fabio fazio

NÉ CALDO NÉ FREDDO, SEMPRE TIEPIDINO, FABIO FAZIO HA COLONIZZATO LA TV - MASCHERONI SPERNACCHIA IL CONDUTTORE: "ASTUTO, MELLIFLUO, CON UNA SMANIA DI POTERE INVERSAMENTE PROPORZIONALE AI MODI SUADENTI, È IL SIMBOLO DELLA MEDIETÀ. MAI UN DI PIÙ, MAI UN DI MENO. LA SOMMA È SEMPRE ZERO. IL BUONISMO PAGA, E MOLTO: NESSUNO HA AVUTO CONTRATTI COSÌ ALTI NELLA STORIA DELLA RAI. QUELLO CHE NON SI È MAI VISTO È UN RADICAL CHIC FARE COSÌ TANTI PROGRAMMI NAZIONAL-POPOLARI..."

Luigi Mascheroni per “il Giornale

 

fabio fazio 1

Provate a vivere in una casa che ha sempre e solo acqua calda. O sempre e solo acqua fredda. Alla fine sarete disposti a qualsiasi cosa pur di avere l'acqua tiepida. Ed ecco spiegato lo straordinario successo di Fabio Fazio. Mai troppo caldo, mai troppo freddo, sempre gradevolmente moderato, sobrio, cioè tiepido - diminutivo: tiepidino, peggiorativo: tiepidastro, sinonimi: democristiano.

 

fabio fazio e silvio berlusconi

Fabio Fazio non sopporta i sensazionalismi. Mai un «di più», mai un «di meno». La somma è sempre zero. Ma in televisione il risultato è un'eccellente carriera. Carriera eccellente, lunga quarant'anni, debutto nel 1982, su Radio Vecchia Savona, per dire la sua predestinazione al nuovo, e 50 programmi televisivi tondi tondi e di successo - da Pronto, Raffaella?, Rai 1, 1983, alla nuova edizione di Che tempo che fa, su Rai 3, si riparte tra qualche settimana, speriamo che piova... - Fabio Fazio, 57 anni e la sindrome di Benjamin Button, ogni anno che passa dimostra una puntata di meno, è il meteorologo della tv. Nel senso che fa il bello e il cattivo tempo.

 

fabio fazio e paolo gentiloni

Conduttore così così ma produttore formidabile, con una smania di potere inversamente proporzionale ai modi suadenti, «FazioFabio» decide tutto: programmi, reti, fasce orarie, ospiti, e soprattutto i contratti, fedele al detto: «Peggio di un brutto programma c'è solo un agente mediocre». Cast, cash e Caschetto.

 

Del resto, l'uomo di spettacolo medio è di sinistra. Almeno crede. Il problema (per noi) e la fortuna (per lui) è che la televisione italiana è su misura di Fabio Fazio. Alla domanda: «Cosa ti aspetti da un programma di prima serata», la risposta è mediocritas.

 

fabio fazio e alessandro di battista

Termine latino che non ha il valore dispregiativo dell'italiano «mediocrità», ma significa semmai «stare in una posizione intermedia» tra l'ottimo e il pessimo, tra il massimo e il minimo, tra Belén e la Littizzetto, rifiutando qualsiasi eccesso, sempre inseguendo il «giusto mezzo». Da cui l'espressione «mezzo televisivo», appunto.

 

Campione assoluto della medietà meglio di una polemica c'è solo una mezza polemica, piuttosto che fare domande meglio aspettare le risposte - Fazio Fabio, educatamente, garbatamente, qualunquemente, all'infotainment ha sempre preferito il gentlemen agreement.

 

fabio fazio con matteo renzi

Che bisogno c'è di litigare? Regola numero uno del bravo conduttore: «Entrare nelle case degli italiani in punta di piedi». Che se poi s'accorgono che sei nel loro salotto, ti prendono a calci nel culo. Fortunato, professionale, gentile, intelligente (molto intelligente) e astuto (molto astuto), Fabio Fazio falsi sorrisi e autentico figlio della propria terra - è un ligure e un savonese perfetto.

 

fabio fazio 2

Dei primi ha l'oculatezza, l'insofferenza per lo spreco (se il ticket della sosta scade tra un euro, piuttosto aspetta in macchina) e la brama di accumulo (vero latifondista della televisione, dove tutto è «roba» sua, tra Savona, Celle, Varazze e Milano negli anni ha accatastato terreni, uliveti, case di pregio, ville, garage e un petit appartement a place Vendôme a Parigi).

 

FABIO FAZIO SERENA DANDINI

Dei secondi la predisposizione alla doppiezza, l'inganno, la dissimulazione. Non per caso Fabio Fazio toni suadenti in onda, pugno di ferro dietro le quinte ha debuttato nel mondo dello spettacolo, ben prima di infilare la corrente ideologica che lo avrebbe portato ai massimi picchi dello share, come imitatore.

