galliano juso

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - CON LA MORTE DI GALLIANO JUSO, 87 ANNI, SI CHIUDE UN’ERA PER IL CINEMA ITALIANO. UN’ERA GLORIOSA FATTA DI PRODUTTORI PRONTI A QUALSIASI INVENZIONE, A REINVENTARSI COSTANTEMENTE, RISCHIANDO IN PROPRIO, E A RICOMINCIARE OGNI VOLTA - UN PERCORSO CHE VA DALLA PRODUZIONE DI AVVENTUROSI EROTICI AI WESTERN, ALLA FORTUNATA SERIE DEL MONNEZZA, MA ANCHE CAPOLAVORI STRACULT COME “KU FU DALLA SICILIA CON FURORE” E “ULTIMO TANGO A ZAGAROL” ANCHE SE LA NOSTRA INDUSTRIA LO PRENDE UN PO’ IN GIRO (LO CHIAMAVANO “JUSO PER FERIE”), IN REALTÀ TUTTI GLI VOGLIONO BENE. CI MANCHERÀ - VIDEO: IL RICORDO DI TELEDURRUTI

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

GALLIANO JUSO

Con la morte di Galliano Juso, 87 anni, si chiude un’era per il cinema italiano. Un’era gloriosa fatta di produttori che credevano al cinema sotto ogni forma possibile, pronti a qualsiasi invenzione con qualsiasi budget. A reinventarsi costantemente, rischiando in proprio, e a ricominciare ogni volta. Un percorso che va dalla produzione esecutiva di avventurosi erotici anni ’60 come “Gungala la vergine della giungla” di Ruggero Deodato con Kitty Swan o di western come “Il grande silenzio” di Sergio Corbucci alla fortunata serie del Monnezza, ben undici film diretti da Bruno Corbucci e interpretati da Tomas Milian.

 

GALLIANO JUSO TOMAS MILIAN

Da “Il poliziotto è marcio” di Fernando Di Leo, “Fiorina la vacca” di Vittorio De Sisti, “Piedino il questurino” di Franco Lo Cascio con Franco Franchi, i primissimi film prodotti da Galliano Juso, al film di esordio di Ciprì e Maresco, “Lo zio di Brooklyn”. Un film che doveva produrre con i soldi di Luciano Martino, ma quando Martino si accorse che il film era in bianco e nero e in siciliano stretto uscì dall’impresa, richiese i soldi (vabbé…) a Galliano, che intanto era riuscito miracolosamente a venderlo a De Laurentiis, che non sapeva bene, a sua volta, quel che stava producendo.

 

Ovviamente. Galliano aveva delle intuizioni geniali, pensiamo solo a “Ku fu dalla Sicilia con furore” e “Ultimo tango a Zagarol”, capolavori stracult di Nando Cicero con Franco Franchi senza Ciccio, al duo di commedie barzellettistiche “I carabbinieri” e “Miracoloni” di Francesco Massaro, al mitico “W la foca” di Nando Cicero con Lory Del Santo e Bombolo distribuito dalla Titanus di Goffredo Lombardo, che si vergognava talmente tanto di averlo nel suo listino da togliere la scritta “Titanus presenta”. Un film che fece perdere un boato di soldi a Galliano.

 

GALLIANO JUSO

Spesso metteva in piedi un progetto e lo cedeva a un altro produttore mettendo in atto un processo di rimandi infiniti. Galliano passa dal cinema erotico d’autore di Tinto Brass, “Snack Bar Budapest” a quello di Moana, “Amami” di Bruno Colella, intuendo le potenzialità della porno star. Punta su Giuliana Gamba regista di film erotici, “Profumo” con Florence Guerin. Produce “La signore della notte” di Piero Schivazappa con Serena Grandi. Gioca col trash come nel parodistico “Chicken Park”, esordio folle di Jerry Calà alla regia, e punta sul primo film lesbo italiano militante, “Benzina” di Monica Stambrini con Maya Sansa e Regina Orioli.

