giorgia meloni rai cavallo viale mazzini

LA RAI VUOLE FARE CARTA STRACCIA DEI GIORNALI - PER RECUPERARE IL DENARO CHE IL GOVERNO LE TOGLIERÀ CON IL TAGLIO DEL CANONE, DA VIALE MAZZINI CHIEDONO ALLA DUCETTA DI INTERVENIRE SUL FONDO PER IL PLURALISMO, DOVE VIENE INCANALATA UNA PARTE DELLA TASSA SULLA TV - "IL FOGLIO": "LA RAI DICE A MELONI CHE IL CANONE È UN'IMPOSTA DI SCOPO. SE LO SCOPO È PAGARE LA RAI, PER QUALE RAGIONE IL DENARO DEVE ANDARE AI PICCOLI QUOTIDIANI CORSARI, CHE IN QUESTI MESI ATTACCANO LA RAI?" - "È IL MEDIO ORIENTE DEGLI STRACCIONI E C'È CHI GIOCA ANCORA AL MERCANTE IN FIERA"

Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “Il Foglio”

 

meloni viale mazzini rai

Sta per diventare un camposanto e si preoccupano di chi deve accendere le candele. Che il prossimo ad della Rai sia Sergio, Rossi o Chiocci è ininfluente. Il governo vuole che la Rai risparmi, venda tutto quello che può vendere: immobili, quote di Rai Way.

 

La Rai risponde. Per recuperare il denaro che il governo le ha tolto vuole rifarsi sulla carta stampata, farne “cartastraccia”. I vertici Rai chiedono ora alla premier, e lo fanno con argomenti, per la destra convincenti, di “affamare” i piccoli quotidiani già stremati, le tv locali, di eliminare le agevolazioni fiscali a favore di cooperative ed editori che guidano aziende private. Si propone, e in maniera massiccia, di intervenire sul fondo per il pluralismo.

 

meloni comizio su rainews24

[...] Ci sono due grandi fondi che sostengono la carta stampata. Il primo è quello chiamato “Fondo straordinario per il sostegno all’editoria”, un altro è quello per cui stanno lottando, proprio in queste ore, gli editori, e la loro federazione, la Fieg. E’ un fondo straordinario, attivato, durante il Covid. Il primo vale 160 milioni e 110 arrivano da una quota del canone Rai.

 

L’altro fondo, lo straordinario, vale 140 milioni. Il primo è quello che il Mef intende salvaguardare, il secondo è quello destinato, e si sa già, a saltare.

 

Il fondo era appunto “straordinario”, ma venuto meno, e per fortuna, il Covid, quelle ragioni non ci sono più. Sarebbe, e lo spiegano i funzionari che lavorano al dipartimento per l’Informazione e l’editoria, “il crollo definitivo del settore”. Il vecchio mondo antico, quello della carta, non potrà che reagire. Si eleverà il grado di conflitto tra quotidiani e governo. [...]

 

pino insegno giorgia meloni

E’ il fondo del pluralismo quello che fa gola alla Rai. Lo alimenta la tv di stato. Con il governo Draghi è cambiato il meccanismo. Non è più la Rai che gira quelle risorse. Una quota del canone viene canalizzata in maniera diretta sul fondo. Si è fissata la cifra. 110 milioni di euro. Pure il numero, dopo il Superbonus 110 per cento, non porta bene. La Rai che deve presentare al suo azionista, il Mef, il piano industriale ricorda al governo che c’è un precedente.

 

marco chiocci

Durante il governo Conte, l’ad era Salini, e il fondo ai giornali venne decurtato. La Rai era riuscita a strappare 40 milioni di euro. In quegli anni, nel cda Rai, il membro in quota FdI, era Giampaolo Rossi, oggi direttore generale. Forse è meglio che si occupi, e davvero, di Pino Insegno, l’esodato Rai, che raggiunto al telefono dice: “Mi sembra surreale, ho un contratto con la Rai”.

 

Forse è preferibile che se ne occupi Rossi al posto di Ciannamea, il direttore Intrattenimento, in quota Lega, che di fatto ha inserito in palinsesto Insegno, con il bollo di Stefano Coletta, il direttore distribuzione, quota Pd. Coletta era uno che poteva dire: “Non mi piace, non ci sto”. Lo poteva fare. Non lo ha fatto. In Rai ci si diverte, ogni mattina, a leggere, inoltrare gli articoli (neppure il quotidiano comprano) dei giornalisti della carta stampata, quelli che fanno la “guerra santa” al posto loro.

giorgia meloni

 

Per questi “dissociati Rai” tanto è sempre stipendio pieno. Rossi è il direttore generale e un dg, se ha bisogno di soldi dal governo, va per le spicce.

 

Dato che la Rai non è più intoccabile e che la privatizzazione, per la destra, la sua messa sul mercato non è più un tabù, la Rai di Meloni dice a Meloni che il canone è un’imposta di scopo. Cosa significa? Significa che se lo scopo è pagare la Rai, per quale ragione il denaro deve andare ai piccoli quotidiani corsari, quelli che in questi mesi attaccano la Rai? Bisogna essere onesti.

 

Il governo al momento non ha toccato il fondo per il pluralismo. Anzi, malgrado il vecchio canone sia sceso da 90 euro a 70, la quota di canone Rai canalizzata sul fondo è rimasta invariata.

LA NUOVA RAI MELONIANA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

E’ scesa la somma (da 110 a 104) ma per i tagli lineari. A spalleggiare chi desidera fare “cartastraccia” sono pure i produttori dell’audiovisivo che con la Rai ci collaborano. [...] Sta in pratica per scoppiare un conflitto tra privilegiati e smandrappati, giornalisti tv contro giornalisti della carta, e tutto per avere ancora un morso di mondo, quello dell’informazione, un mondo sempre più derelitto, aggredito dal web, dove gli unici direttori che contano sono quelli del personale. E’ il Medio Oriente degli straccioni e c’è chi gioca ancora al Mercante in fiera .

MELONI E SALVINI COME SANDRA E RAIMONDO - ANNETTA BAUSETTIFRATELLI DI RAI - VIGNETTA BY MACONDO

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…