massimo giletti baiardo enrico mentana urbano cairo

“GILETTI NON FIRMERA’ MAI IL CONTRATTO CON LA RAI” – A COSA ALLUDE BAIARDO PARLANDO SU TIKTOK DELLA CENA TRA CAIRO E GILETTI A METÀ FEBBRAIO, DA “PIERLUIGI” A ROMA? NON CI SONO RISCONTRI CHE DURANTE LA SERATA SI SIA PARLATO DELLA PRESUNTA FOTO CHE RITRAE BERLUSCONI CON I BOSS MAFIOSI GRAVIANO – NELLO SPECIALE ANNUNCIATO DA MENTANA PER DOMENICA ARRIVERÀ QUALCHE RISPOSTA? RESTANO ANCORA MOLTI PUNTI OSCURI. PERCHE' CAIRO HA CHIUSO “NON È L'ARENA”?

Estratto dell’articolo di Marco Lillo per “il Fatto Quotidiano”

 

SALVATORE BAIARDO SU TIKTOK

La questione Cairo-Giletti è diventata un triangolo con l’intervento di Enrico Mentana. Domenica sera ci sarà uno speciale del direttore del Tg La7 destinato a grandi ascolti.

Una delle prime cose da chiarire nello speciale è la cena tra Cairo e Giletti di metà febbraio al ristorante Pierluigi. Non solo per il timing e i commensali, tra i quali spicca il sottosegretario alla cultura di FdI, Gianmarco Mazzi, ma soprattutto perché questa cena è stata rivelata tre giorni fa dal solito Salvatore Baiardo.

 

Come faceva a saperlo? A cosa allude stavolta? L’ex gelataio condannato per favoreggiamento dei boss Graviano nel 1997, ha sparato su Tik Tok: “Giletti il contratto in Rai non lo firmerà né ora né mai”. E poi: “Non racconta il faccia a faccia che ha avuto con Cairo alla fine di febbraio al ristorante ‘Pierluigi’. Giletti sa quel che si è detto con Cairo”.

 

Questo è il tono del ‘Baiardo 2 La vendetta’. Così diverso dal simpatico Baiardo 1 di gennaio. Dopo essere stato perquisito e interrogato il 27 marzo ha saputo dai pm che Massimo Giletti, come dice lui, lo aveva tradito.

 

salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 1

Semplicemente il conduttore aveva risposto alle domande dei pm nell’indagine di Firenze per le stragi del 1993 su Berlusconi e Marcello Dell’Utri (che sono innocenti fino a prova contraria e già prosciolti più volte dai pm). Come era suo dovere, Giletti ha raccontato della foto mostratagli da lontano e ritraente - secondo Baiardo - Berlusconi, il generale Delfino e il boss Giuseppe Graviano. Non esiste nessun riscontro e potrebbe essere un falso o non esistere. Comunque sia, Baiardo da quel giorno cambia. Su Tik Tok fa un video per dire che non sarebbe più andato a Non è l’Arena.

 

[…]

 

salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 4

Dal 27 marzo Baiardo sa dei verbali di Giletti sulla foto. Sa che sono stati registrati dalla DIA (a loro insaputa ovviamente) i colloqui con il giornalista prima della puntata del 22 gennaio, a Roma. Sa, ufficialmente, solo lui. Ma potrebbe averne parlato con chiunque. Di certo il 13 aprile, quando Giletti viene cacciato con una mail da Cairo, Baiardo parla al Domani raccontando la storia della foto. Per smentirla. Poi Il Fatto sabato pubblica il decreto con i verbali di Giletti e a quel punto tutti sanno.

 

[…]

 

massimo giletti urbano cairo

Il 22 gennaio Cairo vede in tv Enrico Deaglio litigare con Baiardo. L’editore, incuriosito, contatta subito Deaglio. Si vedono all’insaputa di Giletti pochi giorni dopo a Milano.

Deaglio descrive un Cairo interessatissimo a Baiardo. Parlano anche di Dell’Utri. Il 5 febbraio è l’ultima puntata di Non è l’Arena con Baiardo ospite. Una decina di giorni dopo ecco la cena da “Pierluigi”. Cairo non ha difficoltà a spiegare che erano in 4: lui e Giletti più il sottosegretario alla Cultura del governo Meloni, Gianmarco Mazzi. Era lì nella veste di amico e non di agente, precisa Giletti. In questa veste si è interessato in passato del rapporto dell’amico con La7. Il quarto commensale era l’Ad di La7 Marco Ghigliani.

 

mentana cairo giletti 2

Secondo la ricostruzione dei protagonisti, sarebbe stata una cena divertente in cui si parlò vagamente anche di lavoro ma non di Baiardo né Berlusconi. Nel dopo cena Cairo e Giletti entrarono un po’ nel merito della questione costi del programma, un po’ alti. Però a metà marzo l’azienda invia segnali rassicuranti al conduttore sul rinnovo. Meno di un mese dopo, il 13 aprile, 18 giorni dopo la perquisizione a Baiardo con discovery della storia della foto presunta, Cairo caccia Giletti.

 

Mazzi è un deputato e membro del Governo. Non ha tra le sue deleghe la tv ma la musica dal vivo e altro. Che ci faceva a quel tavolo? Lo abbiamo chiesto al suo capo segreteria ieri sera tardi. Non è riuscito a raggiungerlo.

