QUATTRO SALDI RCS: TRATTATIVA ESCLUSIVA CON BLACKSTONE PER LA VENDITA INTORNO AI 120 MILIONI DI EURO DELLA SEDE IN VIA SAN MARCO, A MILANO - CLOSING PER LA CESSIONE DI DADA

1 - RCS: TRATTATIVA ESCLUSIVA CON BLACKSTONE SU IMMOBILI, CLOSING CESSIONE DADA
Radiocor

Rcs Mediagroup annuncia che in relazione al processo di dismissione del complesso immobiliare di via San Marco e valutate le manifestazioni di interesse raccolte dall'advisor 'ha deciso di proseguire le negoziazioni in trattativa esclusiva con The Blackstone Group International Partners LLP, cui verra' aperta una data room'. Rcs Mediagroup informa inoltre che, in linea con le attivita' previste dal piano per lo sviluppo 2013-2015, e' stata perfezionata in data odierna la cessione del 54,6% della controllata Dada a Orascom TMT Investments (attraverso la controllata Libero Acquisition).

Come anticipato lo scorso luglio, l'enterprise value riconosciuto da Orascom TMT Investments per la totalita' di Dada e' pari a 83 milioni di euro e corrisponde a un equity value pari a 55,5 milioni di euro. Ai sensi della normativa applicabile, si legge nella nota, Libero Acquisition e' tenuta a lanciare un'offerta pubblica di acquisto sull'intero capitale di Dada con un prezzo per azione pari a 3,329 Euro. Il beneficio finanziario per RCS MediaGroup derivante dalla transazione, incluso il deconsolidamento al 100% della posizione finanziaria netta della controllata Dada, e' stimato in circa 58 milioni di Euro.

2 - RCS, BLACKSTONE FAVORITO PER VIA SAN MARCO SUL PIATTO 120 MILIONI
Sofia Fraschini per "il Giornale"

Blackstone è in pole position per l'acquisto della sede di Rcs in via San Marco, a Milano. Le trattative, avviate dal gruppo per allontanare un nuovo maxi aumento di capitale, vedono ancora in campo quattro pretendenti. Oltre a Blackstone, Prelios, Hines e un fondo immobiliare. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni, gli americani sarebbero in vantaggio sul dossier, con un'offerta intorno ai 120 milioni di euro.

La notizia - che segna un'accelerazione nella trattativa di vendita è stata accolta con entusiasmo ieri dal mercato. Per buona parte della seduta, infatti, il titolo ha viaggiato in testa al listino. L'inversione di marcia di Piazza Affari, però, ha spento gli entusiasmi con il titolo Rcs che ha chiuso vicino alla parità (0,07% a quota 1,25 euro). L'obiettivo del management è quello di chiudere la trattativa, curata da Banca Imi, entro dicembre. Ma nelle ultime ore questa deadline non è più così categorica e potrebbe essere anticipata.

Inoltre, fonti vicine all'operazione sono tornate a ipotizzare un allargamento del perimetro degli immobili atti alla vendita. Non è, infatti, ancora escluso che la cessione possa comprendere anche la sede di via Solferino, che però continuerebbe a ospitare la redazione del Corriere della Sera . Una clausola che potrebbe non bastare ad alcuni soci, come Giovanni Bazoli (presidente del cds di Intesa Sanpaolo), che a febbraio si era fermamente opposto alla cessione dell'immobile «dalla grande importanza storica e civica».

Nel complesso, secondo quanto sottolineato di recente dall'ad, Pietro Scott Jovane, la vendita di questi asset- accompagnata dalla cessione di Dada che ha generato un beneficio di oltre 50 milioni nelle casse di Rcs-allontana la seconda tranche dell'aumento di capitale da 600 milioni, di cui 411 milioni già sottoscritti a luglio.

Rcs ha già ceduto lo scorso 25 luglio il ramo di azienda relativo all'attività dei Collezionabili di Rcs Libri a Fabbri Publishing, mentre il 29 luglio è stato sottoscritto l'atto di vendita delle testate periodiche tra cui Astra , Novella 2000 e Visto .

In parallelo, il gruppo sta portando avanti le azioni di efficienza e contenimento dei costi previste nel piano triennale, che già al 30 giugno hanno portato benefici per 35,7 milioni di euro, di cui in particolare 24,6 milioni nel secondo trimestre. Per ora le dismissioni non aiuteranno comunque i conti visto che il management di Rcs ha previsto un risultato netto per l'intero anno «significativamente negativo».

Sul fronte della governance del gruppo, nei giorni scorsi è slittato il termine per la disdetta dagli accordi parasociali dell'editore del Corriere . Lohadeciso il patto di sindacato che ha spostato la scadenza dal 14 settembre al 31 ottobre. L'iniziativa dà, di fatto, più tempo ai grandi soci per ridefinire gli equilibri con la comparsa sulla scena degli azionisti fuori dal patto.

In primis, Diego Della Valle (8,99%) e in seconda istanza Urbano Cairo (2,8%). La partita d'autunno tra i soci-che segneràanche l'uscita di scena di Mediobanca - per ora, dunque, sembra in discesa e destinata a non avere colpi di scena.

 

sede rcs via san marco milanosede rcs via san marco milanorizzoli periodici sedePiergaetano Marchetti Presidente RCS MediagroupSCOTT JOVANE A BAGNAIA Sede del Corriere della Sera in via Solferino

Ultimi Dagoreport

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....