1. NEL GIORNO IN CUI L’ISTAT CERTIFICAVA CHE SIAMO IN RECESSIONE, CHE COSA FACEVA RENZI? INCONTRAVA BERLUSCONI PER PARLARE DI SOGLIE, SBARRAMENTI, PREMI DI MAGGIORANZA E PREFERENZE NELLA PROSSIMA LEGGE ELETTORALE. E CHE FACEVA IL SENATO MORIBONDO? BATTAGLIAVA DURAMENTE SUI QUORUM DELL’ELEZIONE DEL CAPO DELLO STATO 2. CON TALI PRIORITÀ, ORA DRAGHI E FRAU MERKEL CI ASPETTANO CON IL FUCILE PUNTATO 3. CI VA BENE CHE SIAMO PRESIDENTI DI TURNO DELL’UNIONE E QUINDI EVITERANNO DI INFLIGGERCI INUTILI UMILIAZIONI, MA I MERCATI NON FANNO NÉ SCONTI NÉ CORTESIE. LO SPREAD HA SUBITO RIPRESO A SALIRE ED È L’INDICATORE DA TENERE D’OCCHIO. FINORA CI HA CONSENTITO UN CERTO RISPARMIO NELLA SPESA PER INTERESSI, MA LA LUNA DI MIELE È FINITA. E IMMAGINARE UN AUTUNNO TUTTO DEDICATO ALL’ITALICUM SAREBBE PURA FOLLIA

Colin Ward (Special Guest: Pippo il Patriota) per Dagospia

 

1. LE PRIORITÀ DEL ROTTAM’ATTORE

silvio berlusconi forza italiasilvio berlusconi forza italia

Nel giorno in cui l’Istat certificava che siamo in recessione, che cosa faceva Renzie? Incontrava Silvio Berlusconi per parlare si soglie, sbarramenti, premi di maggioranza e preferenze nella prossima legge elettorale. E che faceva il Senato? Battagliava duramente sui quorum dell’elezione del capo dello Stato. Poi, certo, il premier ha reagito facendo tutto un discorso al futuro sul “coraggio” e sui “mille giorni” per uscire dalla crisi economica. Ma che l’agenda economica, a parte la trovata degli 80 euro, non sia stata finora in testa alle sue priorità appare evidente.

giancarlo padoangiancarlo padoan

 

Ora l’Europa ci aspetta con il fucile puntato. In autunno, da Bruxelles, guarderanno con enorme attenzione il nostro Def per il 2015 e, intanto, è facile immaginare che Drago Draghi e Angelona Merkel si aspettino robusti tagli di spesa per non sforare già nel 2014 sul rapporto deficit-pil.

GIANNELLI RENZIGIANNELLI RENZI

 

Ci va bene che siamo presidenti di turno dell’Unione e quindi eviteranno di infliggerci inutili umiliazioni, ma i mercati non fanno né sconti né cortesie. Lo spread ha subito ripreso a salire ed è l’indicatore da tenere d’occhio. Finora ci ha consentito un certo risparmio nella spesa per interessi, ma la luna di miele è finita. Se dovesse salire ancora – non solo quello con i titoli tedeschi, ma anche quelli con i Bonos spagnoli – allora immaginare un autunno tutto dedicato all’Italicum sarebbe pura follia.

mario draghi 1mario draghi 1

 

2. NON FA SOSTA LA SUPPOSTA

Non farà piacere, a Renzie, vedersi disegnato come un monarca chiamato “Re Cessione” sulla prima pagina del Corriere della Sera. Il titolo in prima è abbastanza funereo: “E’ recessione, il Pil peggio del previsto. Nel secondo trimestre frenata dello 0,2%. Segnali negativi anche dall’export. Borsa giù, sale lo spread”. Dentro, spazio ai “Timori di Bruxelles: impatto negativo sui conti. Vertice tra Draghi e il neopresidente Juncker” (p. 4).

Andrea Orlando Andrea Orlando

Anche Repubblica dà spazio alle prime reazioni di Bruxelles: “Ue: ‘L’Italia in ritardo, problemi per le finanze’. Allarme a Bruxelles dopo il dato del Pil: ‘Le nostre valutazioni definitive con la Legge di Stabilità”, e dunque a metà ottobre (p. 4).

