eva grimaldi roberto d'agostino

“DAGO? LA VERA MUTANDA PAZZA E’ LUI!” -  EVA GRIMALDI SI RACCONTA: "NON RINNEGO NESSUN FILM, USAVO L’ACCENTO VENETO PER “SDRAMMATIZZARE” LA FIGURA CHE DOVEVO RICOPRIRE OGNI VOLTA, LA MIGNOTTA - ‘MUTANDE PAZZE”? NON LO VOLEVO FARE. ALLA FINE È ANDATA. MA HO ANCORA DEI GROSSI DUBBI" – IL RIMPIANTO DELLA DIZIONE, DAMIANI CHE MI STRITOLO’ LO STOMACO, LA MATURITA’ DI GARKO: CI STAVAMO LASCIANDO, VENNE IN CAMERINO E MI DISSE…

eva grimaldi roberto d'agostino

 

Francesco Foschini per www.taxidrivers.it

 

Sulla pubblica scena da oltre trent’anni, Eva Grimaldi ha dovuto lottare tenacemente per scrollarsi di dosso l’etichetta di “panterona sexy” affibbiatale a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta.

 

Da Drive In al Bagaglino passando per i film di Mario Monicelli e Jean-Marie Poiré, Eva è ancora capace di affrontare le scommesse, come la sua prossima fatica, Amici amori amanti ovvero La verità (in cartellone dal 18 al 30 dicembre al Teatro Golden di Roma) avvertendo ancora le farfalle allo stomaco, le stesse di Dino Risi (sul set di Tolgo il disturbo) che alla veneranda età di 73 anni le disse: «Io le sento ancora. Quando non proverai più questa sensazione, cambia lavoro».

 

Partiamo, appunto, col tuo imminente debutto sul palcoscenico…

eva grimaldi mutande pazze

Fa parte di un trittico di Florian Zeller (gli altri due titoli sono Il padre e La giostra, nda) e sto avendo grande difficoltà. Con Enrico Maria Lamanna, il regista, lavoriamo minuziosamente. Studio il copione, così come la dizione, cerco di essere proprietaria del mio timbro vocale per farlo venir fuori al meglio. Mi esercito dalla mattina alla sera. Non vedevo l’ora di fare tutto ciò per migliorare la voce.

 

Lo spettacolo vede solo quattro personaggi in scena.

Sono due coppie sposate che si incrociano per vari motivi, creando dinamiche in cui molti spettatori possono rivedersi in prima persona. Interpreto una psicologa passionale, piena di gelosia, anche un po’ all’antica: se ci penso mi viene il nervoso (ride, nda).

eva grimaldi mutande pazze

 

Nel cast affianchi Pino Quartullo, Daniela Poggi e Attilio Fontana. Con quest’ultimo hai recitato in diverse fiction, tra cui Il bello delle donne, dove ricoprivi un altro personaggio passionale, quello di Elfride, rimasto particolarmente caro a molti fan della serie.

Che bello! Io e Giuliana De Sio abbiamo spopolato! (ride, nda). Elfride mi apparteneva molto, innamoratissima di Bobo, cioè Gabriel Garko. Era il periodo in cui ci stavamo lasciando, la sofferenza era reale. E gli autori, sadicissimi, hanno trascritto questo tormento anche sul copione di un personaggio straziante. È stato difficile portare la realtà in scena.

eva grimaldi 6

 

Ero molto discreta sulla mia vita privata, anche se veniva sbattuta sulle copertine delle riviste. Ricordo che Gabriel fu molto più maturo di me, venne in camerino e mi disse: «Eva, vogliamo lavorare o fare ancora i ragazzini?». Ha dato una scossa che mi è piaciuta.

 

Quindi uno dei fattori di gradimento verso Elfride è dovuto all’unione tra finzione e realtà?

eva grimaldi

Penso di sì, il pubblico ricorda tutto. Poi, Elfride a parte, era un progetto delizioso, dialoghi pazzeschi, la regia elegante di Maurizio Ponzi e un cast eccezionale con Virna LisiStefania Sandrelli… Il bello delle donne ha cambiato la fiction italiana. Ultimamente, invece, le emozioni dei personaggi vengono approfondite poco.

 

A proposito, l’anno scorso hanno realizzato lo spin-off Il bello delle donne… alcuni anni dopo.

Be’, per fortuna che certi personaggi dell’originale li hanno fatti morire.

 

eva grimaldi vladimir luxuria imma battaglia

La tua filmografia è molto curiosa, perché divisa su due fronti speculari. Da un lato ci sono Fellini, Chabrol, Kinski, Tacchella. Dall’altro Gaburro, Carnimeo, Massaccesi, Castellano & Pipolo.

