A COSA SERVE ANCORA A PAGARE IL CANONE RAI, A VEDERE I BOCCOLI DI GIGI MARZULLO? - PERDUTI IN SEQUENZA: DIRITTI SULLA CHAMPIONS (ANDATI A MEDIASET), FORMULA 1, MONDIALI DI CALCIO E OLIMPIADI (PRESI DA SKY), ORA VIA LA PRIORITÀ A TRASMETTERE I GOL IN CHIARO DELLA SERIE A (SCIPPATA DA “CIELO”) - CON LA SUPEROFFERTA DELLE TV SATELLITARI LA TV PUBBLICA SERVE SOLO PER METTERE A LETTO I TELEMORENTI CON MISS ITALIA…

Antonio Dipollina per "la Repubblica"

Dal 2013 metà del Mondiale di F1 su Sky in esclusiva, dal 2014 metà della Moto Gp su Sky in esclusiva, ma almeno quella la tolgono a Mediaset, che però ai tempi la tolse alla Rai. 90° Minuto, alla Rai, c´è sempre, ma adesso arriva dopo la mitragliata dei gol su Cielo, in ritardo di un quarto d´ora: nulla, ma simbolicamente vale tanto. Ancora e solo citando i casi più rilevanti, la Champions League su Mediaset da quest´anno, e mettiamoci anche il ricordo fresco di quelle Olimpiadi dimezzate contando i minuti acquistati rispetto alla concorrenza (Sky) che dava 2000 ore e tu 200.

Forse hanno ragione quelli di RaiSport a dire che la Rai non molla, ma sicuramente barcolla, non poco e da anni. Il processo di erosione è lento ma costante, data dai primi anni Novanta quando il business pay-tv va sulle dirette del calcio, passa da stagioni difficili in cui a 90° Minuto, per dire, si è rinunciato del tutto (a favore di Mediaset, che non se ne fece granché), arriva ai giorni nostri, quelli in cui scatta la mozione degli affetti civili: i prezzi sono diventati folli, per lo sport di primo piano, un servizio pubblico pagato coi soldi di tutti deve fare i conti con la situazione. Bene, e allora?

Novantesimo Minuto, ecco: il programma è simbolo ancora fortissimo, anche se quelli che ricordano Paolo Valenti e sono cresciuti nel mito di quell´oretta scarsa di gol (e ripresi anche male, e sceneggiati da un gruppetto di giornalisti tendenti al comico) hanno pressappoco l´età dei datteri, ma il simbolo conta. Da domenica 90° non sarà il primo programma sul calcio in chiaro, c´è caso che non se ne accorga nessuno ma sentirlo dire fa comunque impressione.

Come farà molta più impressione dal prossimo anno la sparizione di metà dei Gran premi della F1 dagli schermi Rai: e in un contesto in cui si annuncia la Ferrari in palla e in un settore, quello dei Gran Premi, che ha ascolti pazzeschi anche in epoca in cui gli ascolti pazzeschi non li fa più nessuno. Nel 2008 e per due anni Sky trasmise i Gp in contemporanea con la Rai e puntando ad offrire multicanali e altre diavolerie e riprese stellari: la forza del gratis vinse comunque, la gente premiò la vecchia azienda. E quindi Sky ora ha pagato salatissima l´esclusiva.

Così come via via negli anni è successo in molti altri sport di primo piano: momento cruciale, quel giorno del 2005 quando la pay-tv annunciò di aver preso i diritti dei Mondiali di calcio, impensabile fino ad allora, trasmettendoli per intero e lasciando alla Rai l´essenziale e poco più. Ascolti sempre non confrontabili, Rai vince comunque - anche alle ultime Olimpiadi risultati lusinghieri - ma sempre partendo come i derelitti della situazione di fronte ai compagni ricchi e belli.

Ma conta l´idea o, come si dice, l´immagine che dai all´esterno: l´affievolirsi sempre più della presenza Rai nello sport di alto livello, i due canali sportivi del digitale terrestre riempiti con discipline di terza fascia, l´abbarbicarsi alla Nazionale sperando che il cammino sia tranquillo fino al Brasile e, a questo punto, con timori forti sul poco rimasto in esclusiva: se sei chiaramente debole sull´esborso dei soldi per i diritti - l´unica cosa a cui tiene lo sport ad alto livello - è come sanguinare con lo squalo nei paraggi e il riferimento a Murdoch non è casuale.

Ma dal tempo in cui il vituperato canone Rai garantiva una presenza di sport più che dignitosa - se non ricchissima, decenni fa - sembra passata un´era geologica. E gli squali si divertono, arrivando a pagare anche il diritto di precederti di un quarto d´ora (un quarto d´ora) sul tuo terreno, l´unico che ti è rimasto: «In fondo non cambia nulla» dicono a Raisport, e quella sensazione per cui sai che sostanzialmente hanno ragione ma intanto tutto intorno sembra franare il panorama è forse l´ultima beffa per i deboli.

 

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