antonio padellaro andrea scanzi marco travaglio massimo fini

DAL PADELLARO ALLA BRACE – SCRIVERE UN LIBRO NON È SENZA INCONVENIENTI. LA PRINCIPALE SCOMODITÀ, OLTRE A QUELLA DI STAR SEDUTI PER ORE, È LA PRESENTAZIONE AL PUBBLICO - DAL SUO NUOVO LIBRO, LE "DISGRAZIE EDITORIALI" DI PADELLARO: ECCO IL LETTORE CON IN MANO IL LIBRO DI SCANZI DA AUTOGRAFARE; AVANTI L’EDITORE CHE LO RIMBALZA: "SCUSA, STIAMO LANCIANDO L’ULTIMO BEST SELLER DI TRAVAGLIO” - “UNA VOLTA, EBBI UN FOLTO PUBBLICO GRAZIE ALLA PRESENZA DI MASSIMO FINI. CHE PARLÒ TUTTO IL TEMPO DEL SUO ULTIMO SAGGIO SU NIETZSCHE, SENZA MAI MENZIONARMI. EBBE MOLTI APPLAUSI”

Disgrazie editoriali

Estratto da “Solo la verità lo giuro”, di Antonio Padellaro (ed. Mondadori)

 

ANTONIO PADELLARO - SOLO LA VERITA LO GIURO

Poi un giorno penso di scrivere un libro, un libretto, che tratti di Schadenfreude, la gioia provocata dalle disgrazie altrui e dalla frustrazione indotta dai successi degli amici. Come modello penso a me stesso nel soccombente corpo a corpo con la classifica dei libri, a ogni uscita di una mia fatica letteraria.

 

“Il gesto di Almirante e Berlinguer” era andato piuttosto bene e un anno dopo, il giorno successivo l’uscita di “La strage e il miracolo” (sul fallito attentato all’Olimpico di Cosa Nostra) prendo a tempestare il mio editore. «Come sta andando?» «Calma è uscito ieri, i primi dati li avremo tra una settimana. Ma non ho notizie di assalti alle librerie.» Dopo tre giorni richiamo. «Allora?» «Bene, sei già piazzato nella saggistica subito dopo Cosa fare mentre fai la cacca.»

 

Quando smanetto su Amazon non sono nemmeno tra i primi cinquecento. «Come mai?» «Ora non ho tempo di rispondere perché stiamo lanciando l’ultimo best seller di Travaglio.» Per strada vengo intercettato da una simpatica signora agé che mi presenta al marito (o facsimile). «Lo sai chi è questo? Il dottor Belpietro.» E lui. «Ma certo, sono un suo ammiratore, la seguo sempre in tv, forza non date tregua a questi quattro stronzi di comunisti.»

 

quotazione del fatto quotidiano marco lillo antonio padellaro peter gomez cinzia monteverdi marco travaglio

C’è stato un tempo, come racconta Mordecai Richler, in cui lo scrittore o presunto tale non faceva in tempo a depositare il manoscritto sulla scrivania dell’editore e già costui gli aveva consegnato brevi manu la raccomandata con il saldo del libro precedente. Quel tempo è ora. «Mi devi ancora metà dell’anticipo dell’altra volta.» «Te lo tolgo dall’anticipo di oggi e così siamo pari.»

 

Le classifiche librarie non erano ancora il dogma dell’Immacolata. Bastava che una settimana dopo l’uscita non ti avesse ancora chiamato nessuno per complimentarsi e sapevi di essere fottuto.

 

ANTONIO PADELLARO MARCO TRAVAGLIO FURIO COLOMBO

Oggi se vai su Google ti risparmi l’attesa. Poi comincia il tour delle promozioni. Sento l’editore su di giri. «Vai al Salone del libro di Torino. Ho dovuto umiliarmi con La Gioia. In cambio ha voluto Travaglio sabato e domenica nella Sala Rossa, quella con mille posti.»

 

Mi sistemano in un retropalco, «molto riservato», da una cinquantina di seggiole. Dopo che l’altoparlante ha strillato che possono trovarmi nella Sala Grigia si avvicina un tizio con in mano una copia di un libro che non è il mio. «Me lo può firmare?» «Ma io non sono Scanzi.» «Fa lo stesso.»

 

antonio padellaro foto di bacco

Facciamo un briefing seduti al bar. Dice la giovane editor che indossa scarponcini blindati: «Il tuo problema è che non hai nemici, vai d’accordo con tutti, chi ti compra se non insulti nessuno? Guarda qui, quando vai in tv i momenti di maggiore ascolto coincidono con X», e il social media manager (un altro che viene pagato per umiliarmi) mostra un tizio dal cranio lucido e barba da hipster.

 

Osservo che X ha l’aria di uno che si prepara alla Notte dei cristalli. «Okay, allora, alza la voce, aggrediscilo, abbandona lo studio.» Ma qui siamo al Salone del Libro, obietto. La editor mi ignora e mentre se ne va dice al Smm con aria rassegnata: «La prossima volta proviamo a pagare una claque che lo mandi direttamente ’affanculo, come recensione può funzionare».

