reed hastings francesco rutelli netflix

PACE FATTA? NETFLIX ENTRA NELL’ANICA ED È UNA BUONA NOTIZIA - IL COLOSSO DELLO STREAMING PROGRAMMA NUOVE PRODUZIONI IN ITALIA E IL NOSTRO CINEMA HA BISOGNO DI RINNOVAMENTO (E SOLDI) – RUTELLI: “NETFLIX HA CAPITO L’IMPORTANZA DI ESSERE SIA INTERNAZIONALI SIA LOCALI, STANDO ATTENTI ALLE NECESSITÀ DI OGNI MERCATO. HA UN NUMERO CONSIDEREVOLE DI ABBONATI E HA UNA DOMANDA DI CONTENUTO ITALIANO A CUI RISPONDERE. C’È UNA SORTA DI RESPONSABILITÀ: E NETFLIX VUOLE ESSERE UN PO’ ITALIANA”

1 – NETFLIX ENTRA NELL’ANICA

Gloria Satta per “il Messaggero”

 

REED HASTINGS NETFLIX

C'è stato un intenso lavoro diplomatico iniziato un anno fa con l'incontro avvenuto a Roma tra il fondatore di Netflix Reed Hastings e il presidente dell'Anica Francesco Rutelli. E ieri il colosso dello streaming (che durante il lockdown ha visto aumentare di ben 16 milioni il numero di abbonati nel mondo arrivando a quota 183) ha chiesto di aderire proprio all'Anica, l'associazione che da un settantennio raggruppa in Italia le industrie del cinema e dell'audiovisivo.

 

LO SBARCO

Si tratta di un evento storico in linea con i tempi che stiamo vivendo: prende corpo mentre il cinema viene messo in ginocchio dalla pandemia, l'Oscar ammette per la prima volta in gara i film destinati allo streaming (in teoria solo per quest'anno di crisi, ma sarà difficile tornare indietro), il consumo di prodotti audiovisivi on line registra un'impennata dovunque complice il confinamento. E, proprio a Roma, si attende lo sbarco della stessa Netflix con uomini, progetti e capitali, cioè 200 milioni da investire nella produzione di film e serie in 3 anni.

 

curon netflix

Un segno ulteriore della centralità della Capitale nel mondo dell'audiovisivo, del suo primato nel cinema indiscusso fin dai tempi gloriosi della Hollywood sul Tevere. Per definire la data dell'ingresso di Netflix e presentare ufficialmente la sua sede si attende la fine dell'emergenza sanitaria. Intanto ferve il lavoro e tra i nuovi progetti in cantiere figurano Suburra 3, Baby 3 e Curon, un supernatural drama ambientato in Alto Adige.  (…)

 

2 – RUTELLI: NETFLIX ENTRA IN ANICA PERCHÉ VUOLE ESSERE UN PO’ ITALIANA

Gianmaria Tammaro per www.lastampa.it

 

suburra la serie 3

"Francesco Rutelli, presidente di ANICA, l’associazione nazionale delle industrie cinematografiche dell’audiovisivo, ripete spesso che la definizione di film, così com’è prevista oggi dalla legge, è una definizione in continua evoluzione: «e quello che conta, ora, è muoversi insieme». Proprio ieri è stato annunciato l’ingresso di Netflix in ANICA. Ed è stato un momento piuttosto significativo perché, come spiega anche Stefano Ciullo, direttore relazioni istituzionali per l’Italia del servizio streaming, «si inserisce in modo naturale nel percorso di dialogo aperto da tempo con l’associazione, e nel processo di radicamento di Netflix nell’ecosistema creativo italiano».

francesco rutelli foto di bacco (2)

 

«La storia di ANICA – dice Rutelli – inizia 75 anni fa. E si è sempre misurata con vari cambiamenti: dalla televisione all’home video fino al digitale e allo streaming. In ANICA convivono diverse anime e diverse realtà. Recentemente, sono entrate Chili e TimVision, Turner e VIACOM. Insomma, ANICA è una piattaforma con più propositi, che prova a incarnare in pieno l’essenza dell’audiovisivo italiano. Ci sono anche aziende che producono contenuti brevi e che lavorano con la realtà virtuale. Era abbastanza ovvio che a un certo punto sarebbe arrivata anche Netflix».

