gio stajano

"SONO GAY E LA SOCIETÀ MI FA SENTIRE UNO SPORCO ESSERE. CERCA DI DARMI UN CONSIGLIO, CARO GIÒ", “SI LAVI COL DETERSIVO E PASSERÀ...” - QUANDO GIÒ STAJANO, PRIMA TRANS D’ITALIA E PRIMO A OPERARSI A CASABLANCA, DAVA CONSIGLI ?NELLA RUBRICA DI LETTERE SU "MEN". A DIECI ANNI DALLA MORTE, DUE LIBRI LA RICORDANO: “NON SO INDICARLE UN FORNITORE DI PENI ARTIFICIALI. QUELLI CHE CONOSCO IO LI FORNISCONO TUTTI AUTENTICI” - UN DICIOTTENNE DI BUSTO ARSIZIO, INNAMORATO DI UN COETANEO, GLI CHIEDEVA DISPERATO: "PENSI CHE IO POSSA GUARIRE, MAGARI RIVOLGENDOMI A UNO PSICOLOGO? O SARÒ ETERNAMENTE COSTRETTO AD AMARE UOMINI?" - E GIÒ RIBATTEVA CON VELENO: "SI TRANQUILLIZZI, LE GARANTISCO CHE..."

Antonella Barina per “il Venerdì di Repubblica”

 

giò stajano 6

È il 1972 e il settimanale Men, il primo in Italia «per soli uomini» (nudi femminili hot e inchieste provocanti), pubblica anche la prima rubrica per cuori solitari gay. «Sono un ragazzo di 16 anni e leggo Men con entusiasmo, perché è l' unica fonte di sollievo per me che sono omosessuale», scrive tale Giusva di Sinigallia.

 

«Sì, sono uno di quelli che la società ripudia. Talvolta vorrei gridare, perché non resisto più. Cerco di evitare gli sguardi dei passanti per non tradirmi, rendendomi più maschio possibile, ma la paura è tanta. La società mi fa sentire uno sporco essere. Cerca di darmi un consiglio, caro Giò».

 

giò stajano 6

E Giò - punto di riferimento di tante solitudini gay in un' Italietta beghina e ipocrita - risponde. Lo fa sdrammatizzando, con humour e giochi di parole: «Si lavi con un buon detersivo. Magari uno di quelli che danno il pulito che più pulito non si può. Così non si sentirà sporco e magari la inviteranno a partecipare a qualche spot pubblicitario in tv. Ma non si lasci tentare a cambiare un fustino con due fustoni. Altrimenti si tradirà subito».

 

Giò è all' anagrafe Gioacchino Stajano Starace, conte Briganti di Panico (nientemeno che il nipote dell' ex gerarca fascista Achille Starace), in arte Giò Stajano: il primo protagonista delle cronache mondane a dichiararsi pubblicamente gay e in seguito, nel 1982, a cambiare sesso con un intervento a Casablanca.

 

giò stajano

Una figura dirompente nel Belpaese che ancora vede l' omosessualità come una malattia e definisce «invertito» chi non è attratto dalle donne, in quanto «inverte» le regole della natura e della società. Una personalità audace, che firma la rubrica Il salotto di Oscar W. spolverato da Giò Stajano con gran successo: duecento lettere a settimana di uomini confusi e turbati dai propri sogni proibiti, che cercano consiglio e conforto.

 

giò stajano andreotti

il chiodo fisso del look Vale la pena di rileggerla quella posta del cuore che aprì uno squarcio nella cappa codina degli anni 70, se ancor oggi c' è bisogno di una legge Zan contro l' omofobia. Manni Editori la ripropone ora in un libro, Il salotto di Giò Stajano, curato da Willy Vaira (pp. 208, euro 15,50); mentre pubblica una nuova edizione riveduta e corretta di Pubblici scandali e private virtù, l' autobiografia che Giò scrisse con l' aiuto di Vaira nel 2007, quattro anni prima di morire (pp.144, euro 14,50).

 

Quando il racconto della sua vita sfacciata uscì per la prima volta, andai a stanare Giò (ormai diventata Maria Gioacchina) a Sannicola, vicino a Lecce, dove viveva in un monolocale di 25 metri quadri senza finestre e riscaldamento, sotto una coltre di polvere che solo il suo gatto smuoveva un po'.

giò stajano cover

 

Pensare che nel 1931 a Sannicola era nata (come Gioacchino) nel palazzo del suo potentissimo nonno, Villa Starace, tra affreschi, mosaici e terre di famiglia, quelle su cui ora sorge il paese. «Ho guadagnato molto e sempre in nero, ma ho speso ancora di più», mi spiegò.

«Così oggi devo cavarmela con la pensione sociale». Alta un metro e 80, volto ritoccato da più interventi di chirurgia estetica, a 76 anni Giò appariva ancora civettuola in ecopelliccia leopardata, come il foulard, abito lungo e turbante.

 

Il look era sempre stato il suo chiodo fisso fin da quando, ragazzo poco più che ventenne, era approdato a Roma, per ritagliarsi uno spazio nella Dolce Vita della città: capelli ossigenati, calzoni di voile plissettato, collane e pendagli, a quei tempi lanciava mode stravaganti e si imponeva ai paparazzi con le sue trovate, dai finti suicidi per amore alle passeggiate con gallina al guinzaglio.

 

giò stajano 6

Di locale in locale, fino all' alba, era sempre sotto i flash con qualche celebrità: Walter Chiari, Ava Gardner, re Faruq... Per raggiungere il culmine della notorietà con un romanzo-scandalo sulle proprie scorribande gay, Roma capovolta, che prima andò a ruba poi venne sequestrato. Così Fellini gli chiese di interpretare se stesso in un cammeo della Dolce Vita. Steno, Corbucci, Risi, Sordi gli offrirono ruoli da comparsa. E fioccarono offerte di lavoro. Come cabarettista nei night, ma anche come giornalista: il saper captare vizi e gossip con spirito e sagacia fecero di Stajano una penna molto richiesta. Lavorò per Stop, Lo specchio, Momento Sera... Per poi scalare la redazione di Men fino a diventarne direttore.

 

matrimonio di convenienza La sua posta per spauriti cuori gay incitava a sentirsi liberi, uscire allo scoperto: rassicurava anche i più smarriti di non essere «sbagliati». E lo faceva con ironia, arguzia, intelligenza. Un diciottenne di Busto Arsizio, innamorato di un coetaneo, gli chiedeva disperato: «Pensi che io possa guarire, magari rivolgendomi a uno psicologo? O sarò eternamente costretto ad amare uomini?». Giò ribatteva: «Si tranquillizzi, le garantisco che non sarà costretto ad amare uomini eternamente, ma al massimo per un' ottantina d' anni, se al momento ne ha 18».

giò stajano 6

 

Un gay di Viterbo, che dopo anni di amori clandestini si chiedeva se accettare un matrimonio di convenienza, perché «stufo di giustificare il proprio celibato con scuse in famiglia», riceveva questa risposta: «Dichiari piuttosto di aver fatto voto di castità. Lo dicono anche i preti e gli credono tutti. Perché non dovrebbero credere a lei, scusi?».

 

Le lettere erano così tante che Giò non riusciva a pubblicarle tutte. A volte scriveva solo la sua risposta: «Astenendosi dal seguire il suo struggente desiderio di far l' amore con gli uomini, per paura di "diventare" omosessuale, lei si comporta come chi si astiene dal girare i fogli del calendario per paura di "diventare" vecchio». Oppure: «Masturbarsi da solo, dopo essere stato eccitato dalla compagnia della sua fidanzata, non è segno d' omosessualità. A meno che la fidanzata non abbia i baffi alla tartara e si chiami Pasquale».

