LA RICETTA DI BONCO PER SANREMO: ‘’SOSTITUIRE LITTIZZETTO E FAZIO CON DUE CAMPIONI DELLA TV DI OGGI. BRUNO VESPA E LA CRIMINOLOGA BRUZZONE’’ – ‘’MOSSA STRAORDINARIA IL FESTIVAL PROCRASTINATO, SUMMA FILOSOFICA DELLA SPENDING REVIEW DEI TECNICI. TUTTI QUEI BEI CONTRATTINI GIÀ FIRMATI, L’ESCLUSIVA DELLE STAR AMERICANE FINITA NELLA SPAZZATURA, LE PENALI, GLI ALBERGATORI INFEROCITI. SI CHIAMA FINANZA CREATIVA”….

Malcom Pagani per il "Fatto quotidiano"

‘'Non potevano fare altrimenti i galantuomini della Rai. Dopo aver scoperto che Luciana Littizzetto a Torino era assidua frequentatrice del circolo Stalin, già circolo Mao, farla fuori da Sanremo era diventata un'urgenza inevitabile".

Sul Festival procrastinato, Gianni Boncompagni ha notizie di prima mano. "Primissima. La Littizzetto Luciana, oltre alle lezioni del club Stalin, si è abbeverata alla fonte di un noto ristorante romano "Cencio alla parolaccia". Da "'affanculo" a "zoccola" ha imparato l'intero vocabolario e non sa più farne a meno. In Rai avevano paura che la sua volgarità offuscasse le elezioni. Ben fatto. Non posso che applaudire.

In Rai saranno contenti di sentirglielo dire.
E dico di più, mi spiace rivelarlo, la signora è una nota bestemmiatrice. A Torino sono troppo devoti, ma Littizzetto si è formata alla scuola savonese. Gli avanzi di galera più sacrileghi li sceglie direttamente Fabio Fazio, altro noto bestemmiatore.

È una vergogna.
Può dirlo forte. Anche il Fazio, tra l'altro, assiduo presenzialista alle periodiche riunioni di "Falce e martello" a Milano, non era più sostenibile come prima scelta per la prima rete Rai. Insinuano che la sua defenestrazione sia stata suggerita direttamente da un altro beato. Un santo di nome Silvio Berlusconi. In questa occasione si è dimostrato modernissimo. Ha vinto dove avevano fallito tanti altri. Su Sanremo si è ritrovata l'unità nazionale. Tutti d'accordo nel sopprimerlo. Rimandarlo a data da destinarsi. Mossa straordinaria, summa filosofica della spending review dei tecnici.

Si risparmia?
Certo. Tutti quei bei contrattini già firmati, l'esclusiva delle star americane finita nella spazzatura, le penali, gli albergatori inferociti. Si chiama finanza creativa, lei è rimasto indietro, si aggiorni. Sono entrato in possesso di altre preziose informazioni. Le vuole?

Certo.
Berlusconi ha preteso e ottenuto da Tarantola e Gubitosi che nel Sanremo che verrà, a urne chiuse, le canzoni siano anticipate da un Pater ave gloria.

Legittimo?
Direi di no, è esagerato. Capisco la salvifica eliminazione della Littizzetto. Comprendo anche il congelamento di Fazio. Ma il Pater Ave gloria suggerito da Berlusconi è troppo. Sanremo si vede per sbeffeggiarlo, la virata ieratica è inadeguata. Il Festival è come Miss Italia, una roba da terzo mondo. Andrebbe abolito. Anzi, andrebbe abolita la Rai. È più pratico. Rai uno, zac. Via subito.

Non vorrà mica il perdono eterno Berlusconi?
Ma ce l'avrà alla fine con tutto quel che ha combinato? Ne dubito. Però si è mosso in quella direzione. Il cantante prete e la cantante suora da lui proposte per il Sanremo del 2013 rappresentavano il sacro che torna a prendere il sopravvento sul profano. Un manifesto ideologico. Sa cosa mi impressiona?

Che cosa?
La modernità di Berlusconi. Se dice che non ricandiderà nove parlamentari su dieci, mente. Afferma una cosa falsa come lo Spread. Ma con le recenti mosse sul Festival si muove nel solco futurista. La realtà lo annoia. L'Italia lo tedia. Meglio rivoltare una tradizione lunga 63 anni. Incendiare la scenografia.

In che modo.
Prima di tutto cambiando i conduttori. Avrei una modesta proposta. Silvio è d'accordo.

Anche lei, come Jonathan Swift?
Ma io non voglio eliminare nessuno. Solo sostituire Littizzetto e Fazio con due campioni della tv di oggi. Bruno Vespa e la criminologa Bruzzone. Una nomina benedetta da Cicchitto. Un genio. Ma non glielo diamo un premio prima o poi al buon Fabrizio?

Pensava al Nobel?
No, al Pulitzer. Lo mette nella sua cassetta parlamentare. Fa curriculum. Torniamo a Vespa e Bruzzone. Ogni sera ricevono il fax con la scaletta della trasmissione da Arcore. È uno strumento da medioevo, ma a Silvio e a Bruno piace molto.

Vespa contesta mai Berlusconi?
Non lo dica neanche per scherzo. Vespa, un esecutore straordinario. Poi è devoto. Alla criminologa Bruzzone, ogni tanto, nelle grotte alle cui esplorazioni è costretta dall'ingrato mestiere, tra le rocce appuntite, qualche bestemmia scappa. A Bruno mai. In ogni caso prima di incoronarli definitivamente, gli verrà chiesto un piccolo sacrificio.

Quale Boncompagni?
Dovranno prestare giuramento davanti a Cicchitto e agli altri parlamentari. "Non direte parolacce e non bestemmierete". Loro prometteranno e infine, davanti a Silvio, ci sarà il lieto fine. Dimenticavo, giureranno con il cappuccio in testa, ma senza croce e compasso. Da anni Cicchitto ha abbandonato entrambi. Si accontenta di un cappuccio rosso, innocuo, da favola dei Grimm. Ci vuole lietezza, gioia, leggerezza. O no?

 

 

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