 

Quando avete cominciato a parlarne?

reed hastings

«Prima di questa crisi. Quasi un anno fa. Ho incontrato alcuni dei loro dirigenti quando sono venuti in Italia. Ho parlato con Reed Hastings, CEO e co-fondatore, e nei prossimi giorni parleremo con i responsabili dei contenuti mondiali ed europei. Questa è la prima volta, in Europa, che Netflix entra in un’associazione come ANICA. Negli Stati Uniti, fa parte della MPAA (Motion Picture Association of America, ndr)».

cinema 5

 

Fino a qualche anno fa, c’è stato un atteggiamento diverso nei confronti di Netflix.

cinema 4

«L’emergenza attuale rende il gioco di squadra, il dialogo, ancora più importanti per tutti. Dobbiamo chiaramente agire nell’interesse italiano, e oggi, a mio avviso, abbiamo due tipi di problematiche».

 

Ovvero?

«Una è la dimensione. Le nostre imprese sono creative, capaci, dinamiche, sempre pronte ad adattarsi. Ma sono anche delle imprese piuttosto piccole nel mercato internazionale. E dobbiamo stare molto attenti a come ci muoviamo».

 

E l’altra problematica?

suburra 2 3

«C’è una realtà drammatica per il lavoro, che riguarda migliaia di figure professionali. In queste settimane, sto seguendo da vicino la crisi che stanno attraversando le sale e gli esercenti. Si avverte la necessità di un investimento nella filiera italiana: dal momento autoriale all’uscita al cinema, passando per le varie trasformazioni di cui anche Netflix fa parte».

 

Perché prendere questa decisione adesso?

«Perché Netflix ha capito l’importanza di essere sia internazionali sia locali, stando attenti alle necessità di ogni mercato. Ha un numero considerevole di abbonati e ha anche una domanda di contenuto italiano a cui rispondere. C’è una sorta di responsabilità, se vuole: e Netflix vuole essere un po’ italiana».

 

BABY LA SERIE DI NETFLIX SULLE ESCORT DEI PARIOLI

L’ingresso in ANICA, però, porta anche degli oneri.

«C’è una normativa, in Europa e in Italia, a cui chiaramente si devono uniformare. E credo che ci sia anche l’interesse di essere accolti bene da tutti, non solo dal pubblico».

 

Per partecipare ai David di Donatello, è richiesto il passaggio nei cinema. Ci saranno modifiche al regolamento, secondo lei?

«Lo discuteremo insieme, è questa la vera novità. In base alla legge, la definizione di film è una definizione in continua evoluzione. E quindi sono prese in considerazione diverse modalità distributive, come l’uscita evento di tre giorni».

francesco rutelli foto di bacco

 

Al centro, però, rimane sempre la sala.

«Nell’emergenza, noi vogliamo assolutamente tutelare l’esercizio. È troppo importante, e non vogliamo assolutamente abbandonarlo. Dobbiamo sostenere la fruizione in sala. Rischiamo di vedere alcuni cinema chiudere per sempre».

 

E che cosa si sta facendo, ora, per ripartire?

«L’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema, ndr) sta lavorando attivamente per la creazione di un programma di ripresa per quest’estate, con l’apertura di arene all’aperto. E noi siamo dalla loro parte. Così come siamo parte del tavolo del cambiamento e dell’evoluzione dell’industria dell’audiovisivo».

 

Gli esercenti come hanno preso la notizia dell’ingresso di Netflix in ANICA?

reed hastings 2

«Sanno che fanno parte di un processo in cui è importante lavorare insieme, stando allo stesso tavolo».

 

Crede che le risorse introdotte dal governo, come quelle del Cura Italia, siano sufficienti per affrontare la crisi del settore?