 

URBANO CAIRO E MASSIMO GILETTI

Al Fatto risulta inoltre che ci fossero per puro caso in un tavolo vicino anche alcuni esponenti di Forza Italia. Pierluigi è un ottimo ristorante frequentato da molti vip. Baiardo è un pokerista gioca le sue carte sempre al confine con il bluff. Un qualunque commensale del ristorante casualmente presente lì avrebbe potuto riferire a un suo amico che poi magari lo ha riferito a lui. Comunque, ancora una volta, Baiardo allude e non spiega: “Giletti sa quel che si è detto con Cairo”.

 

Non resta che attendere lo speciale Mentana annunciato così: “Sul caso Giletti continuo a pensare che queste crisi si superano solo con la chiarezza”.

 

[…]

 

La trasmissione sarebbe un possibile momento di chiarezza davvero se Cairo accettasse un confronto con Giletti, spiegando il perché di tanta urgenza. Solo in quel caso, sembra di capire dalle parti della redazione di Giletti, il conduttore potrebbe partecipare senza essere umiliato. Senza Giletti - ove anche ci fosse Cairo - lo speciale rischia di trasformarsi in un’occasione per fare ascolto magari usando i contenuti prodotti dalla squadra di Non è l’Arena che potrebbe finire a spasso. Insomma, Giletti difficilmente accetterà anche se fino a luglio è vincolato al contratto che gli impone obblighi.

URBANO CAIRO E MASSIMO GILETTI

 

Per inciso c’è da chiedersi se non imponesse vincoli anche a Cairo che lo ha rimosso con preavviso così stretto dallo schermo. Mentana scrive: “So che Giletti non informò l’editore né della foto fattagli intravedere da Baiardo, né della conseguente convocazione dai pm fiorentini. È nelle prerogative di un editore sospendere un programma...”.

 

Mentana ovviamente non sta dicendo che Cairo ha cacciato Giletti perché non gli ha detto nulla della foto di Baiardo e della convocazione dai pm. Anche perché sa bene che non è un buon cittadino e un buon giornalista chi corre dall’editore a spifferare un verbale di un’indagine segreta. Peraltro se Giletti avesse comunicato a Cairo di aver intravisto una foto del boss con Berlusconi lo avrebbe messo in una situazione imbarazzante. Era una notizia segreta, di fonte confidenziale su un incontro tra un amico di Cairo, Berlusconi, e un boss: Graviano.

 

salvatore baiardo a non e l arena 4

Un giornalista ha il dovere di verificare. Un cittadino, a domanda specifica, ha il dovere di rispondere ai pm e poi di non dire tutto all’editore. Se poi è un giornalista scortato per le minacce ricevute andrebbe tutelato e non rimosso.

salvatore baiardo massimo giletti non e l'arena 2mentana cairo gilettisalvatore baiardo a non e l arena 5

Ultimi Dagoreport

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)

salvini vannacci

DAGOREPORT - MATTEO SALVINI HA DECISO: ROBERTO VANNACCI DEVE ANDARSENE DALLA LEGA. IL PROBLEMA, PER IL SEGRETARIO, È COME FAR SLOGGIARE IL GENERALE. CACCIARLO SAREBBE UN BOOMERANG: È STATO SALVINI STESSO A COCCOLARLO, NOMINANDOLO VICESEGRETARIO CONTRO TUTTO E CONTRO TUTTI. L’OPZIONE MIGLIORE SAREBBE CHE FOSSE L’EX MILITARE A SBATTERE IL PORTONE E ANDARSENE, MA VANNACCI HA PAURA CHE I TEMPI PER IL SUO PARTITO NON SIANO MATURI (DOVE PUÒ ANDARE CON TRE PARLAMENTARI, NON CERTO DI PRIMO PIANO, COME SASSO, ZIELLO E POZZOLO?) – ENTRAMBI SANNO CHE PIÙ ASPETTANO, PEGGIO È, ANCHE IN VISTA ELEZIONI: AVVICINARSI TROPPO AL 2027 POTREBBE ESSERE FATALE A TUTTI E DUE – LA “GIUSTA CAUSA” PER LICENZIARE IL GENERALE CI SAREBBE GIÀ, MANCA LA VOLONTÀ DI FARLO...

peter thiel donald trump

FLASH – TRUMP, UN UOMO SOLO ALLO SBANDO! IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO È COMPLETAMENTE INCONTROLLABILE: DOPO AVER SFANCULATO, NELL’ORDINE, STEVE BANNON, ELON MUSK, PAM BONDI E TUTTO IL CUCUZZARO “MAGA”, ORA SAREBBE AI FERRI CORTISSIMI ANCHE CON PETER THIEL, IL “CAVALIERE NERO DELLA TECNO-DESTRA”, E DI CONSEGUENZA IL BURATTINO DEL MILIARDARIO DI “PALANTIR”, IL VICEPRESIDENTE JD VANCE – TRUMP SI CREDE L’UNTO DEL SIGNORE CON LA DEVOZIONE DEL POPOLO AMERICANO, ED È PRONTO A TUTTO PUR DI VINCERE LE MIDTERM DI NOVEMBRE - IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, NON HA LE PALLE DI RIBELLARSI, TERRORIZZATO DI FINIRE CACCIATO O MESSO ALLA PUBBLICA GOGNA – E CON UN TRUMP IN COMPLETA DISGREGAZIONE MENTALE, SENZA NESSUNO CHE LO FERMI E CON IL SOGNO DI DIVENTARE “IMPERATORE DEL MONDO” (COME HA DETTO ROBERT KAGAN), C’È DA AVERE DAVVERO PAURA...