 

ENRICO MARTINELLIENRICO MARTINELLI

La Stampa spiega bene che cosa rischiamo: “Ora è a rischio il 3% del deficit. L’ipotesi di una minimanovra. Più difficile centrare l’obiettivo di bilancio imposto dai trattati europei. Il governo nega, ma sui conti c’è anche il peso del flop delle liberalizzazioni” (p. 4).

 

Libero mette nel mirino le detrazioni: “Ora rischiano 20 miliardi di detrazioni. Per trovare le risorse necessarie a evitare la manovra d’autunno, il governo rispolvera il rapporto Ceriani e punta a sfoltire agevolazioni fiscali: ballano i rimborsi per spese mediche, bonus farmaci e aiuti per le badanti” (p. 5).

grafico dell'ANDAMENTO DEL PIL ITALIANOgrafico dell'ANDAMENTO DEL PIL ITALIANO

 

Il Sole 24 Ore tiene d’occhio lo spread, specie quello con i titoli spagnoli, e spiega: “Italia e Spagna ora più lontane. Dal primo luglio i tassi di Madrid sono scesi, quelli di Roma saliti. Il Paese iberico mostra segnali incoraggianti sul fronte della crescita: questo lo rende più appetibile tra gli investitori” (p. 4).

 

La risposta di Renzie arriva in una fluviale intervista al Messaggero, nella quale si esclude risolutamente un’altra manovra e si punta tutto sulle riforme del lavoro e della competitività, sulla conferma del bonus da 80 euro e sui tagli alla spesa. E sulle privatizzazioni, un po’ al palo, dice: “Non è il momento di svendere il Paese. Gli investimenti stranieri continuano e l’Italia ha molto appeal” (pp. 2-3)

angela merkel 4angela merkel 4

 

3. A CHI LE RIFORME? A NOI!

Giornatina tesa al Senato, dove sembrava tutto in discesa: “Senato, il governo sotto con un altro voto segreto. Torna il muro contro muro. Caos fino a notte” (Corriere, p. 6). Ma tutta l’attenzione è per la legge elettorale e per l’incontro di ieri tra Silvio Berlusconi e Pittibimbo: “Italicum, intesa Renzi-Berlusconi. Nuove soglie, preferenze in bilico e Fi tende la mano sull’economia. L’ex Cavaliere non parla di appoggio esterno, ma chiede i ddl del governo. No di Matteo: ‘Condivido solo le riforme” (Repubblica, p. 8).

 

MARCO PATUANOMARCO PATUANO

Lo stesso Renzie, nell’intervista al Messaggero, chiude la porta sull’appoggio esterno in economia: negherebbe il “valore civile, sociale, politico e culturale dell’operazione sulle regole, che ha un senso proprio nel momento in cui ci riconosciamo avversari politici” (p. 3).

 

Anche la Stampa riporta “Sdoganate le soglie, non le preferenze” e osserva: “Le novità salvano i ‘cespugli’. E la Lega punta alla corsa solitaria. Ridotti gli sbarramenti. Sale il tetto per il premio di maggioranza”. Lo sbarramento scenderebbe dal 4,5% al 3 o al 4% in coalizione e, per chi corre da solo, dall’8 al 5-6% (p. 6). Il Giornale si diverte a punzecchiare gli alfanoidi e scrive: “Ncd all’angolo alza la voce contro le liste bloccate. Partito schiacciato dall’intesa tra i leader di Pd e Fi. E Alfano cerca visibilità: il ministro dell’Interno guarda già alla riforma del lavoro e chiede di superare l’articolo 18” (p. 6).

 

4. LA VERA STORIA DEL PRIMO PRANZO AD ARCORE RENZIE-BANANA

Vincent BollorèVincent Bollorè

Il Corriere mette a segno un bel colpo e intervista Enrico Marinelli, l’imprenditore che il 6 dicembre 2010 portò l’allora sindaco di Firenze a pranzo a Villa San Martino. Marinelli racconta che Matteuccio voleva risolvere alcune questioni per la sua città (compresa la tassa di soggiorno) e che l’allora premier era curioso di conoscere un giovane brillante. Renzie era accompagnato da Luca Lotti e al pranzo erano presenti anche i tre figli più piccoli del Cavaliere.