«È un inizio. È chiaro che serviranno anche investimenti importanti sul sistema produttivo, che speriamo vengano attivati presto. Altrimenti c’è il rischio che la crisi delle imprese e il dramma sociale creino una situazione davvero ingestibile. Ma il ministro Franceschini ne è sicuramente consapevole; si è occupato spesso e a lungo di queste materie».

cinema drive in

 

In questi giorni, si è parlato anche del ritorno dei drive in.

«Il tema dei drive in è suggestivo, ed è già interessante che se ne parli. Sono chiaramente molto più complessi da organizzare, tra motori accesi, spenti, bluetooth. Il vero argomento, però, è se l’accordo tra ANICA e ANEC permetterà di avere per i prossimi mesi un’effettiva programmazione».

 

E lo streaming?

«Ci sono una serie di film, usciti on demand o in streaming, che abbiamo chiesto al Ministero di riconoscere per l’eleggibilità ai contributi statali. Ovviamente rimanendo in una cornice molto rigorosa, inquadrata nel momento emergenziale, e tenendo aperta la possibilità, poi, di recuperarli. Ma quello che serve, ora, è far ripartire le produzioni, perché a breve avremo una mancanza di contenuti»."

BABY LA SERIE DI NETFLIX SULLE ESCORT DEI PARIOLI

 

3 – “IL MERCATO DEL CINEMA NON CAMBIA, MA DEVE DIVENTARE SANO”

Gianmaria Tammaro per www.lastampa.it

 

"Ieri Netflix è entrata ufficialmente a far parte dell’Associazione Nazionale delle Industrie Cinematografiche dell’Audiovisivo (ANICA). Francesco Rutelli , il presidente, ci ha raccontato come e perché è stata presa questa decisione. Oggi ne abbiamo parlato con Mario Lorini, presidente dell’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema, ndr), che nel corso degli anni è stata una delle realtà più critiche nei confronti del servizio streaming. «È sicuramente un argomento che può creare fraintendimenti e discussioni – dice –. È una piattaforma internazionale che viene nel nostro mercato e che segue regole spesso diverse».

 

MARIO LORINI

Non sembra, però, che la cosa vi abbia particolarmente turbati.

«La filiera cinematografica, non da ora, ma da almeno un anno e mezzo, sta lavorando in modo molto unito. Con il progetto Moviement siamo riusciti a recuperare l’anno 2018, abbiamo rimesso in fila l’estate cinematografica, che da noi era la peggiore di tutta Europa. Abbiamo cominciato a riorganizzare il lavoro fatto durante l’anno con la distribuzione dei film. E abbiamo avuto il miglior risultato europeo, in termini di incremento, per la stagione 2018-2019».

 

E poi?

«E poi è arrivata questa pandemia. E l’unione che avevamo allora si dimostrerà ancora più necessaria adesso. È evidente che alcune cose sono andate avanti. In ANICA sono presenti diverse realtà e diverse piattaforme».

 

Al di là di tutti i discorsi, l’ingresso di Netflix in ANICA rappresenta un precedente importante.

cinema 6

«Personalmente, spero che dimostri la sua capacità di rapportarsi con gli altri. E direi che questo è l’obiettivo comune».

 

Cioè?

«In questi giorni, è stata ribadita con chiarezza una cosa. La sala cinematografica rimane il centro della nostra industria. In un periodo come questo, con la chiusura forzata dei cinema, la filiera ha trovato un punto di contatto e metodi alternativi di distribuzione. Ma attenzione, e questo lo ripeterò sempre: è un’eccezione, non la regola».

 

E come si inserisce, in questo ragionamento, Netflix?

«Il suo arrivo fa parte di un quadro più ampio, in cui ognuno può agire liberamente seguendo i suoi obiettivi, ma sempre tenendo fermo quello che è l’interesse comune. Il mercato sta cambiando e non ha senso   ignorarlo. Ma  deve rimanere sano per tutti».

BABY LA SERIE DI NETFLIX SULLE ESCORT DEI PARIOLI

 

In che modo?

«Non c’entra solo la sala; c’entra la salute dell’intera industria. E oggi tutti sanno che un’opera cinematografica ha bisogno del passaggio al cinema. Perché è un momento che aiuta anche le fasi successive della sua vita distributiva».

