MA QUALE ACCADEMIA E CERIMONIA! GLI OSCAR DI QUEST’ANNO SONO LA FESTA DE’ NOANTRI - LA LAWRENCE CADE SUL RED CARPET, LA STREEP BALLA CON PHARRELL, GLI ATTORI POSANO IN UN SELFIE STORICO E BRAD PITT SERVE LA PIZZA A TUTTI I CONVITATI

da www.businessinsider.com

Questa edizione degli Oscar è stata piuttosto particolare, decisamente divertente e molto social, meno solenne del solito. E' iniziata con la caduta dell'attrice Jennifer Lawrence, inciampata sul cono segnaletico e rialzata dal fidanzato Nicholas Hoult e da un poliziotto. Era già caduta lo scorso anno, sempre sulle scale del Dolby Theatre.

Il ragazzo della pizza ha portato la margherita in platea e Brad Pitt l'ha servita a tutti i convitati, Pharrell Williams ha ballato con Meryl Streep e Lupita Nyong' o, la miglior attrice non protagonista vestita da Cenerentola, spontanea e frizzante.

Sono stati immortalati momenti di grande gioia, con il regista Steve McQueen che salta in alto alla premiazione di "12 anni schiavo", e momenti di tenerezza con la Jolie e Pitt che abbracciano affettuosamente il cast del premio Oscar e Mcconaughey che bacia commosso sua moglie Camila Alves per essere stato eletto migliore attore. E poi c'è il selfie dei nominati agli Oscar che rimarrà nella storia, oltre a vari photobombing.

2. NELLA SERATA DELLE BANALITÀ SPICCA IL "VIADO" JARED LETO
Carlo Bizio per "il Giornale"

It's time, è l'ora, è il momento giusto: la campagna pubblicitaria per la corsa agli Oscar di 12 anni schiavo ha fatto perno intorno a questo tema.

Era l'ora che un film sulla schiavitù in America, diretto da un regista nero durante la presidenza di un nero, vincesse un Oscar. Così è stato, come previsto. Ma quest'ultima edizione degli Academy Awards - Oscars per gli amici - s'è distinta soprattutto per motivi socio-mondani: la massiccia presenza della componente gay-lesbica nel direttivo dello spettacolo stesso, dalla coppia di anziani produttori, fidanzati di lungo corso, alla conduttrice Ellen DeGeneres, sposata a Portia De Rossi, (molto fotografata agli arrivi senza altro motivo che essere la consorte), il tutto coronato dalla vittoria di Jared Leto per Dallas Buyers Club come miglior attore non potagonista: Leto non è gay ma interpreta alla perfezione un viado molto femminile. Leto è stato l'unico, del resto, a dire qualcosa di significativo nel discorso di ringraziamento, citando l'epidemia dell'HIV (soggetto del film) e inviando una preghiera a paesi tormentati nel mondo, come l'Ucraina e il Venezuela.

Da segnalare la provenienza extra-americana dei tre registi premiati: Steve McQueen, regista del film vincente (12 anni schiavo) è inglese, Alfonso Cuarón, miglior regista per Gravity (ben sette Oscar per il suo film, tutti tecnici però) è messicano, oltre ovviamente a Sorrentino. Matthew McConaughey, vincitore come miglior attore per Dallas Buyers Club (lo spacciatore che si becca l'Aids nei primi '80 e inizia a smerciare farmaci retrovirali non ancora legali), ha proferito forse il discorso peggiore della serata: senza fare accenno alla scottante tematica del film di Jean-Marc Vallée, il piacione McConaughey ha celebrato se stesso, toccato dalla grazia di Dio, citandosi come eroe, seppur nella versione: «il vero eroe è colui che insegue l'eroe, quel se stesso ideale che auspicabilmente eroe diventa in futuro». Un trionfo narcisista.

Momenti chiave dello show: Jennifer Lawrence che inciampa e cade anche quest'anno, il pizza party semi-improvvisato dalla DeGeneres in sala, con le star delle prime file disposte al gioco, e la foto selfie di gruppo scattata da Bradley Cooper twittata all'istante dalla conduttrice e subito diffusasi in tutto il mondo. Festa della chirurgia plastica (mal riuscita) sui volti di vecchie glorie del passato, da Goldie Hawn a Bette Midler, da Kim Novak a Liza Minnelli, rifatti in modo impressionante: un museo degli orrori.

C'è voluto parecchio per capire che quella coi capelli blu era davvero la Minnelli. La vittoria dell'australiana Cate Blanchett come miglior attrice ha riscattato in parte la débâcle personale (accuse di molestie da parte della figlia) di Woody Allen: «Questo mio premio giunge grazie alla straordinaria sceneggiatura di Woody Allen. Grazie Woody per avermi scritturata» ha detto la Blanchett. La kenyana e magrissima Lupita Nyong'o, Oscar come miglior attrice non protagonista per 12 anni schiavo, ha ricordato che «non importa dove ti trovi e dove cresci nel mondo, i vostri sogni sono sempre validi».

L'enfasi sul concetto di sogno e la sua realizzazione - specie se con la statuetta placcata d'oro in mano - è ricorsa in tutti i discorsi dei vincitori. Perfino l'alternativo Leto si è lasciato andare a un accorato ringraziamento alla madre, «che pur giovanissima e single ha insegnato a me e mio fratello a sognare».

 

 

Pharrell Williams balla con Lapita e la Streep Jennifer Lawrence strappa l Oscar a Lupita Nyongo Jennifer Lawrence cade sul red carpet Jennifer Lawrence agli Oscar Il regista Steve McQueen salta di gioia Il brillante selfie degli Oscar Brad Pitt serve la pizza a tutti

Ultimi Dagoreport

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)

giuseppe conte elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT - MENTRE CASA ITALIA BRUCIA, TRA PISTOLERI E GENERALI, NON DISTURBATE ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE: I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) PROPRIO NON SI RENDONO CONTO CHE IL "CAMPO LARGO" VA ALLARGATO A TUTTE LE FORZE MODERATE E RIFORMISTE. AD OGGI, DI UNA COALIZIONE ALTERNATIVA ALL'ARMATA BRANCA-MELONI, NON C’È TRACCIA - SE CONTE E SCHLEIN TENESSERO DAVVERO ALLA VITTORIA DELLA COALIZIONE, PIÙ CHE ALLA PERSONALE AMBIZIONE DI ANDARE A PALAZZO CHIGI, AVREBBERO DA TEMPO FATTO UN PASSO INDIETRO A FAVORE DI UN "PAPA STRANIERO" (IL FAVORITO E' ROBERTO GUALTIERI) - MA I DUE LEADER (SI FA PER DIRE) NON RIESCONO A FICCARSI NELLA TESTA CHE, IN CASO DI SCONFITTA ALLE POLITICHE DEL 2027, RISCHIAMO DAVVERO DI SVEGLIARCI UNA MATTINA CON MELONI AL QUIRINALE E VANNACCI A PALAZZO CHIGI…