FRANCAMENTE, SE NE INFISCHIA (DEI FISCHI) - PAOLO FRANCHI, TRIONFATORE A ROMA CON “E LA CHIAMANO ESTATE”, MANDA A QUEL PAESE I CRITICI SIBILANTI: “SE NON TI PIACE UN FILM TE NE VAI E SCRIVI QUEL CHE VUOI” - LA FIGA DELLA FERRARI MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA? “CI SONO TANTE OSSESSIONI COMPULSIVE, QUELLA SESSUALE È PIÙ DIFFUSA DI QUANTO NOI NON PENSIAMO” - “SE UNO È PRURIGINOSO VEDE COSE CHE NON DIPENDONO DA ME…”

Arianna Finos per "la Repubblica"

Paolo Franchi il giorno dopo il doppio contestatissimo premio al Festival di Roma parla con voce flebile - «ho dormito due ore stanotte » - di chi è morto e risorto. Fischiato, sbeffeggiato e stroncato dai critici, il suo E la chiamano estate ha vinto per la regia e la migliore attrice, Isabella Ferrari.

Lo schivo autore bergamasco, 42 anni, tenta un bilancio della più contrastata edizione della rassegna romana di cui è stato, nel bene e nel male, protagonista: «Questi tre giorni, al netto di aggressività e maleducazione sono stati vitali. Le reazioni forti le trovo interessanti come un applauso. Perché tutta questa aggressività? Se non ti piace un film te ne vai e scrivi quel che vuoi. Ma la rabbia, il rancore, espressi in una scena futuristica alla Marinetti, dimostrano che c'è identificazione».

Lei dice che il suo film scandalizza per il sesso. Non sarà perché è stato giudicato molto brutto?
«Cinque tra psicanalisti e psichiatri hanno assistito alla proiezione per il pubblico. Per loro le reazioni imbarazzate, le risatine, sono frutto di una sorta di identificazione e di rimozione: vedersi o riconoscersi in qualcosa in cui non ci si vuole riconoscere. Ci sono tante ossessioni compulsive, quella sessuale è più diffusa di quanto noi non pensiamo, altrimenti la romana via Flaminia non sarebbe sempre così affollata la notte e non ci sarebbero tanti club per scambisti. Molti la vivono segretamente, magari sono padri di famiglia e non la vogliono vedere rappresentate al cinema».

Ha cercato lo scandalo per farsi notare?
«È una lettura tendenziosa e denigratoria. Non penso mai "faccio qualcosa per provocare". Faccio ciò che sento. Vengo da studi di critica psicanalitica dell'arte, la psicanalisi affronta ampiamente la sessualità. Se uno è pruriginoso vede cose che non dipendono da me. La mia ricerca è onesta».

Lei si è definito autore per pochi. Disprezza il pubblico?
«Non mi vanto di essere autore elitario, ma parlo un linguaggio cinematografico cui il pubblico è disabituato. La mia è una constatazione. Autori che stimo, Bellocchio e Garrone, fanno film per pochi. Se ci si confronta solo con il box office e tv allora è meglio lasciar perdere. Oggi produttori fanno film approvati dalla tv. Sono passacarte».

Anche i giurati internazionali erano divisi sul film.
«Hanno discusso fino alle tre di notte, colpiti per la reazione suscitata dal film. Gli stranieri mi capiscono di più. Il mio primo film, La spettatrice fu scartato da Venezia e Torino. Poi De Niro l'ha voluto al Tribeca».

E' vero che "E la chiamano estate" era stato rifiutato a Venezia?
«No. La produttrice l'aveva mostrato ai selezionatori ma io ho subito chiamato Barbera per dire che mi ritiravo, dopo le polemiche di Nessuna qualità agli eroi».

Il film è costato un milione e mezzo di euro, 400mila dal Ministero e 80mila dalla Regione Puglia. Si rifarà delle spese?
«In realtà è costato poco, gli attori hanno lavorato per un compenso simbolico».

 

isabella ferrari paolo franchi Isabella Ferrari Paolo Franchi ISABELLA FERRARI PAOLO FRANCHI isabella ferrari e la chiamano estate

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...