 

Ma voi sapevate di questo avvicinamento tra ANICA e Netflix?

«Certo. E sono sicuro, ora, che Netflix si muoverà come tutti gli altri membri. Quello che conta è continuare a parlare».

 

MARIO LORINI

Quando al cinema – e in streaming, lo stesso giorno – arrivò “Sulla mia pelle”, i toni furono molto diversi.

«Lì ci fu un accavallamento, e un tema che non era mai stato affrontato prima si impose improvvisamente con forza. E così alcuni passaggi fondamentali vennero saltati. Ma è una cosa che può succedere».

 

Le regole dovranno cambiare.

sulla mia pelle film su stefano cucchi 6

«Se la sala rimane centrale, dovrà esserlo anche per le realtà come Netflix. Come avrà visto, anche con alcuni suoi film sono state adottate modalità distributive diverse. Ma sono casi isolati, che forse tra qualche anno saranno oggetto di studio».

 

Quindi, oggi, non c’è contrarietà.

«Il passato è il passato. E non è stata solo l’Italia a fare barricata, come dice lei, con Netflix. È stato il cinema inteso come mercato mondiale».

 

Negli Stati Uniti, alcune catene cinematografiche hanno reagito malamente alla distribuzione diretta on demand. Secondo lei, è una cosa che può succedere anche qui?

sulla mia pelle film su stefano cucchi 3

«In Italia cerchiamo di essere un piccolo modello. Nella nostra situazione, i film usciti in streaming e on demand non sono stati ostacolati. Abbiamo capito la situazione, e abbiamo capito le necessità di tutti. Resiste un clima di collaborazione».

 

Con quali risultati per gli esercenti?

«Una piccola parte dei ricavi della vendita di questi film, per questo momento eccezionale, andranno anche all'esercizio. Quindi, come vede, abbiamo trovato un’intesa».

 

Come vi state preparando alla Fase 2?

«Il settore del cinema si muoverà compatto con un progetto per la ripartenza. Chiaramente rispettiamo le decisioni del governo e le valutazioni del comitato scientifico. Ma mentre aspettiamo di sapere cosa succederà, stiamo elaborando una proposta concreta per il cinema d’estate».

cinema drive in

 

In che cosa consiste?

«Da fine giugno, ci piacerebbe aprire arene all’aperto per riavvicinare gli spettatori e tornare a proiettare film. Ovviamente, e questo è importante sottolinearlo, seguendo sempre le regole e le direttive per la sicurezza di tutti. ANEC e ANICA sono i promotori, ma saranno coinvolti anche l’Accademia dei David di Donatello, l’associazione nazionale dei Comuni e il Ministero dei beni culturali».

 

Come valuta le misure studiate dal governo? Sono sufficienti?

«Abbiamo già dichiarato la nostra emergenza. Più di 4000 sale cinematografiche sono ferme da più di due mesi e mezzo. In questo momento c’è un rapporto di fiducia. Se i fondi non basteranno, il Ministero farà sicuramente il massimo per introdurre nuovi aiuti».

 

Il settore soffre.

«In queste settimane, abbiamo perso 125 milioni di incassi e 20 milioni di biglietti. Il dato c’è. Speriamo che i provvedimenti che verranno presi saranno pensati sulle necessità delle singole imprese, di quello di cui hanno realmente bisogno».

 

cinema 7

Giorni fa, il presidente Leone  ha detto che sul tavolo ci sono anche rimborsi per i mancati incassi.

«È una delle cose che confidiamo ci saranno».

 

Lei che cosa pensa della possibilità di riaprire i drive in?

«In Italia non c’è più una tradizione di drive in. Sul territorio nazionale ce ne sono tre o quattro. Nel nostro progetto di ripartenza sono previste le arene, perché sono spazi all’aperto. Come fa una persona, dopo mesi di isolamento, ad uscire e a chiudersi in auto? E non dimentichiamoci un’altra cosa: sta arrivando il caldo, le macchine nei drive in devono rimanere spente, e non ci sarà aria condizionata»."

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...