È un disordine sotto controllo, anch’io dovevo pagare le bollette… e non rinnego nulla! Alcuni film li mandano ancora in onda, vedi Abbronzatissimi 1 e 2, la gente si ricorda pure le battute. I miei personaggi erano molto dolci e ci mettevo sempre del mio, come l’accento veneto per “sdrammatizzare” la figura che dovevo ricoprire ogni volta, la mignotta (ride, nda). Forse l’unico mio rimpianto è quello di non aver potuto studiare dizione prima. Negli anni Ottanta era più importante apparire che essere. E ne ho pagato le conseguenze.

eva grimaldi

 

eva grimaldi e imma battaglia

Ma sei stata capace di “mutare” lungo gli anni. Ora sei…

Una donna Alfa, con tutte le sue fragilità certo, ma oggi mi sento così. Mi rimbocco sempre le maniche.

Tornando al cinema, hai affiancato anche grandi attori come Vittorio Gassman ed Elliott Gould in Tolgo il disturbo di Dino Risi.

Con Gassman ho condiviso pochissimi giorni di set, ma ricordo l’umiltà che aveva nei confronti di tutti. Lo osservavo, ero insicura e lui mi diceva: «Non correre, prenditi del tempo».

 

Nel 1992 lavori in tre film a loro modo interessanti: L’angelo con la pistola di Damiano Damiani, Cattive ragazze di Marina Ripa di Meana e Mutande pazze di Roberto D’Agostino.

imma battaglia ilenia pastorelli eva grimaldi (2)

Tre cose completamente diverse (ride, nda). Damiani era un grande, molto sadico sul set, ma mi ha diretto in maniera magistrale. Stavamo girando una scena esterna, in mezzo alla strada, con tutta la gente che osservava. Dà lo stop perché non riuscivo a piangere, appoggia le sue mani sul mio stomaco e inizia a stritolarmelo urlandomi: «Ma non c’hai più niente quaaa?! Sei vuotaaa?!». Una vergogna allucinante, ho iniziato a lacrimare col singhiozzo, la scena però è andata benissimo. Damiani aveva la capacità di plasmare la recitazione di un attore. 

eva grimaldi gabriel garko

 

Cattive ragazze non è un film riuscito bene, distribuito male. Prima e unica regia di donna Marina: aveva tanta forza di volontà, niente la fermava. Si fece legare alla camera-car e obbligò pure un operatore a prestare i suoi boxer a Brando Giorgi per girare una scena (ride, nda). Mutande pazze, invece, è sempre attuale. Se fosse uscito in questo periodo, avrebbe avuto il suo successo. D’Agostino è un genio, la vera “mutanda pazza” è lui (ride, nda). Eravamo due ragazzini che giocavano.

 

eva grimaldi gabriel garko

Una bella esperienza.

In realtà non volevo farlo. Poi ho letto il copione e saputo che c’era Monica Guerritore nel cast. Alla fine è andata. Ma ho ancora dei grossi dubbi, perché sono film forti che ti etichettano e fare Mutande pazze era rimarcare il ruolo della bona.

 

A quale dei tuoi film sei più legata?

Sono come figli… l’ultimo è sempre il migliore. In Respiri (2018, di Alfredo Fiorillo, nda) ho un ruolo che ho amato molto, quello di donna glaciale, mio perfetto opposto. Affianco Alessio Boni e sono la sua controparte. Un’esperienza gratificante che simboleggia un mio piccolo passo di ritorno al cinema. Ecco perché ho recitato in certi film, per costruirmi una carriera. Ricominciare a cinquant’anni anni come attrice è molto difficile: non sei né troppo anziana né troppo giovane, ma in mezzo.

Come il personaggio di Goldie Hawn ne Il club delle prime mogli

Hai azzeccato il film perfetto!

eva grimaldi (2)eva grimaldi gabriel garkogiovanni ciacci con eva grimaldi (2)bacio imma battaglia eva grimaldipredolin eva grimaldi bacio imma battaglia eva grimaldiimma battaglia antonio ciacci eva grimaldi (2)predolin eva grimaldiimma battaglia bacia teneramente eva grimaldi (3)eva grimaldi imma battaglia 2eva grimaldi eva grimaldi all isola dei famosieva grimaldi eva grimaldi perde 7 chili all isolaeva grimaldi eva grimaldi imma battagliaeva grimaldi imma battaglia

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...