 

FABIO FAZIO LA7

Era già allora bravissimo a fare Bruno Vespa. E infatti non si sono mai sopportati. Considerato insopportabile dal 50 per cento dell'Auditel e insostituibile dal 100 per cento dei direttori di rete, Fabio Fazio - dal lat. factiosus, der. di factio-factionis, «fazione», in part. politica - ha colonizzato la televisione degli anni Ottanta, Novanta, Duemila e Duemiladieci senza mai cambiare neppure quelle strisce di liquirizia che mette al posto delle cravatte, al massimo facendo crescere un pizzico di barbetta. Da cui il detto ligure A barba canua, a fantinetta a ghe sta dua, «Da chi ha la barba bianca, la fanciulla stia in guardia».

 

GAD LERNER FABIO FAZIO A LA7

Fedele al video ancor più che a Nostra Signora della Consolazione di Celle Ligure, sua parrocchia di riferimento, Fazio è più presente in televisione del monoscopio. Che non c'è più, peraltro. Ma lui c'è sempre, da sempre: televisioni locali è suo, ben prima delle note antipatie berlusconiane, il programma sportivo stracult Forza Italia su Odeon TV, stagioni 1987-1990 da Montecarlo a La7, mai un piede in Mediaset - il suo main sponsor, il Pd, non avrebbe gradito - ma in compenso tutte e tre le reti Rai e persino quattro edizioni del Festival di Sanremo.

 

fabio fazio

Che, a riprova dell'eccellenza del suo low profile, nessuno si ricorda che ha condotto. Ma neppure questo è un problema, poiché gli ascolti gli danno ragione. Fabio Fazio in carriera ha avuto più Telegatti che ospiti in studio. Soft speaking, prime time e secondi fini. Aldo Grasso una volta sentenziò: «In tutti i programmi a cui ha preso parte, ha confermato di avere la rara capacità di trasformare in meglio le persone a contatto con lui». Ha ragione.

 

fabio fazio e luciana littizzetto

A discapito della propria, fa sempre fare a tutti una splendida figura. Fugassa, gobeletti di Rapallo, Baci di Alassio (buoni!) e Brandacujùn. Piatto tipico fabiofaziano: coniglio alla ligure. Non ha mai brillato per coraggio. Ma per veltronismo sì. Quello che «la tv sul calcio l'ho inventata io». Quello che dicevano che non ha la padronanza del giornalista consumato. Quello che «Tirchio sarai tu». Quello che ha dieci autori a programma, lavora dodici ore al giorno, prepara ogni scaletta al millesimo di battuta e poi ripassa le domande con l'ospite in camerino.

 

FABIO FAZIO E ROBERTO SPERANZA

Quello che Milano è la sua città, ma Parigi è sempre Parigi. Quello che se chiami dieci suoi colleghi chiedendo qualcosa su Fabio Fazio, è difficile trovare uno spunto benevolo. Quello che, al netto delle malignità preconcette, non sbaglia un programma: è riuscito a fare boom anche con Saviano. Quello che se cita un libro in prima serata, il giorno dopo è un bestseller, anche se lui, da bibliofilo, preferisce i piccoli editori.

 

LUCIANA LITTIZZETTO FABIO FAZIO

Quello che quando fa le interviste sembra perennemente in confessionale, perché le sue non sono interviste, sono mono-viste, parla solo con se stesso: che abbia di fronte Berlusconi o De Niro è uguale, da casa continui a chiederti: ma adesso gliela farà la domanda... ora gliela fa... adesso sta per fargliela... allora gliela fa o no? E non gliela fa mai...

 

fabio fazio

Quello che è la dimostrazione che il buonismo, in tv, paga, e molto: nessuno ha avuto contratti così alti nella storia della Rai. Quello che non si è mai visto un radical chic fare così tanti programmi nazional-popolari. Quello che la presunzione peggiore non è quella esibita ma quella che hai dentro. Quello che anche la nostalgia è politica... Politicamente ambiguo (non si è mai sbilanciato fra Partito democratico e Sinistra italiana), tradizionalista catodico (ligio all'alternanza scrupolosa degli ospiti: una sera un regista della sinistra moderata, una sera un giornalista della sinistra estrema, una sera uno scrittore della sinistra da salotto), calcisticamente doriano, come tutti i grandi liguri di ieri e di oggi, da Villaggio a Crozza, #FabioFazio uno di noi! - Fabio Fazio se non ci fosse, bisognerebbe sintonizzarlo.

 

Fabio fazio Marzullo

Come disse non molto tempo fa a Che tempo che fa un Nanni Moretti in stato di grazia di fronte all'ennesima servile liturgia televisiva di Fazio, mortificandone la mielosa ipocrisia: «Lo dici a tutti quelli che vengono da te, che sono il tuo mito! Lo dici sei volte la settimana!». E il settimo giorno, si riposò.

 

FABIO FAZIO

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE DI RAI3, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI...

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…