serena grandi

“QUANDO GIRAVO SCENE DI NUDO OGNUNO SI INVENTAVA UNA SCUSA PER ASSISTERE E NON PARLO DI POCHE PERSONE, MA DI 70-80 IMBUCATI SUL SET" - RICORDI, ARDORI E BOLLORI DI SERENA GRANDI: “QUANDO SONO DIVENTATA UN SEX SYMBOL A LIVELLO EUROPEO, L'UFFICIO STAMPA MI INCITAVA: ‘MI RACCOMANDO DICHIARAZIONI FORTI, ANCHE IRREALI’. MA LA STORIA DEI DUE PUGILI SFIANCATI IN UNA NOTTE DI SESSO A TRE E’ VERA” - "NEGLI ANNI OTTANTA LA DROGA ERA..."

Estratto dell’articolo di Alessandro Ferrucci per “il Fatto Quotidiano”

 

[…] Al cinema non mi chiamano, eppure ho girato 80 film, lo stesso numero di Alain Delon.

SERENA GRANDI

E nonostante questo Zero parti; forse sono nell' età di mezzo e forse il mio fisico e la mia aurea non permettono un ruolo adatto. Mi ci vede come nonna?

 

[…] Pupi Avati nei suoi film l' ha trasformata.

Mi ha insegnato a recitare, ha stravolto ogni mia certezza, mutata fisicamente: capelli bianchi e ingrassata, dell' erotismo non gli importava.

 

Non è Brass.

SERENA GRANDI

Se con Pupi sgarri un attimo, ti sgrida come fossi un figlio discolo: una volta mi ha costretta a restare sei ore sotto le macerie; alla fine non ne potevo più e sono sbottata: "Bastaaaa! Preferisco spogliarmi e girare un erotico".

 

[…] Nuda è più semplice.

Conosco i meccanismi, sapevo perfettamente cosa volevano: sono passata dalla scuola di Brass, mica scherzi; con Tinto la realtà si tocca.

 

Miranda le ha cambiato la vita.

In quella fase sono diventata un sex symbol a livello europeo, scatti ovunque, richieste continue, decine di calendari, e l'ufficio stampa che mi incitava: "Mi raccomando dichiarazioni forti, anche irreali, non sei mica una donna a casa con l' uncinetto".

 

Allora non è vera quella dei due pugili sfiancati in una notte di sesso a tre.

corinne clery serena grandi

Me lo ha chiesto pochi giorni fa pure mio figlio. E No, quella è verissima. (scoppia a ridere)

 

Gloria Guida racconta: "Per le scene di nudo i set improvvisamente si affollavano".

Ognuno si inventava una scusa per assistere e con le situazioni più strane e ridicole, e non parlo di poche persone, ma di 70-80; per questo un giorno ho deciso: basta con gli imbucati, voglio solo gli stretti necessari, come regista e direttore della fotografia.

 

serena grandi

[…] Non solo erotici, oltre ad Avati ha girato con Magni.

Eravamo sul set de In nome del popolo sovrano e ho riso alle lacrime grazie ad Alberto Sordi: prendeva perennemente in giro Luigi (Magni), e proprio durante le riprese.

 

Come?

Con le controscene: quando Massimo Wertmuller recitava, Alberto si piazzava di spalle e cominciava a sparare le frasi più strane e disarticolate, con noi meno esperti di lui concentrati per non perdere le battute.

 

SERENA GRANDI E IL FIGLIO EDOARDO ERCOLE

L'ha corteggiata?

Blandamente, limitato dalla presenza sul set di mio marito e mio figlio.

 

Suo marito geloso.

Sempre, e per questo non lo avvertivo mai quando giravo una scena di nudo, altrimenti si precipitava da me.

 

Nel film di Magni, oltre a Sordi, c'era Manfredi.

E quando giravamo di sera e Alberto voleva chiudere per andare a casa, la frase classica era: "Nino sbrigate che gli altri se stanno a magnà tutti i cornetti per la colazione".

 

In assoluto, quanto è corteggiata?

Tantissimo e da tutte le età, e mi riferisco al ventenne studente fino all'over sessanta imprenditore.

SERENA GRANDI

 

Alla faccia di chi le dà dell' ingrassata.

Lo dico sempre: sono morbida, sono una curvy; sono una caramella mou.

 

Però non si concede.

Non ho voglia di incazzarmi per le beghe di nessuno, e poi quando arrivi alla mia età non ti va più bene niente, diventi maggiormente egoista, meno disposta a concedere per il solo piacere di dare. Me lo diceva anche Paolo Villaggio

 

[…] Con lui ha lavorato più volte.

