ORGOGLIO FALLICO E TRADIMENTO PERDONATO - L’AMORE E’ SOLO AFFERMAZIONE DEL NOSTRO IO ATTRAVERSO L’ALTRO? NON SEMPRE…

Massimo Recalcati per La repubblica

Il giudizio di Freud sull'amore era disincantato. Quando si crede di amare un altro in realtà si ama sempre se stessi, si ama la nostra immagine ideale che vediamo riflessa nell'amato o nell'amata. L'innamoramento potenzia il nostro Io, lo accresce; amare è innanzitutto amarsi, trovare nell'altro uno specchio che enfatizza i nostri tratti idealizzati.

Per questo Freud diffidava dell'amore cristiano per il prossimo; nell'amore umano non vi sarebbe alcun altruismo, ma solo l'esigenza di affermare narcisisticamente il nostro Io attraverso l'altro. Di qui, per esempio, la sua lettura del fenomeno della gelosia maschile che non sarebbe affatto nutrito dalla paura di perdere l'oggetto amato, ma dalla proiezione sull'oggetto della sua gelosia delle forti spinte al tradimento che invece gli appartengono inconsciamente (o consciamente).

Ci sono però amori che fanno vacillare la saggezza del cinismo freudiano. Sono amori dove in primo piano non troviamo l'altro ridotto a specchio narcisistico dell'Io, ma l'incontro con una esteriorità, con l'eteros che viene amato per quello che è - nel suo reale differente - e non per la sua funzione di supporto del mio io ideale.

Sono quegli amori che rispettano la distanza, che si nutrono dell'incontro con la differenza, che sanno vivere l'esposizione rischiosa nei confronti dell'altro con generosità e coraggio. Sono amori rari - Camus, ci lascia poche possibilità quando dice che di amori così ne esistevano due o tre in un secolo e uno era il suo... - , ma esistono e, spesso, come dimostra l'esperienza dell'analisi, non sono i primi amori di una vita, ma amori che si raggiungono solo attraverso altre esperienze meno felici e talvolta traumatiche.

Questo non significa che questi amori siano al riparo dalla rottura, dalla fine o dal rischio del tradimento. Anche perché diversamente dagli amori narcisistici che vivono nel rispecchiamento simbiotico che annulla la differenza e che trasformano il legame in cemento armato, questi amori si sostengono sulla solitudine reciproca degli amanti, sulla scelta di stare insieme più che sul bisogno coatto di esorcizzare la paura della solitudine.

Sono amori che hanno segnato una vita, generato passione capace di durare nel tempo, figli, famiglia, responsabilità, condiviso memorie, esperienze, entusiasmi, progetti, dolori, gioie. Si tratta di legami che non si sono esauriti nell'estasi fuggevole dell'innamoramento narcisistico, ma che sono stati in grado di mantenere un intenso e unico legame erotico nel tempo, di dare dignità alla promessa che unisce tutti gli amanti: «Sarà per sempre!».

Ora, cosa accade in questi legami quando uno dei due tradisce, viene meno alla promessa, vive un'altra esperienza affettiva nel segreto e nello spergiuro? Cosa accade se il traditore chiede poi perdono? Chiede di essere ancora amato, vuole che tutto sia come prima? È, insomma, possibile l'esperienza del perdono quando la promessa è stata infranta dal tradimento?

Ci dobbiamo limitare ad evocare la sentenza freudiana - ogni amore è un sogno narcisistico, non esiste promessa, non esiste amore "per sempre" - ? Dobbiamo forse sputare sull'amore? Riconoscere semplicemente che la spinta egoistica dell'essere umano prima o poi lo corrode? Oppure l'esperienza del tradimento, può diventare - come talvolta diventa - un'occasione per provare a fare un passo al di fuori dalle sabbie mobili del narcisismo?

L'orgoglio narcisistico tenderebbe a rendere impossibile il perdono, ma proprio per questo nulla come l'esperienza del perdono - quando davvero avviene - mostra il limite della visione freudiana dell'amore come accecamento narcisistico. Non è forse nel perdono che incontriamo, intatta e spigolosa, tutta la differenza - l'eteros- dell'altro? Non è forse "perdonare l'imperdonabile" - come si esprimeva Derrida - il gesto più radicale dell'amore?

