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CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DAL “FATTO QUOTIDIANO”: “LA LUNGHEZZA DEL PENE È CRESCIUTA DI 3 CM IN 30 ANNI, MA GLI ESPERTI AVVERTONO: ‘PESSIMO SEGNALE’”. TUTTA INVIDIA -  CONCITA DE GREGORIO: "UN MODO SICURO PER NON RISCHIARE LA VITA È NON PARTIRE, COME SAREMMO CERTISSIMI DI NON DIVORZIARE SE EVITASSIMO DI SPOSARCI E DI AVERE FIGLI SE NON FACESSIMO L'AMORE". LA DENATALITÀ RISOLTA CON UN RIMEDIO DOLOROSO: SE NON SI FA L'AMORE, SI HANNO FIGLI...

“Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto da “Anteprima. La spremuta dei giornali di Giorgio Dell’Arti” e pubblicato da “Italia Oggi”

(http://www.stefanolorenzetto.it/telex.htm)

 

ansa, portarei di missili

Editoriale di Concita De Gregorio sulla prima pagina della Stampa: «È vero che un modo sicuro per non rischiare la vita è non partire, come saremmo certissimi di non divorziare se evitassimo di sposarci e di avere figli se non facessimo l’amore».

 

La denatalità risolta con un rimedio doloroso: se non si fa l’amore, si hanno figli. (In caso contrario, serviva un non in più: «Saremmo certissimi di non avere figli se non facessimo l’amore»).

 

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Il sociologo Ilvo Diamanti spiega sulla Repubblica che Elly Schlein, nuova segretaria del Pd, ha «ottenuto il 54%, mentre Stefano Bonaccini si è fermato al 46%. Se rivolgiamo lo sguardo al territorio, ciò significa 12 regioni a 8».

 

il fatto quotidiano, capigruppo anziche capogruppo

Ed ecco, riassunto in un sommario, che cos’hanno capito in redazione: «La deputata dem ha avuto la meglio in 12 regioni su 8», esercizio più difficile per la logica che per l’aritmetica e la statistica. Tenuto conto che le regioni italiane sono 20, semmai avrà avuto la meglio in 12 su 20.

 

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Monica Guerzoni afferma, sul Corriere della Sera, che Giorgia Meloni «ha fondato Fratelli d’Italia a 36 anni nel 2002». Meloni nel 2002 aveva 25 anni, non 36, e il partito Fratelli d’Italia è stato costituito a Roma il 28 dicembre 2012 con atto pubblico del notaio Camillo Ungari Trasatti.

 

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MONICA GUERZONI

Commentando nell’editoriale di prima pagina la tragedia dei profughi partiti dalla Turchia e annegati al largo delle coste calabresi, Alessandro Sallusti, direttore di Libero, prima parla di «un barcone carico di immigrati», poi di «un grande caicco, lungo neppure venti metri», quindi di «una barca», infine di «un caiacco».

 

Se la seconda definizione pare appropriata (il caicco, anticamente a remi, oggi è l’imbarcazione tipica delle coste turche), l’ultima è del tutto sballata: il caiacco, o kayak, è la canoa a un solo posto, raramente a due, mossa con la pagaia, tipica degli eschimesi, oppure la canoa da turismo e competizione.

 

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il fatto quotidiano, lunghezza del pene

Titolo dall’Ansa: «Kiev, nel mar Nero 5 portaerei russe di missili Kalibr». Succede quando si traduce con Google le notizie dei media esteri. Qui missile carrier è diventato «portaerei di missili», mentre in inglese significa «portamissili». E infatti le unità navali della foto sottostante non sono portaerei.

 

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Secondo Giovanni Valentini, che ogni sabato pontifica su editoria e televisione dalle pagine del Fatto Quotidiano, «Antonio Angelucci, già proprietario del Tempo di Roma e più recentemente del Giornale», è «in lizza per acquistare anche il quotidiano La Verità».

 

montanelli berlusconi

Angelucci non è proprietario del Giornale: di recente è solo apparsa la notizia secondo cui avrebbe comprato la testata fondata da Indro Montanelli ma, ancora più recentemente, Il Foglio l’ha smentita, rivelando che Silvio Berlusconi si terrà la testata, cui pare essere affezionatissimo.

 

Più avanti, Valentini sostiene che «Andrea Riffeser Monti, erede dell’ex “petroliere nero”, controlla a sua volta La Nazione (Firenze), Il Resto del Carlino (Bologna), Il Telegrafo (Livorno) e Il Giorno, fascicolo comune che raggruppa i tre quotidiani sotto il marchio QN Quotidiano Nazionale». Noi di quotidiani ne contiamo quattro, non tre. E forse andava precisato che Il Telegrafo ha cessato di uscire in edicola il 1° luglio 2019 e oggi è solo una testata online.

 

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la repubblica violenta l'aritmetica

Titolo dal Fatto Quotidiano: «Schlein si prende il Pd: segreteria senza i big, via le due capigruppo». Il femminile plurale di questo sostantivo rimane invariato: le capogruppo. Infatti, nei nomi femminili composti con capo, la regola è che singolare e plurale restano uguali: la capostazione, le capostazione; la caposala, le caposala; la capoufficio, le capoufficio; il caposquadra, le caposquadra; il caporeparto, le caporeparto.

 

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bergoglio ai funerali di ratzinger

Papa Francesco ha deciso che i cardinali alloggiati in appartamenti di proprietà della Santa Sede debbano d’ora in poi pagare l’affitto, rivela Emiliano Fittipaldi, vicedirettore di Domani. Il quale dà anche conto delle reazioni vaticane: «I nemici dell’argentino, invece, credono che la mossa sia “solo un dispetto a una curia che Bergoglio disprezza da quando è a Roma”», come gli ha confidato «un importante berretta». Il gender dilaga.

 

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dante ferretti foto di bacco

In un’intervista sul Corriere della Sera, Valerio Cappelli fa dire a Dante Ferretti, scenografo che ha vinto tre premi Oscar: «Squillò il telefono, era Renzo Rossellini, produceva Medea». Impossibile. Il produttore di Medea, film di Pier Paolo Pasolini, fu Franco Rossellini, figlio del musicista Renzo Rossellini e nipote del regista Roberto Rossellini.

 

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Con un articolo di Gabriele Nicolò, che occupa più di mezza pagina, L’Osservatore Romano celebra i 120 anni dalla nascita di Georges Simenon, padre del commissario Maigret.

 

elly schlein oggi e un altro giorno

Un sommario recita: «Sbarazzandosi della stereotipata divisione fra buoni e cattivi, lo scrittore ha denunciato comuni bassezze e torbide pulsioni». Non ne dubitiamo, tenuto conto che in un dialogo con Federico Fellini, pubblicato nel 1977 dal settimanale L’Express in occasione dell’uscita del film Casanova, lo scrittore confessò di aver posseduto 10.000 donne, 8.000 delle quali prostitute. Del resto, come scrive Nicolò, «il messaggio, di alto valore morale, che Simenon intende comunicare è chiaro: siamo tutti nella stessa condizione». Il giallista belga un po’ di più.

 

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Titolo dal Fatto Quotidiano: «La lunghezza del pene è cresciuta di 3 cm in 30 anni, ma gli esperti avvertono: “Pessimo segnale”». Tutta invidia.

FLUSSI DI VOTO ALLE PRIMARIE PD

 

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