cordelli

RE-CENSORE CORDELLI! – ‘’ECO? CASO PATETICO - SOPRAVVALUTATI? CALVINO, SOLDATI, MALERBA, PARISE, LA CAPRIA, CITATI - CAMILLERI? CONVENZIOMALE - ELENA FERRANTE? TRA I CASI PIÙ RIPUGNANTI DELLA STORIA LETTERARIA - PASOLINI? LA SUA FAMA È UN ARTIFICIO. MOLTO DI CIÒ CHE HA SCRITTO È BRUTTO. A COMINCIARE DAI ROMANZI” - "RENZI? IL PEGGIOR DC DAL '45 AD OGGI. LO DETESTO PIÙ DI QUANTO ABBIA CREDUTO DI DETESTARE BERLUSCONI"

Giancarlo Perna per “Libero Quotidiano”

FRANCO CORDELLIFRANCO CORDELLI

 

«Premetto - dico a Franco Cordelli mentre ci sediamo nel suo studio - che voglio solo attingere alla tua competenza letteraria. Di te, invece, non voglio parlare affatto. Il tuo Ego ne soffrirà?». Conoscendolo da un quarto di secolo, so che tende a mettersi al centro. Replica però con mitezza: «Fa' come credi».


Mi limiterò allora all' indispensabile su di lui, prima di andare al sodo.
Cordelli ha 72 anni ben spesi. Ventinove libri, il primo a 26 anni, nel 1969.
Nove sono romanzi, il resto è composto di saggi, ritratti e "ibridi" sperimentali, conformi al suo estro. Da mezzo secolo, è critico letterario di giornali.
Debuttò su Paese Sera, giornale oggi scomparso che fiancheggiava il Pci.
Franco, sessantottino e piantagrane, era perfettamente in sintonia. Poi, è cresciuto. Da trent' anni è un numero uno delle pagine culturali del Corsera.

CALVINO 1CALVINO 1


Si occupa di teatro ma scrive spesso di letteratura contemporanea, curioso di quel che si muove. È noto per le poche lodi e la ferocia delle stroncature. Per qualche lustro è stato funzionario Rai.
Nel privato, invece, Franco è un signorino. Non sposato, abita solo nella vasto appartamento che fu dei suoi genitori con i quali ha sempre vissuto.
Coadiuvato da una governante, Cordelli tiene tutto in bell' ordine. Ci sono librerie in varie stanze, con volumi ben allineati.

 

CAMILLERICAMILLERI

Ha dei libri anche dentro il monumentale frigorifero che tiene spento da anni non dovendo conservarvi il cibo poiché mangia fuori casa per antico vezzo di solitario. Lo ha perciò riempito di alcuni cicli letterari, dal bacchelliano, Mulino del Po, alla Recherche di Proust. L' uso libresco del frigo è la sola stranezza esterna di un quieto signore che di bizzarro ha solo il cervello.


Anche se molto più giovane degli affiliati hai bazzicato il Gruppo '63.
«Le loro idee di rinnovamento letterario mi hanno influenzato. Mi sentivo dentro quella cultura».

umberto ecoumberto eco


Come i vari Sanguineti, Pagliarani, Porta, volevi rottamare il vecchio romanzo, rinnovare, ecc.
«Per un po', sì. Ma già a 26 anni, quando pubblicai il primo libro ero critico perché mi sembravano dogmatici e riduttivi. Quando poi Antonio Porta proclamò che "la poesia è finita", pensai che erano alla frutta».


Organizzasti nel 1979 quel Woodstock della poesia che fu il Festival internazionale dei Poeti sulla spiaggia di Castelporziano.
«Fu la fine del Gruppo '63. La poesia che davano per morta, attirava invece un pubblico da stadio. Poeti di tutti i Paesi -dagli Usa all' Urss- declamavano e la gente applaudiva, irrideva o piangeva».


Uno spettacolo ..
«Come nell' antica Grecia».

L'interdetto dal Gruppo '63 contro i Cassola, i Bassani e il romanzo tradizionale, vale ancora?
«Non se ne parla più. La letteratura media italiana si è assestata su una linea di compromesso tra le avanguardie e ciò che le avanguardie rifiutavano».

FRANCO CORDELLI FLASH MOB CONTRO CAROFIGLIO FRANCO CORDELLI FLASH MOB CONTRO CAROFIGLIO


Come dire che di quei furori resta nulla.
«Qualche nome. Tra i poeti, si ricorda ancora Edoardo Sanguineti. Ma il più bravo era Elio Pagliarani».

Tra i narratori?
«I due usciti meglio sono Alberto Arbasino e Giorgio Manganelli».

Scrivere è ispirazione o artificio?
«I nove decimi della letteratura mondiale sono artificio. Le persone cioè decidono di scrivere. Un decimo scrive invece perché ne ha bisogno.
Non è ispirazione ma necessità».

Il che vuol dire?
«La necessità è insufficiente a fare l'opera. Ci vogliono anche intelligenza, cultura, esperienza e tutto quello che va sotto il nome di artificio. L' opera è ispirazione e artificio».

Il romanziere simbolo del Dopoguerra?
«Per accordo unanime, Carlo Emilio Gadda, considerato addirittura il maggiore scrittore di tutto il Novecento».

Condividi?
«Sì, anche se rifiuto di fare una classifica piramidale. Grandi sono anche Italo Svevo o Luigi Pirandello».

Roberto Saviano Roberto Saviano PASOLINIPASOLINI


Ma sono d' anteguerra.
«Nella seconda metà del '900 non c' è uno scrittore che si possa citare alla pari con questi. Salvo bagliori in Tommaso Landolfi che sono di pari grandezza».


Altri nomi ricorrenti sono Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Ignazio Silone, Alberto Moravia.
«Ho fortissimi dubbi su Calvino. Come scrittore è amabile e bravo ma non supera questa soglia. Sciascia è medio-alto ma non raggiunge mai la grandezza. Silone, come scrittore, non lo prendo neanche in considerazione. Ha importanza come testimone».

Citta del Teatro, via Sabotino, 1979. Giampaolo Correale, Renato Nicolini, Franco Cordelli e Alessandra Ottieri nella parodia de la "Conference des oiseaux" di Peter BrookCittà del Teatro, via Sabotino, 1979. Giampaolo Correale, Renato Nicolini, Franco Cordelli e Alessandra Ottieri nella parodia de la "Conference des oiseaux" di Peter Brook


Non mi stroncherai anche Moravia, che è il più internazionale!
«Esatto: è internazionale. Gli voglio bene. L' ho conosciuto negli ultimi anni di vita dopo avere scritto sul Corriere della Sera due elzeviri benevoli su di me. Avevo sempre amato "La noia" e "Gli indifferenti"».

I più sopravvalutati?
«Calvino, di gran lunga. Anche di Luigi Malerba ridurrei l' importanza...
(Cordelli tace e guarda in aria)».

Che succede?
«Mi sfuggono i nomi, tanto il tempo li ridimensiona. Mi vengono invece in mente gli autori che stimo, Paolo Volponi, Ottiero Ottieri, Ennio Flaiano».

Fai il diplomatico?
«Figurati. Mario Soldati mi è simpatico ma è sopravvalutato. Poi... poi...
(prende un catalogo dei Meridiani e lo sfoglia per ispirarsi). Ah, eccone di stupendi con più fama del giusto, Goffredo Parise, Raffaele La Capria».

pietro citati   4pietro citati 4FRANCO CORDELLI FRANCO CORDELLI


Attento, scrive sul Corriere come te.
«Lo dico con tutto il rispetto. Piero Citati, altro iper sopravvalutato».

Pier Paolo Pasolini?
«Caso a sé. L' uso eccessivo che si fa della sua figura è ripugnante. La sua fama è un artificio. Molto di ciò che ha scritto è brutto. A cominciare dai romanzi. Poesie alcune belle, altre no.
Ha fatto pessimo teatro e alcuni bei film».