Per questo perdonare per un uomo può risultare assai più difficile che per una donna. Perché per un uomo riconoscere la libertà dell'altro - che è anche libertà dell'errore e del tradimento - va in una direzione contraria rispetto alla passione fallica
dell'avere che solitamente anima la sua vita: la libertà dell'altro mette in crisi il fantasma di appropriazione, manifesta il limite del potere fallico e, dunque, costringe a confrontarsi con la ferita aperta della propria castrazione.

E per un uomo prendere contatto con la propria castrazione è assai più difficile, più arduo, più traumatico. Per questo, solitamente, l'orgoglio fallico maschile si oppone all'atto del perdono facendo barriera al riconoscimento della propria vulnerabilità. Al perdono subentra piuttosto la rivendicazione rabbiosa di giustizia, quando non la violenza cieca, o, più semplicemente, il rifiuto stizzito dell'altro.

Eppure esiste una gioia misteriosa del perdono che alleggerisce gli amanti che la raggiungono dal peso dello spirito di vendetta. Questa gioia comporta il riconoscimento dell'altro come eteros, come vita differente, vita lontana da ogni illusione simbiotico-narcisistica, comporta l'amore per un altro reale, non ideale, non lo specchio che illumina il
nostro Ego, ma una esistenza singolare che può essere talvolta anche deludente, umana troppo umana, ma che non per questo amiamo meno.

Nell'esperienza che l'analisi raccoglie troviamo frequentemente che in questi amori il dolore più grande abita chi ha tradito la promessa, chi ha esposto al rischio di distruzione una vita insieme. Una mia paziente, per esempio, raccontava straziata una breve avventura con un uomo che aveva "agito" solo per riavere l'attenzione del proprio amato marito troppo impegnato ad inseguire la sua affermazione professionale.

Rocambolescamente questa relazione clandestina era stata scoperta dal marito che aveva poi deciso di perdonarla riconoscendo innanzitutto che in questo "agito" era implicata anche una sua responsabilità, ovvero quella di aver fatto sentire la propria compagna in una posizione marginale nella sua vita.

Ebbene questa donna continuava a non perdonarsi per quello che aveva fatto nonostante il perdono del marito. Non solo per le menzogne e il tradimento della fiducia. In gioco, in realtà, era il suo rapporto intimo con il proprio desiderio. Come se l'accesso al perdono dovesse avvenire in primo luogo per se stessa, per avere tradito se stessa, per non essere stata all'altezza del suo desiderio più autentico come talvolta capita a noi umani. Prima di essere degna di perdono dell'altro doveva perdonare se stessa per aver tradito non tanto il marito, ma il suo desiderio più profondo, l'amore di una vita.

 

2 profumo sigmund freudRecalcati Massimotradimento Facebook e tradimenti TRADIMENTO letterman cuore ritellocuoreAFFARI DI CUORE

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...

meloni berlusconi tajani marina pier silvio barelli

DAGOREPORT – MELONI IN TILT CON IL SUO PRIMO "AIUTO-CAMERIERE" TAJANI RIDOTTO DAI BERLUSCONES A UNO ZOMBIE: LA DUCETTA HA BISOGNO PIU' CHE MAI DI AVERE A SUA DISPOSIZIONE FORZA ITALIA NELLA MAGGIORANZA MA "LA FAMIGLIA" NE HA PIENE LE SCATOLE DELL'AUTORITARISMO DEI "CAMERATI D'ITALIA", VUOLE UN PARTITO DAL VOLTO NUOVO, LIBERALE E MODERATO, CON BUONI RAPPORTI CON L'UE, AVVERSO SIA AL TRUMPISMO SIA AL PUTINISMO - GIA' AVVISATA LA "FIAMMA MAGICA" CHE MEDIASET NON SARA' PIU' DISPONIBILE A FARE IL MEGAFONO DEL MELONISMO AVARIATO - ORA TAJANI SARÀ MESSO ALLA PROVA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE CHE FAVORISCE SOLO FDI – LA “NUOVA” FORZA ITALIA NON ANDRA' A SINISTRA, RIMARRÀ NEL GOVERNO FINO AL 2027 MA, PRIMA DELLE ELEZIONI, SI DOVRÀ RIDISCUTERE IL PROGRAMMA DELLA COALIZIONE - SE NON SI TROVERA' LA QUADRA, FORZA ITALIA AVRA' LE MANI LIBERE: DEL RESTO, IL PPE (DI CUI GLI AZZURRI FANNO PARTE) IN EUROPA E IN GERMANIA, GOVERNA CON I SOCIALISTI....