giampaolo rossi giorgia meloni gianmarco chiocci paolo petrecca

DAGOREPORT – RUMORS: DOMANI GIAMPAOLO ROSSI POTREBBE INCONTRARE GIORGIA MELONI PER FARE IL PUNTO SULLA DISASTRATA SITUAZIONE IN RAI - TRA UN PETRECCA-PATACCA E LE LITI PESCIVENDOLE TRA I CONDUTTORI DI RAI3 (GILETTI-RANUCCI-SOTTILE), IL “FILOSOFO DI COLLE OPPIO” SI TROVA DA UN PEZZO INVISCHIATO NELLE TRAME SOTTOTRACCIA DEI VARI CHIOCCI E SERGIO - CHE AVREBBE TANTA VOGLIA DI MOLLARE, E' UN EUFEMISMO, MA ROSSI SA BENE CHE A VIA DELLA SCROFA NON AMANO LE DIMISSIONI DEI CAMERATI (INIMMAGINABILI A UN MESE DA UN REFERENDUM CHE SI STA RIVELANDO SEMPRE PIU' A RISCHIO) - LA SOLUZIONE E' APPESA AL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA RAI: A GIUGNO, UNA VOLTA APPROVATO DAL PARLAMENTO, LE DIMISSIONI DELL'INTERO CDA SAREBBERO UN BEAU GESTE PER DARE INIZIO AL NUOVO CORSO. E AL DISPERATO ROSSI SAREBBE TOLTO L'INGRATO FARDELLO (IL PROBLEMA E' COME ARRIVARCI A GIUGNO...)

giorgia meloni donald trump jd vance friedrich merz emmanuel macron giorgia s vision libro

MA COME SI FA… E SUL “CORRIERONE’’, COSÌ CARO ALLA FIAMMA MAGICA… EPPOI CHE BISOGNO C’ERA… 24 ORE DOPO CHE MERZ DAL PALCO DI MONACO HA RIDOTTO L’‘’ASSE GERMANIA-ITALIA’’ IN UN ASSE DEL CESSO, SFANCULANDO TRUMP E IL SOVRANISMO MAGA DI VANCE - CERTO, A PALAZZO CHIGI NON HA FATTO ALCUN PIACERE VEDERE IL QUOTIDIANO DI CAIRO ANNUNCIARE L’USCITA AD APRILE NEGLI USA DEL LIBRO ‘’GIORGIA’S VISION’’, IN CUI MELONI È INTERVISTATA DA SALLUSTI, CON LA PREFAZIONE DEL VICEPRESIDENTE AMERICANO JD VANCE, E CON FOTO DELLA COPERTINA SU CUI COMPARE LA FRASE DI TRUMP: “MELONI È UNA DELLE VERE LEADER DEL MONDO” - EPPURE SONO TRASCORSE APPENA 48 ORE DAL 10 FEBBRAIO QUANDO IL QUOTIDIANO DIRETTO (SI FA PER DIRE) DA LUCIANO FONTANA SPARAVA IN PRIMA PAGINA I SEGUENTI TITOLI: “MELONI-MERZ, SCOSSA ALL’EUROPA”, ‘’UE, LA VOLATA DI ROMA E BERLINO PER DARE PIÙ POTERE AGLI STATI’’…

sabrina colle vittorio sgarbi evelina

“IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – LO DICEVA, NEL 2015, VITTORIO SGARBI, CHE SOSTENEVA: “HO UNA RELAZIONE CON SABRINA COLLE, CHE HO CONVINTO, CONTRARIAMENTE AI SUOI PRINCIPI, CHE IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – ORA VITTORIONE SEMBRA AVER CAMBIATO IDEA DATO CHE VUOLE CONVOLARE A NOZZE CON LA SUA COMPAGNA. MA AL “SÌ” HANNO DETTO NO I GIUDICI CHE, SU ISTANZA DI EVELINA SGARBI, FIGLIA DI VITTORIO, HANNO RICHIESTO UNA PERIZIA PSICHIATRICA PRIMA DEL MATRIMONIO - LA RIFLESSIONE DEL CRITICO D’URTO SULLE NOZZE È STATA CATTURATA NEL DOCUMENTARIO "SGARBISTAN"  - L’INCONTRO CON PHILIPPE DAVERIO, LA MANO FEMMINILE CHE TOCCA IL PACCO A SGARBI MENTRE È STESO A LETTO E IL RACCONTO DI FORATTINI CHE DISEGNAVA SEMPRE SPADOLINI CON IL PISELLINO: "UNA VOLTA MI DISSERO: COME HAI FATTO A..."

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT! – A GRANDE RICHIESTA RIPROPONIAMO IL BECERO E VOLGARE DISCORSETTO DEL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI PER INTRODURRE UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI BEATRICE VENEZI, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO – IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI DEFINISCE LA “BACCHETTA NERA” “UNA FIGA BESTIALE” E SOSTIENE CHE “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI SI TROVA A DOVER ESSERE VALUTATA IN UN CURRICULUM ECCELLENTE DA QUATTRO PIPPE CHE DECRETANO CHE BEATRICE VENEZI È IN REALTÀ UNA SEGA COLOSSALE” – IL NIPOTE DI BRUNO VESPA ARRIVA A DIRE CHE “IN QUESTO PAESE FONDATO ORMAI SU PENSIERINI DA QUINTA ELEMENTARE, TUTTO QUELLO CHE NON È DI SINISTRA È AUTOMATICAMENTE FASCISTA” – DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO