"IL SALOTTO MONDIALE RAI GUIDATO DA PAOLA FERRARI CON PAULO ROBERTO FALCAO E MARCO TARDELLI? VECCHIO, INGESSATO, PROVINCIALE. UN ANACRONISMO EDITORIALE" – LE SCIABOLATE DI ALDO GRASSO: “PIÙ CHE UN’ANALISI TATTICA, UNA SEDUTA SPIRITICA. IL PROBLEMA NON RISIEDE NELLA COMPETENZA DEI SINGOLI (ANCHE), MA NEL FORMAT CHE TRASFORMA L’ATTESA DI UNA PARTITA IN UN TALK DEL POMERIGGIO. QUANTO A ‘NOTTI MONDIALI’ SE NON È ZUPPA, È PAN BAGNATO. PER MISURARE L’ABISSO STRUTTURALE, BASTEREBBE SINTONIZZARSI SU NETFLIX E FARSI UN GIRO DALLE PARTI DI “THE REST IS FOOTBALL” CONDOTTO DA GARY LINEKER. C’È SOPRATTUTTO QUELLA SAPIENZA MONDANA AFFINATA NEI PUB, DOVE IL CALCIO È UNA COSA SERIA CHE NON VA MAI PRESA TROPPO SUL SERIO…” - VIDEO
Aldo Grasso per corriere.it - Estratti
Mi sia perdonata la scortesia di fare nomi e cognomi, esercizio sempre un po’ sgarbato, ma qui non è questione di anagrafe, bensì di archeologia culturale. Chi si sintonizza sul prepartita dei Mondiali targato Rai viene colto non tanto da una benevola nostalgia, quanto da un brivido di anacronismo editoriale.
Il salotto guidato da Paola Ferrari, con il supporto di Simona Rolandi, Paulo Roberto Falcao e Marco Tardelli, fluttua in una bolla temporale impermeabile agli ultimi anni di evoluzione del linguaggio tv.
(...) E dire che credevo superata la stagione dei dogmi da bar dello sport. Invece, eccole lì, pronunciate con la gravità di un Nobel, le immortali massime: «Il calcio non è matematica», «È il campione che fa la differenza» o il geometrico «Se De Bruyne gira, gira tutta la squadra».
Più che un’analisi tattica, una seduta spiritica. Quello studio, quelle luci, quella scrivania. Il problema principale non risiede nella competenza dei singoli (anche), ma nel format: un salotto calcistico vecchio stile, rigido e statico, che trasforma l’attesa di una partita in un talk del pomeriggio. Quanto a Notti mondiali se non è zuppa, è pan bagnato.
Per misurare l’abisso strutturale, basterebbe sintonizzarsi su Netflix e farsi un giro dalle parti di The Rest Is Football. Lì, tre vecchie glorie del calibro di Gary Lineker, Alan Shearer e Micah Richards conducono le danze da uno studio a Times Square.
Pur privati della materia prima — non hanno i diritti per mostrare le immagini delle partite — i tre trasformano la mancanza di azioni in un trionfo di ritmo, reazioni a caldo e aneddotica di lusso, grazie anche a ospiti come Frank Lampard o Patrick Vieira. La differenza visiva e culturale è persino imbarazzante.
Lì dove la Rai offre provincialismo e formalismo da anni Novanta, gli inglesi rispondono con una concezione elegante e brillantemente profana della parola (è pure sottotitolata).
C’è la competenza, certo, ma c’è soprattutto quella sapienza mondana affinata nei pub, dove il calcio è una cosa maledettamente seria che non va mai presa troppo sul serio.
paulo roberto falcao 3
aldo grasso 3
Notti Mondiali
ciccio graziani
paola ferrari
paola ferrari
gary lineker