SERENA GRANDI

Durante Rimini Rimini fuggivamo dal set per mangiare la piadina ripiena. Qualcuna l' abbiamo rubata.

 

Contento il regista.

Chi? Sergio (Corbucci)? Lui Ogni giorno pretendeva dieci, e dico dieci, supplì! Il cibo era una delle maggiori priorità quotidiane, e quando con Paolo restavamo soli, spesso mi proponeva: "Tettona, un giorno ti porterò al Prado".

 

[…] Villaggio viene dipinto come tirchio e musone.

Davvero? Non mi sembra, era solo pervaso dalla classica vena malinconica di chi è costretto in un ruolo comico; possedeva una cultura smisurata, e su questo incuteva timore reverenziale.

 

In Rimini Rimini siete protagonisti di una scena celeberrima.

Io che scendo a seno nudo da un' amaca e lui impazzisce.

SERENA GRANDI

 

Quella.

È stato Sergio Curbucci a incitarlo: "Dai Paolo, sgrana gli occhi e mordi la lingua: fammi il gatto!". Ancora oggi mi fermano per strada e replicano quel verso.

 

Nel film è presente un' altra icona: Laura Antonelli.

Lei rappresenta l' esatto prototipo di dramma di chi è impegnato in questo mestiere e non pensa a investire sulla famiglia.

 

Sola.

Per non sbarellare è fondamentale in primis un figlio e poi un marito, altrimenti questo mestiere diventa bastardo, e ti perdi.

SERENA GRANDI

 

[…] Ha manifestato qualche fastidio nei confronti di Sorrentino.

Una cazzata.

 

Cosa?

Ho sbagliato e di grosso: appena uscita La grande bellezza mi sono pubblicamente lamentata per alcune scene tagliate, e il malessere non era solo mio, altri protagonisti mugugnavano, lo so, li ho sentiti […] Gli altri sono rimasti saggiamente in silenzio, io no.

 

Con Peter Gomez a "La confessione" ha rivelato: "Negli anni Ottanta era normale drogarsi".

SERENA GRANDI E TINTO BRASS

Quasi tutte le dame dell' Ottocento giravano con una scatolina nascosta nel seno e dentro lo stupefacente: era prassi; allo stesso modo in quel periodo accadeva con una naturalezza coinvolgente.

 

[…] È finita ai domicialiari.

Scagionata e risarcita: avevano bisogno di un nome celebre.

 

[…] Quando è diventata Serena Grandi?

serena grandi

Da sempre, non ricordo nessuna particolare evoluzione o presa di coscienza: sono nata in questo modo e in questo modo ho modellato la mia esistenza.

 

[…] Alvaro Vitali ha ammesso di essere sul lastrico.

Se hai un vero istinto commerciale, non puoi anche aver cuore per recitare.

 

Nel pratico?

Ho visto e vissuto molti colleghi finire male, e ne parlavamo poco fa rispetto a Laura Antonelli: anche lei era ricchissima, a Roma possedeva un intero palazzo, e su di lei ho ammirato dei gioielli clamorosi, arrivati dalla Francia e per mano di Belmondo.

 

serena grandi in lingerie

[…] Vanessa Incontrada ci ha rivelato: "Se il partner è bello, certe scene intime non sono spiacevoli"

Davvero? (Ci pensa) I miei non sono mai stati un granché, se ne salvano un paio, tra questi Luca Barbareschi (altra pausa). In più si emozionavano, quindi sudavano all' impossibile, e qualcuno mangiava troppo aglio. […] E poi spesso l' attore sente la necessità di dimostrare quanto è maschio, giocano al superuomo, cadono nell' ambizione spicciola.

 

Come si difendeva?

Moltiplicavo l' esigenza di competizione, e senza mai mollare la presa, altrimenti finivo inchiappettata, soggiogata dalla mediocrità.

 

Va bene, ma in quanti ci hanno provato?

Tutti!

 

Senza scampo.

SERENA GRANDI

Il MeToo è una lotta contro i mulini a vento, se avessi denunciato, sarei stata perennemente in tribunale. Per fortuna non mi sono mai sentita in reale pericolo o difficoltà, piuttosto ho gestito le situazioni, alle brutte qualche sberla l' ho piazzata: so come muovermi con gli uomini. […]

 

SERENA GRANDI LA GRANDE BELLEZZASERENA GRANDISerena Grandi serena grandi selfieSerena Grandiserena grandi

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…