GIO STAJANO

 

E ancora: «Non so indicarle un fornitore di peni artificiali. Quelli che conosco io li forniscono tutti autentici».Casablanca e madonne Perfino a Giò capitava d' essere vittima dell' ipocrisia che intendeva far deflagrare: «Mi innamoravo spesso di uomini che alla fine mi lasciavano per una donna», mi confessò quando l' andai a trovare. «Perciò a 50 anni feci il grande passo: diventare anche fisicamente la femmina che tutti desideravano.

 

 Lifting del viso, protesi al silicone della quarta misura e un biglietto per Casablanca. Volevo aver la rivincita su tutti i maschi dell' universo come prostituta d' alto bordo e pornostar. Così iniziò il periodo più dissennato della mia vita: mi sembrava il massimo della femminilità».Ma i tempi cambiavano e anche l' icona del sessualmente scorretto cadeva nell' oblio. Come tornare alla ribalta? Giò mi rivelò la sua trovata: «Diventare suora laica nel convento di Vische, in Piemonte. Da simbolo della trasgressività a sposa del Signore: già pregustavo lo scandalo.

 

GIO STAJANO

Iniziai la vita monastica in incognito, ma lì ritrovai la fede della mia infanzia. E i sensi di colpa. Finii per confessare, rinunciando allo scoop». Ai tempi del nostro incontro, Giò andava a messa tutti i giorni, leggeva la vita dei santi e ascoltava Radio Maria. La sua casupola impolverata traboccava di Madonne luminose, angeli in volo, presepi, riproduzioni della Sindone, rami d' ulivo benedetto. Anche se il letto era incorniciato da una maliziosa tenda rossa e lei ammetteva, con lucidità spietata: «Ho fatto tutto ciò che ho fatto solo per il bisogno di esibirmi, di apparire».

men gio' stajano

Certo, a muovere Giò Stajano fu l' ansia di successo più che di ribellione, motivazioni personali più che politiche. Ma fu tra i precursori della grande rivoluzione lgbtq.

le ore gio' stajanodocufilm su gio stajano

Ultimi Dagoreport

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?

papa leone xiv javier milei viaggio argentina arcivescovo paul richard gallagher

DAGOREPORT - DOPO LA RECENTE OPERAZIONE PER L’ASPORTAZIONE DI UN CANCRO AL POLMONE, CHE ARIA TIRA IN VATICANO INTORNO A ROBERT PREVOST? - ALLA VIGILIA DEL SUO  VIAGGIO IN AMERICA LATINA, CHE SOSTEGNO RICEVE DAL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI, L'ARCIVESCOVO PAUL RICHARD GALLAGHER? - SENTITE CON QUANTA MALCELATA SODDISFAZIONE, PARLANDO NELLA SEDE DELLA STAMPA ESTERA, IL CARDINALE BRITANNICO SI È ESPRESSO SULLO STATO DI SALUTE DI LEONE XIV: IL CANCRO DEL PAPA RAPPRESENTA UN "CAMBIO DI PARADIGMA" - GALLAGHER HA COSÌ GLOSSATO IL ‘’GAMECHANGER’’: L’ETÀ RELATIVAMENTE GIOVANE E LA BUONA CONDIZIONE FISICA AVEVANO INDOTTO ALCUNI CATTOLICI A CONSIDERARLO UN ’’PAPA SUPERMAN’’. LA MALATTIA HA PERÒ MOSTRATO CHE È ‘’UN POVERO MORTALE, PROPRIO COME TUTTI NOI’’ (AMEN) - EPPURE IL VIAGGIO CHE PAPA LEONE SI ACCINGE A FARE HA UNA TAPPA ESTREMAMENTE DELICATA: L’ARGENTINA DI QUELLA MOTOSEGA DI XAVIER MILEI, DOVE I CATTOLICI ERANO IL 90% NEGLI ANNI ‘60 E SONO OGGI RIDOTTI AL 57%, E PAPA BERGOGLIO VIENE BOLLATO ANCORA DI “COMUNISMO” - RIUSCIRÀ PREVOST A FARE LA PACE TRA ARGENTINI E LA CHIESA CATTOLICA?