 

MARCHIONNE phpThumb generated thumbnail jpegMARCHIONNE phpThumb generated thumbnail jpeg

Dice Marinelli: “Parlarono delle esigenze fiorentine, pochissimo di politica nazionale, così come della schermaglia noi e voi (centrodestra e centrosinistra), e si finì a parlare di calcio, di Fiorentina e di Milan”. Poi, un passaggio su Verdini: “Parlarono anche di infrastrutture. In questo contesto Berlusconi sottolineò la grande fiducia che riponeva in Denis Verdini. Si capiva che Mstteo invece ancora non lo conosceva”. Oggi invece lo conosce benissimo e se ne fida anche lui, visto che è il vero ufficiale di collegamento per le trattative sulle riforme e per l’attuazione del Patto del Nazareno (pp. 8-9)

 

5. GIUSTIZIA À LA CARTE

PATUANO PATUANO

Per il Corriere, “Riforma della giustizia, Orlando accelera. I dubbi di Forza Italia. Oggi il Guardasigilli vede anche il M5S. Dialogo con l’Anm. Il ministro mezz’ora faccia a faccia con Sabelli dopo le tensioni sulla responsabilità civile” (p. 11). Più complicata la faccenda su Repubblica: “Sulla riforma è scontro tra Orlando e Forza Italia. Stretta sulle intercettazioni. Dai berlusconiani no su tutta la linea al ministro. Maggioranza, magistrati e avvocati promuovono il testo sul civile” (p. 12).

 

Non s’è ancora visto uno straccio di articolato, in compenso se ne parla come fosse il calcio mercato.

 

6. TELECOM-MEDIA DO BRASIL

marchionne marchionne

Dopo la mossa di Telefonica in Brasile, Telecom ancora al palo, o forse no. “Ricavi Telecom in calo, pesa l’incognita Brasile. Il governo segue il dossier. L’operazione di Telefonica penalizza il titolo, giù del 2,6%. Fatturato semestrale -11%. Delrio: ‘Mossa ostile? Parole sagge’”. “La solitudine di Patuano. Manca l’appoggio dei soci al rilancio in Sud America. L’ad può contare sull’appoggio del consiglio e di Marco Fossati. Il problema per il manager italiano è trovare finanziamenti per 4 miliardi” (Repubblica, p. 24).

 

GIUSEPPE RECCHI GIUSEPPE RECCHI

La Stampa invece riporta le mosse di Telecom: “Telecom-Telefonica, è scontro sul Brasile. Patuano valuta lo scambio di contenuti e reti con Vivendi. Fossati: subito un’alleanza industriale con i francesi” (p. 24). Anche il Sole vede Telecom un po’ meno nell’angolo: “Telecom pronta all’azione su Gvt. Dopo la mossa di Telefonica in Brasile, il gruppo prepara un progetto strategico con Vivendi. L’amministratore delegato Patuano: ‘Non faremo offerte folli, ma Tim Brasil per noi è un asset core” (p.1 dorso Finanza & Mercati).

 

san silvio berlusconi con renzisan silvio berlusconi con renzi

7. LINGOTTI IN FUGA

Giorni di passione anche per la nuova Fiat anglo-olandese: “Fiat crolla in Borsa. Marchionne: ‘Esagerate le paure sul recesso’. In una giornata negativa per tutti, il titolo cede un altro 5,5%. L’ad: pesa crisi Italia, fusione avanti. Volano gli utili Chrysler” (Repubblica, p. 26). Rassicurazioni anche sul Sole 24 Ore: “Recesso Fiat, reazioni eccessive’. Marchionne: ‘colpa dei dati negativi sul Pil italiano’. Titolo ancora in calo (-5,5%). Il numero uno del Lingotto ribadisce: “Se la spesa supera i 500 milioni, la fusione con Fca salta’” (p. 21).

 

Sicuramente gli Elkann e Marpionne si aspettavano un addio a Torino più liscio e a buon mercato. 

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…