A PROPOSITO DI...SEVERGNINI – LE IMPRESE GIORNALISTICHE DELL’ANGLISTA DI CREMA AL “CORRIERE DELLA SERA” FANNO CAPIRE MEGLIO DELLE STATISTICHE LA CRISI INARRESTABILE DEI QUOTIDIANI. ORA METTIAMOCI NEI PANNI DEL LETTORE CHE SABATO, APRENDO IL GIORNALE, SI È TROVATO SOTTO GLI OCCHI UNA ARTICOLESSA SULLE OLIMPIADI INVERNALI CHE INIZIAVA CON QUESTE RIME: “IL SOLE SPLENDE SOPRA MILANO, IL MONTE ROSA BRILLA TRA I GRATTACIELI CHE ALCUNI CRITICANO MA TUTTI FOTOGRAFANO. I GIOCHI SI AVVIANO ALLA CONCLUSIONE, E PRODUCONO UNO STRANO IMPASTO DI ORGOGLIO E MALINCONIA”. BENVENUTI ALLORA ALLA DUBAI SUI NAVIGLI...
T.A.C per Dagospia
beppe severgnini a otto e mezzo
Il saggista e poeta, Franco Antonicelli, osservava che nel teatrino buffo del corsivista dell’”Unità”, Mario Melloni, in arte Fortebraccio, c’era un numero limitato di personaggi come in Campanile, Longanesi, Flaiano e Maccari con i suoi disegni graffianti.
Già, del resto la maschera di Pulcinella nelle sue forme e avventure sciagurate fa sempre sé stesso. Forse è questa la ragione che anche noi, senza fare alcun raffronto con i satiri appena citati, abbiano i nostri clienti fissi al tavolo della punzecchiatura.
ARENA SANTA GIULIA MILANO - OLIMPIADI MILANO CORTINA
Uno di questi avventori della casa, è Beppe Severgnini, le cui imprese giornalistiche al “Corriere della Sera” fanno capire meglio delle statistiche la crisi inarrestabile dei quotidiani.
Ora mettiamoci nei panni del lettore che sabato, aprendo il giornale, si è trovato sotto gli occhi una articolessa dell’anglista di Crema sulle Olimpiadi invernali che iniziava con queste rime:
“Il sole splende sopra Milano, il Monte Rosa brilla tra i grattacieli che alcuni criticano ma tutti fotografano. I giochi si avviano alla conclusione, e producono uno strano impasto di orgoglio e malinconia”. Benvenuti allora alla Dubai sui Navigli
Immaginiamo che qualche lacrimuccia sarà scivolata sul volto ancora accigliato del povero milanese, ma non per la prosa del novello “poetta”, Carlo Porta. E neppure per i suoi versi crepuscolari alla Gozzano. Bensì per aver vissuto per giorni chiuso in casa sua (non a Cortina o Livigno) dentro una bolla surreale quei giochi riservati ai potenti della terra così lontani dallo spirito di De Coubertin.
Essì, che siano stati “affidabili”, secondo il poetastro Beppe, ma nel proteggere i vari (e avariati) Vance, Rubio e compagnia trumpiana da possibili minacce terroristiche con le zone rosse, le vie sbarrate, i mezzi pubblici bloccati, uffici chiusi, traffico impazzito dal Duomo fino al suo dinamico hinterland.
Molto meno i milanesi hanno potuto godere dei pochi e carissimi avvenimenti agonistici svoltosi al Palaghiaccio destinato al rottamaggio. Il Bebbe, però, va perdonato. Da buon anglista non legge i giornali italiani, soltanto “The Times” e, qualche volta, “The Economist” e “New Statesman”.
Così, dopo essersi arrampicato sugli specchi, secondo lui abbiamo vissuto le “Olimpiadi dell’affidabilità”. Molto meno si fida del “Corriere della Sera”. Sia delle sue cronache critiche sui giochi sia delle lettere indignate dei lettori, schiavi del loro provincialismo.
E non perde il vizio, com’è già successo in via Solferino con Dino Buzzati di tirare in ballo (a sproposito) pure lo scrittore Goffredo Parise, anche che se entrambi veneti la pensavano come Goethe: “I Monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi”.
Una volta chiesero all’editore Urbano Cairo quali erano stati alcuni errori della sua vita imprenditoriale: “L’acquisto del Torino calcio e affidare la direzione del magazine del Corriere Sette, a Beppe Severgnini”. Ma durò poco.
cerimonia di apertura olimpiadi milano cortina
la foto di gruppo prima della cena dei capi di stato alle olimpiadi invernali milano cortina foto lapresse
milano, manifestazione contro l'ice alle olimpiadi invernali 10
BEPPE SEVERGNINI
SEVERGNINI
cane lupo cecoslovacco in pista alle olimpiadi milano cortina 4
severgnini
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