Rispetto alle grandi letterature estere che posto ha la nostra?
«Non esiste».

I maggiori poeti del '900?
«Il sommo è Eugenio Montale».

Batte Gabriele D' Annunzio?
«D' Annunzio è come Pasolini. Talmente sfruttato che il personaggio prevale sull' opera».

Oltre Montale?
«Giuseppe Ungaretti, Vittorio Sereni, Giorgio Caproni, Giovanni Raboni».

E il mio amato Vincenzo Cardarelli?
«Lo amo tantissimo anch' io e lo so a memoria (recita alcuni versi di Vergine adolescente), ma è a tal punto personale che non so più se sia grande o non grande».

gabriele dannunzio 1gabriele dannunzio 1franco cordelli IlDucadiMantova coverfranco cordelli IlDucadiMantova cover


Ci siamo dimenticati lo stravenduto, Umberto Eco.
«Caso patetico. Si chiederà: si ricorderanno di me? Il successo non è garanzia di nulla e nasce il sospetto che ti dimentichino. Meglio l' insuccesso relativo, perché con l' avvicinarsi della morte speri di essere riscoperto postumo, come Guido Morselli».

Un tempo, obiettivo dello scrittore era la crescita civile. Da Leopardi a Manzoni a Carducci. Oggi?
«Solo corsa al successo. Cambiare il mondo è compito della letteratura. Se lo abbandona, tradisce se stessa. Siamo a questo punto».

il mistero di Elena Ferranteil mistero di Elena Ferrante


Gran successo ha avuto Roberto Saviano.
«Passi che ha scritto un libro solo. Ma la sua matrice letteraria malapartiana è cosi flagrante che uno dice: be', questo l' ho già letto».

Andrea Camilleri?
«Suppongo sia un bravo artigiano ma l' ho letto poco. Come regista di teatro non andavo mai a vederlo. Lo consideravo, aprioristicamente, un regista convenzionale. Come i suoi libri».

elena ferrante libri 5elena ferrante libri 5


Fenomeno mondiale è Elena Ferrante, pseudonimo dell' autore o autori.
«Tra i casi più ripugnanti della storia letteraria. Nel 1991 apparve L' amore molesto, libro molto bello. Anni dopo, ne uscì un altro che lessi con slancio. Rimasi costernato: non è lo stesso scrittore».

Perché?
«C' era una scena di sesso in cui la donna pensava dell' uomo ciò che gli uomini pensano che le donne pensino di loro. Capii che a scrivere era un uomo. O che erano in due, tra cui un uomo. Poi Ferrante è diventata grottesca».

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In America stravende.
«L' editore, E/O, ha aperto una sede a New York. E' la chiave per spiegare le vendite legate, per palati americani, all' esotismo della Napoli in cui i romanzi sono ambientati. La scrittura è però triviale».


Adesso mi fai...
«Basta. Ho già fatto l' excursus su un secolo di letteratura!».


...i nomi dei maggiori talenti nuovi. L' avevi promesso.
Generazione Anni '50: Sergio Atzeni, Edoardo Albinati, Sandro Veronesi, Luca Doninelli, Michele Mari, Paolo Di Stefano. Anni' 60: Vitaliano Trevisan, Emanuele Trevi. Anni '70: Andrea Bajani, Antonio Scurati, Alessio Torino, l' enigma Giuseppe Genna, il promettente Stefano Gallerani.

BERLUSCONI RENZIBERLUSCONI RENZI


Cordelli, in calo di zuccheri, mi trascina all' ascensore. Dalla cabina gli chiedo - a lui che odiava tanto il Cav da dedicargli un libro irridente, Il Duca di Mantova (2004) -, che pensa di Matteo Renzi. «Il peggior dc dal '45 ad oggi. Lo detesto più di quanto abbia creduto di detestare Berlusconi. Lui, in tv, lo guardavo. Se vedo Renzi, chiudo». Preme il pulsante e mi inabissa.

 

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