RAI-RETROSCENA - DIETRO L’AFFONDAMENTO DEI PALINSESTI HA VIBRATO LA VOGLIA DI DARE UNA LEZIONE A LORENZA LEI - NEGLI ULTIMI TEMPI SONO CIRCOLATE INSISTENTEMENTE VOCI CHE LA DAVANO SALDA SULLA POLTRONA DI DIRETTORE GENERALE MENTRE PRESIDENZA E CONSIGLIERI SAREBBERO STATI CACCIATI - COSì IERI GARIMBERTI E CONSIGLIERI HANNO VOLUTO DIMOSTRARE A MONTI CHE OPUS LEI NON GOVERNA UN BEL NIENTE…

1- DAGOREPORT
Dietro l'affondamento dei palinsesti ha vibrato la voglia di dare una lezione a Lorenza Lei. Negli ultimi tempi sono circolate insistentemente voci che la davano salda sulla poltrona di direttore generale mentre presidenza e consiglieri sarebbero stati cacciati. Così ieri Garimberti e consiglieri hanno voluto dimostrare a Monti che Opus Lei non governa un bel niente...

2- RAI, NUOVO SCONTRO: IL CONSIGLIO BOCCIA I PALINSESTI
Paolo Conti per il "Corriere della Sera"

Tempestoso tramonto di un vertice Rai scaduto. Ieri i palinsesti autunno 2012-inverno 2013 presentati in consiglio di amministrazione dal direttore generale Lorenza Lei sono stati bocciati. Non è certo la prima volta che accade nella tv pubblica. Ma non era mai successo che la proposta di programmazione fosse rifiutata dal Consiglio ad appena venti giorni dalla presentazione dei palinsesti agli inserzionisti pubblicitari durante le convention organizzate dalla Sipra, la concessionaria della pubblicità della tv pubblica (18 giugno a Milano, il 20 a Roma).

E l'incidente di percorso avviene per di più proprio nell'anno in cui la flessione pubblicitaria sta attanagliando l'azienda (-50 milioni di introiti nel primo trimestre, cioè -17%, rispetto alle previsioni del 2011). Una situazione gravissima che ha costretto il vertice a una correzione del bilancio di previsione con tagli da 40 milioni.

La proposta di Lorenza Lei ha ricevuto il no di Angelo Maria Petroni (indicato a suo tempo dall'ex ministro dell'Economia Giulio Tremonti) e di Giorgio van Straten, centrosinistra. Si sono astenuti il presidente Paolo Garimberti e il consigliere Rodolfo de Laurentiis (Udc), hanno detti sì Giovanna Bianchi Clerici (Lega), Antonio Verro, Alessio Gorla, Guglielmo Rositani (Pdl). Un nuovo Consiglio è stato convocato d'urgenza per lunedì 4 giugno. Chiuso però il contenzioso con Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1, nominato direttore dei corrispondenti esteri (tra le polemiche di Idv e Pdci).

Dal voto di ieri esce l'immagine di una Rai incerta e confusa. È allarme rosso secondo Sergio Zavoli, presidente della Commissione di vigilanza che si augura un rapido e deciso ricambio ai vertici: «La vicenda dei palinsesti, fulcro della programmazione e degli investimenti, pone in modo stringente l'esigenza di dar vita a un rinnovamento della governance aziendale. Altrimenti sarebbe alto il rischio di compromettere, in forme e misure gravi, ogni progetto di rilancio». Zavoli si augura atti «solleciti, efficaci e responsabili».

Garimberti ha fatto sapere di essersi astenuto perché restano le sue perplessità sul palinsesto di Raidue che per il presidente «non garantirebbe il rafforzamento della rete». Petroni ha definito «del tutto inadeguati» i palinsesti proposti da Lorenza Lei «sia dal lato di corrispondenza con gli indirizzi editoriali dati a suo tempo dal Consiglio, secondo quanto impone la legge, sia perché del tutto inadatti a conseguire ascolti adeguati». Il nodo è stato soprattutto Raidue, rete in clamorosa crisi di ascolto, priva di Michele Santoro (grande traino pubblicitario) e quest'anno anche della Champions League e dell'«Isola dei famosi».

La proposta di Lorenza Lei è stata la collocazione, al posto di Santoro, di Giovanni Minoli con «La Storia siamo noi». Van Straten: «Lorenza Lei ha riportato gli stessi palinsesti per Raidue di quindici giorni fa nonostante fossero state avanzate da più parti molte perplessità. Il fatto che il direttore generale non sia stata in grado di avanzare proposte migliorative conferma il mio giudizio su questa gestione». Verro parla solo di «atto di responsabilità del Consiglio» e di «piccole limature che il direttore generale sta predisponendo».

Intanto si avvicina mercoledì 6 giugno quando il ministero dell'Economia (Mario Monti) indicherà il proprio consigliere di amministrazione e designerà il presidente. Poi, dopo la nomina del Consiglio, si parlerà del direttore generale. Ma prima la Vigilanza dovrebbe indicare i suoi sei consiglieri. Operazione per ora difficoltosa. Ieri c'è stato un vivace scambio di lettere tra Antonio Di Pietro, Idv, che ha chiesto a Pier Luigi Bersani, segretario Pd, di individuare insieme «un metodo nuovo e trasparente che porti a nomine che garantiscano alla Rai competenza, esperienza ed effettiva indipendenza».

Replica di Bersani: «Il Pd non parteciperà alle nomine senza una riforma della governance, così è impossibile rompere il rapporto perverso tra l'azienda e la politica. Una scelta che rivendichiamo come un atto di amore nei confronti della Rai e del servizio pubblico».

Controreplica di Di Pietro: «Lo sai, non esistono oggi le condizioni politiche per dare vita a un'altra legge. Che dobbiamo fare allora, arrenderci? Lasciare le cose come stanno? Continuare ora a tenere in piedi un cda, come quello attuale, non solo significa perpetrare nella logica della lottizzazione del potere, ma provocare un gravissimo danno all'azienda»

 

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