RCS TRAGEDY: DELLA VALLE E BENETTON CONTRO L’AUMENTO, ARPE E CAIRO NON PIÙ INTERESSATI AI PERIODICI (IN BORSA -4%)

1 - RCS, 78 MLN DI PERDITE NEL TRIMESTRE, OTTOVOLANTE IN BORSA
Marigia Mangano per "Il Sole 24 Ore" - Rcs sull'ottovolante in Borsa dopo una partenza in profondo rosso. La società che edita il Corriere della Sera, dopo aver aperto in calo del 5%, ha poi recuperato terreno fino a -1,2% per poi ritracciare ancora fino a -4,8 per cento. L'andamento a Piazza Affari segue la comunicazione, fatta dalla società in apertura di Borsa, di una perdita nel primo trimestre dell'anno nell'ordine di 78 milioni. Quanto basta per portare la società ad abbattere il capitale sociale per 139,3 milioni.

Gli occhi ora sono puntati sull'assemblea che è stata fissata per il 30 maggio: in quella sede verrà proposto un aumento di capitale fino a 500 milioni e l'attribuzione al cda di una delega per aumentare il capitale sociale per massimi 200 milioni fino a un importo complessivo di massimi 600 milioni entro il 2015.

2 - DELLA VALLE E BENETTON CONTRO L'AUMENTO RCS
Andrea Montanari per www.milanofinanza.it

Scossone ai piani alti di Rcs Mediagroup. Con due lettere inoltrate quest'oggi al cda del gruppo editoriale di via Rizzoli, Diego Della Valle (8,695%) e i Benetton (5,1%), entrambi azionisti fuori dal patto di sindacato (58%), hanno comunicato ufficialmente di voler votare contro l'aumento da 600 milioni complessivi, la cui prima tranche (400 milioni) dovrebbe esser lanciata a metà giugno.

Il fronte comune anti ricapitalizzazione, quasi il 14% del capitale, potrebbe allargarsi? Non è escluso, visto che già in precedenza il pattista Merloni (2%) si era detto "non favorevole" e che pure la famiglia Pesenti (7,747%) è scettica. Non va dimenticati l'eventuale ruolo che potrebbe giocare il primo socio, la famiglia Rotelli (16,55%) che tuttora non ha sciolto le riserve e potrebbe decidere di non aderire.

Il piano di rafforzamento patrimoniale ha già il sostegno di gran parte del sindacati di blocco (43%), con gli azionisti Fiat e Intesa Sanpaolo pronti a sottoscrivere l'eventuale inoptato. A dar supporto al patto ci sono le ba che creditrici: il consorzio di garanzia è pronto a sottoscrivere fino al 41,7% dell'aumento.

3 - RCS: DELLA VALLE VERSO FORTE DILUIZIONE DEL SUO 8,7%
Radiocor - Diego Della Valle gioca d'anticipo su Rcs e fa sapere che non sottoscrivera' l'aumento di capitale, accettando di fatto di diluirsi fortemente come azionista esterno al patto di sindacato. Non e' escluso che l'imprenditore marchigiano possa cedere il suo pacchetto dell'8,7% del capitale svincolato dalla scorsa primavera.

Il Cda di Rcs di ieri sera informa di aver preso atto i soci DI.VI. Finanziaria di Diego Della Valle & C, Dorint Holding ed Edizione (Benetton) - di cui gia' si sapeva - possessori complessivamente di circa il 13,8% del capitale ordinario della societa' editoriale, hanno comunicato che "e' sembrato ad essi corretto e trasparente manifestare in anticipo" rispetto alla convocanda assemblea di fine maggio "la loro indisponibilita' ad approvare un'operazione di ricapitalizzazione cosi' strutturata", riferendo quindi all'aumento di capitale di 400 milioni entro luglio e altri 200 milioni al 2015.

4 - RCS: ARPE, MANIFESTAZIONE INTERESSE DI NEWS 3.0 CADUTA
(ANSA) - "News 3.0 aveva presentato una manifestazione di interesse non vincolante tempo fa nella sua autonomia. Ma mi sembra che poi sia scemata e non ci sia stato alcun seguito". Così il numero uno del fondo Sator e di Banca Profilo, Matteo Arpe, risponde a chi gli chiede se News 3.0, editrice di Lettera 43, sia in corsa per i periodici Rcs.

5 - RCS: CAIRO, NON INTERESSATO A TESTATE IN VENDITA
(ANSA) - Urbano Cairo non è interessato a rilevare nemmeno singolarmente le testate che Rcs ha messo in vendita. "Abbiamo una strategia diversa, abbiamo sempre preferito lanciare nuovi giornali piuttosto che rilanciare giornali con un passato importante ma che vendono poche copie e hanno ridotto i margini", ha spiegato l'imprenditore durante l'assemblea di Cairo Communication.

6 - GENERALI: DEL VECCHIO, FIDUCIA IN GRECO
(ANSA) - Leonardo Del Vecchio ha fiducia nella nuova gestione delle Assicurazioni Generali targata Mario Greco. "Stiamo andando verso un percorso che ci porterà a risultati migliori di quelli degli ultimi dieci anni" ha risposto Del Vecchio, azionista del Leone con il 3%, a chi gli chiedeva se è soddisfatto della nuova gestione. "Ho molta fiducia in Greco e nel cda.

Il cambiamento ha cominciato a dare quell'impronta che ogni azienda deve avere". ha aggiunto il patron di Luxottica a margine dell'assemblea degli azionisti del gruppo. Interpellato sulle decisioni relative alle società partecipate da Generali, in particolare su Rcs, Del Vecchio esprime condivisione. "E' esattamente quello che ogni industria deve fare, cioé pensare al suo mestiere".

7 - RCS: CDA FIUME SU PERDITA E AUMENTO CAPITALE
(ANSA) - Riunione fiume per il Cda di Rcs. L'incontro, cominciato alle 15.30 nella sede di via San Marco-via Solferino, è durato quasi cinque ore e mezza con tempi che si sono allungati rispetto alle attese della vigilia anche per una discussione che non ha trascurato tutti gli aspetti tecnici delle questioni all'ordine del giorno. C'é poi aperto il nodo delle mosse del socio Diego Della Valle, dopo che mister Tod's ha minacciato azioni di responsabilità contro il board alla luce del previsto aumento di capitale da 400 milioni di euro. L'operazione, secondo le attese, sarà molto diluitiva - quindi penalizzante - per chi non intende aderire. Come è il caso dell'azionista, oggi all'8,7%, Della Valle.

Su questi temi, in particolare, risultano contatti tra l'imprenditore e i vertici di Rcs. Oggi tra i consiglieri assenti c'é il nome di Carlo Pesenti, il cui gruppo ha preso tempo sulla partecipazione alle ripatrimonializzazione. Non hanno partecipato al Cda inoltre Giuseppe Rotelli, che non ha sciolto le riserve sull'aumento, e Giuseppe Vita. Quest'ultimo, in conflitto di interesse per il doppio incarico di presidente di Unicredit e dell'editore tedesco Axel Springer, è dimissionario con efficacia dalla prossima assemblea.

Ha già comunicato il proprio passo indietro polemico, anch'esso a partire dall'appuntamento dei soci del mese prossimo, anche Paolo Merloni che ha tuttavia ritenuto di esserci alla riunione odierna. La sua famiglia non farà la sua parte nell'aumento e ha chiesto senza successo di svincolare le azioni dal patto. Intanto, in prima battuta, il consiglio di amministrazione della casa editrice del Corriere della Sera è stato chiamato ad approvare la trimestrale della Spa, ancora in rosso, e ad aggiornare la perdita di 509 milioni segnata dal gruppo a fine 2012 così da definire l'esatto ammontare dell'abbattimento del capitale, richiesto per legge quando le perdite erodono oltre un terzo del capitale sociale.

All'ordine del giorno c'era infatti la convocazione dell'assemblea, in una data compresa tra il 29 e il 31 maggio, per ridurre il capitale per perdite e per reintegrarlo. In programma c'é una ricapitalizzazione da 400 milioni. La decisione sul prezzo al quale saranno emesse le nuove azioni con lo sconto rispetto alle quotazioni di borsa non era sul tavolo dell'odierno board che tuttavia ha passato in esame i criteri per la determinazione dei due valori, oltre ad altre questioni legate al trattamento delle risparmio rispetto alle ordinarie. Non sono emerse invece novità sul fronte della vendita dei dieci periodici destinati alla cessione.

 

John Elkann GIOVANNI BAZOLI FOTO ANSA DELLA VALLE TODS VILLA NECCHI A MILANO gilberto benetton 01 lapMERLONI SCOTT JOVANEFerruccio De Bortoli URBANO CAIRO 9op 09 matteo arpeLeonardo Del Vecchio

Ultimi Dagoreport

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….