 

Intuisce per primo, è un fatto, le possibilità del cinema diretto dalle donne, dalla Stambrini a Karen Di Porto. Cerca di far funzionare, dopo Moana, anche Rocco Siffredi, star dell’hard internazionale, nel cinema soft, con “Amorestremo” diretto da un’altra ragazza, Maria Martinelli, poi di riportare Tomas Milian in Italia. Lo sappiamo tutti che, produttivamente, è lui che si è inventato i grandi successi di Tomas, anche se poi ha dovuto cedere tutto a Cecchi Gori. Sono gli alti e bassi della vita.

 

galliano juso

Galliano vive in pieno gli anni e gli eccessi più folli della Roma cinematografara a cavallo tra la fine degli anni ’70 e i primi ’80. Cade rovinosamente, ma si riprende sempre. Miracolosamente. Mette in piedi film anche molto personali, come “Maschio, femmina, fiore, frutto” diretto da Ruggero Miti, scritto da Lidia Ravera, Enzo Ungari, Gianni Barcelloni, con Anna Oxa che si sdoppia tra un personaggio maschile e uno femminile partendo dal paesello pugliese, che è poi quello dove era nato Galliano nel 1937. E insegue per anni i progetti che ama.

 

Cerca di fare il sequel di “L’allenatore nel pallone” senza Lino Banfi, prima con Max Giusti poi con Massimo Ceccherini. Lo accompagnai io stesso dai fratelli Martino, che avevano prodotto il primo film. Ma non lo aiuteranno. Per nulla abbattuto, produsse come poteva “Tutti all’attacco” con Massimo Ceccherini. Si ritrova fin troppe volte a dover tagliare budget o rivendere progetti che potrebbero essere vincenti. “Milionari”, scritto da Massimo Gaudioso e diretto da Alessandro Piva nasce prima di “Gomorra”, ma esce dopo, senza un budget adeguato, con metà del copione che era stato scritto.

 

galliano juso massimo ceccherini matteo garrone

Ha un’idea di cinema su tutto. E’ amico di giovani registi come Matteo Garrone e Luca Guadagnino, come di Nuti e Ceccherini. Anche se la nostra industria lo prende un po’ in giro (lo chiamavano “Juso per ferie”), in realtà tutti gli vogliono bene. Anche se ci litigavi, era impossibile non far pace. Tanta era la passione con la quale, malgrado l’età e la mancanza di budget adeguati, portava avanti i progetti. Più giovani di tanti giovani produttori, che lo vedevano ormai come un dinosauro.

 

Con Massimo Gaudioso avevamo ideato un film su Tanio Boccia, mitico regista di serie Z italiano, quello del celebre scherzo di Sordi a Fellini (“Federì, te devo dare una brutta notizia. Non hai vinto tu l’Oscar. Sai chi l’ha vinto? Tanio Boccia”), e Galliano si prende il progetto e lo propone a qualsiasi attore e qualsiasi regista col titolo “Il grande Boccia”. Come facevi a prendertela? Già sapere che sullo schermo avremmo visto come prima scritta “Galliano Juso presenta Tanio Boccia” ci ripagava dell’incazzatura. Due miti stracult in una pagina sola.

 

GALLIANO JUSO

Pazienza se aveva massacrato il progetto, che penso sia l’ultimo o quasi che ha fatto prima di morire. E spero che il film, diretto dalla sua protetta Karen Di Porto (“Maria per Roma”) e interpretato da Ricky Memphis, sia stato completato, anche se sapevo che un anno fa si era interrotto per mancanza di soldi. Come spesso capitava nel suo cinema.

 

In questi ultimi anni ne aveva prodotti altri, anche riusciti come il divertente “Nel bagno delle donne” di Marco Castoldi con Luca Vecchi. Aveva un progetto in Puglia, “Mangia!” di Anna Piscopo, uno in Sicilia con Franco Maresco, uno a episodi… Poi ti chiamava, aveva un’altra idea, ci prendiamo un caffè… Impossibile fermarlo… Ci mancherà Galliano.

 

 

Ultimi Dagoreport

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)