proprio ieri e finora ultimo italiano a ricevere il premio.

 

«La situazione è diversa perché - spiega Baricco - per quanto riguarda la scrittura del teatro, non ho bisogno di sforzarmi tanto per capire che c' entra con la letteratura». Ma premiare Bob Dylan, prosegue, «è come se dessero un Grammy a Javier Marías perché c' è una bella musicalità nella sua narrativa». Se seguiamo questo ragionamento, conclude, «allora anche gli architetti potrebbero essere considerati poeti».

BARICCOBARICCO

 

Torna sul Grammy (tra i premi più importanti nella musica) la scrittrice statunitense Jodi Picoult: «Sono felice per Bob Dylan - dice su Twitter - ma questo vuol dire che io potrei vincere un Grammy?». Critiche anche dalla Francia. «Il Nobel a Dylan è sconfortante - attacca Pierre Assouline, membro dal 2012 del cenacolo letterario dell' Académie Goncourt, che assegna l' omonimo premio -. Trovo l' Accademia svedese ridicola, ha deriso gli scrittori».

 

Qualcuno però non la pensa così, e crede che la letteratura possa essere anche altro. Salman Rushdie racconta che ha passato la giornata di ieri riascoltando Mr. Tambourine Man. «Dylan è il brillante erede della tradizione dei grandi bardi.

 

Ottima scelta - commenta -, le frontiere della letteratura si allargano». Anche Philip Pullman si augura che d' ora in poi il Nobel guarderà a un insieme più ampio di scritture. E il linguista Tullio De Mauro dice che «è giusto allargare i confini del Nobel dalla letteratura accademica, patinata, nobile, a quella non meno nobile ma di grande circolazione e popolarità».

 

Soddisfatti anche diversi autori che con Dylan condividono l' essere americani. E che allargano il focus dalla teoria letteraria all' attualità. Tra loro Stephen King, che parla di «una grande scelta in una stagione di fango e tristezza», e Joyce Carol Oates, che ne approfitta per attaccare Donald Trump. «Bob Dylan è una benvenuta pausa/interregno che interrompe una cascata di buffonate di T...p» dichiara la scrittrice, anche lei via Twit ter.

 

 

2. «È UN' AMARA DELUSIONE

Paolo Mastrolilli per “La Stampa”

 

IRVINE WELSH COVERIRVINE WELSH COVER

«È un' amara delusione, per quelli fra noi che quest' anno avevano sperato nella vittoria di Morrissey. Però questa scelta ci dà speranza per il prossimo anno». Jonathan Franzen sceglie la strada dell' umorismo, quando gli chiedo di commentare il premio Nobel per la letteratura, assegnato ieri dall' Accademia svedese a Bob Dylan perché ha «creato nuove espressioni poetiche nell' ambito della grande tradizione della canzone americana».

 

L' amarezza però è evidente, e lui rappresenta solo la punta dell' iceberg della delusione nel mondo degli scrittori Usa. La scelta di Dylan ha spaccato gli intellettuali degli Stati Uniti, e provocato una tempesta sui social media, ma probabilmente lo scontento ha la maggioranza.

 

L' America si aspettava il Nobel per la letteratura, che non vinceva dal 1993 con Toni Morrison, ma non questo. La scelta di Dylan da una parte è stata accolta come una decisione creativa e originale, ma dall' altra è stata messa in discussione l' opportunità di premiare un musicista.

 

In cima alla lista degli autori americani che ambivano al premio Nobel c' erano soprattutto Don DeLillo e Philip Roth, che sono rimasti ancora una volta delusi. Dylan è celebrato come un grande artista, e l' archivio dei suoi scritti e quaderni dove appuntava i versi delle canzoni è stato appena raccolto in un istituto dell' Oklahoma.

 

IRVINE WELSHIRVINE WELSH

Il New Yorker, celebre rivista letteraria, si è schierato a favore della scelta dell' Accademia svedese, ripubblicando articoli in cui aveva già sostenuto l' alto livello della poesia di Dylan, anche attraverso la penna del suo direttore David Remnick.

 

L' Atlantic invece ha pubblicato pareri opposti, dando spazio anche a chi sostiene che per quanto bravo, il «menestrello del Minnesota» non poteva rientrare nella categoria dei premiati.

 

Per provare a risolvere la disputa chiamo il principe dei critici letterari americani, Harold Bloom, l' autore del celebre Canone occidentale.

 

Dalla sua casa alla Yale University, però, lui declina la richiesta con l' abituale gentilezza: «Non ho commenti da fare». Allora provo ad insistere: non ha commenti perché non vuole dire cose negative su Dylan o sull' Accademia? «Non ho commenti perché non saprei cosa dire».

 

JONATHAN FRANZEN JONATHAN FRANZEN

Un altro scrittore molto famoso, tra i più letti e celebrati anche all' estero, scoppia a ridere quando lo informo della decisione: «Ma davvero? Bob Dylan? Oddìo, questo sì che è uno shock». Chiede di non pubblicare il suo nome, ma fra le risate aggiunge off the record: «Questo significa che pure il premio Nobel è andato in vacca. Insieme a tante altre istituzioni della nostra epoca».

 

Anche Jay McInerney all' inizio ride, quando risponde al telefono: «È stata una sorpresa, sto ancora assorbendo la notizia. Però non è necessariamente una brutta sorpresa». Gli chiedo di elaborare il commento: «Beh, onestamente non mi aspettavo che il prossimo scrittore americano a vincere il Nobel fosse Bob Dylan. Però non si può essere scontenti di una decisione così. Ehi, è Bob Dylan, una delle grandi espressioni della nostra cultura».

BARICCO WELSH DYLANBARICCO WELSH DYLAN

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...