 

A una presentazione in una ridente località della Calabria vengo aggredito da un tizio che mi accusa di qualsiasi cosa. Poiché rappresenta circa la metà del pubblico presente cerco di mostrarmi propenso al dialogo mentre lui mi mostra l’indice. Al temine, mi viene incontro con un sorriso smagliante e propone: «Ci facciamo un selfie?»

 

scanzi twitta la redazione del fatto con travaglio padellaro gomez

Una volta ebbi un folto pubblico. Infatti, l’editore aveva pregato Massimo Fini di presentarmi. Fu gentile, parlò tutto il tempo del suo ultimo saggio su Nietzsche senza mai menzionarmi.  Ebbe molti applausi. La volta precedente avevo chiesto la cortesia a un’altra prestigiosa firma, sempre molto disponibile. Eravamo nell’aula magna della Luiss, gremita di matricole, tutte con il pollice verde dello scrittore.

 

La sera prima, se ricordo bene, il mio mentore aveva visto al cinema Magnolia e ne fece una recensione entusiastica. Alla fine afferrò il mio saggio, lo agitò per aria come per infondergli un soffio di vita, lesse il titolo che evidentemente non ricordava e con un mirabile salto carpiato riuscì a mettere in relazione non so come Tom Cruise con Totò Riina (era un libro sulla mafia).

 

massimo fini

Un’altra volta, aspettavo in ambasce in una libreria Feltrinelli che arrivasse il mio illustre presentatore, firma storica del Corriere della Sera. Che, con il pubblico già piuttosto storto piomba finalmente in sala, trafelato ma caricato a mille. Si sofferma su una specifica pagina del mio libro che impreziosisce di elogi e di dotte citazioni a corredo.

 

 

Con una tale trasporto che penso di essermi sottovalutato. Più tardi, a cena, giunti al terzo bicchiere di bollicine gli chiedo di rivelarmi qual è il suo segreto, visto che per la fama di cui gode viene chiamato a presentare una montagna di libri. Li leggi tutti? «Fossi matto», e spiega: «Si prende una pagina, a caso, meglio se verso la fine del volume, si legge, sempre a caso, un capoverso piuttosto denso, mi raccomando ad alta voce come se fosse un passo del Vangelo, e dopo una pausa si dice che per comprendere il significato più autentico e recondito dell’opera bisogna partire da qui, dopodiché s’improvvisa». Esattamente come aveva fatto con me.

 

intervento di antonio padellaro

Ho vissuto anche giorni esaltanti. Come zompettare da una libreria all’altra di Roma per il firmacopie. La spiegazione è semplice, i librai possono restituire all’editore anche tutte le copie in giacenza, tranne quelle firmate. I librai, che non sono scemi, permettono il firmacopie solo in presenza di acquirenti con il libro in mano.

 

Altri fanno finta di niente per non inimicarsi l’editore. «Firmi pure che se restano invenduti li doniamo a Sant’Egidio per i missionari del Mali.» Vengo invitato a un giro in Liguria. A Imperia una piccola folla è in attesa. Va tutto bene e al termine si forma una piccola catena di affezionati lettori. Solo che mancano le copie. Protesto ma l’organizzatore s’innervosisce: «Non dovevi portarle tu? Non possiamo pensare a tutto noi».

 

ANTONIO PADELLARO MARCO TRAVAGLIO FURIO COLOMBO

Mi sottopongono ai talk show del primo mattino. Quelli con un pubblico assonnato che con un occhio guarda il teleschermo e con l’altro vigila sulla moka che non esploda. In studio, un paio di politici di terza fila, più il redattore di un quotidiano online che si firma vice. Chi conduce mostra per un nanosecondo la copertina del mio capolavoro e poi mi chiede se sono favorevole o contrario alla transizione sessuale degli adolescenti. Protesto: «Ma che c’entra?» «È quello di cui la gente parla.»

In un filo diretto radiofonico un collega assai informato mi presenta come un giornalista che ne ha viste di tutti i colori. Sto per addentrarmi sui terribili anni Ottanta, stragi terroristiche e quant’altro ma ecco che: «Abbiamo in linea un ascoltatore».

 

padellaro

«Sono Beppe da Talenti. Buongiorno dottor Padellaro e complimenti per la trasmissione. Tutto molto interessante. Vorrei sapere come giudica la campagna acquisti della Roma?» Una volta mi passano un tale che sostiene di essere mio cugino. «Mi chiamo proprio come te, Antonio, e telefono da Palermo.» «Ah, bene e che lavoro fai di bello?» «Sono disoccupato.» «Ohi, mi dispiace, e da quanto?» «Da ventitré anni.» «Caspita, e cosa fai per vivere?» «Il lotto clandestino. Posso venire a trovarti?» «Per carità, no.»

antonio padellaropadellaro antonioantonio padellaroantonio padellaro

monica giandotti antonio padellaro foto di baccoantonio padellaro a otto e mezzo 2quotazione del fatto quotidiano marco lillo antonio padellaro peter gomez cinzia monteverdi marco travaglioLO SCONTRO TRA ANTONIO PADELLARO E ALESSANDRO DE ANGELISantonio padellaro a otto e mezzo 1antonio padellaro foto di bacco (3)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...